Analisi inverse di Claudio-Olyandra ed amici

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Claudio-Olyandra
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Analisi inverse di Claudio-Olyandra ed amici

Messaggio da Claudio-Olyandra » mer 21/lug/2010 16:42:48

Sarà almeno un anno che so (e mi dicono) che col gatto ho poco a che spartire, ma non ho mai avuto né il tempo né la voglia di fare un'analisi inversa, visto lo stallo del forum e le problematiche di trasferimento e tutti i casini che non sto qui a riassumervi. Siccome non intendo aspettare fino a Natale per mettere certezze sulla forma ( :mrgreen: ), eccomi qui a compilare il famigerato questionario riveduto e corretto. :D


● Con te stesso
Progressista o conservatore?
Giusto. Non seguo le categorie, i ragionamenti di partito, o destra o sinistra, o qui o là, o vecchio o nuovo: io cerco l'equilibrio e la saggezza e talora li trovo nelle tradizioni, altre volte nelle novità.

Che strategia usi per risolvere un problema (la più veloce, la più efficace, la più sicura etc.)?
Con la programmazione preventiva: se possibile, evito i problemi, li aggiro, li prevengo, mi metto nelle condizioni di non doverne affrontare, studiando le varie possibilità e pianificando un approccio efficace per tutte le evenienze. Se proprio sopraggiunge un evento inaspettato, allora improvviso, e sovente mi complico la vita. :lol:

Pignolo o permissivo?
Mentalmente pignolo, rigoroso, meticoloso, attento ai dettagli e alle sfumature; più flessibile ed accomodante quando agisco, nel senso che so accontentarmi di un risultato meno preciso e raffinato del previsto, se le circostanze lo esigono. Questo discorso, però, non si estende agli altri: non giudico e non rimprovero chi opera in maniera più grossolana o approssimata o tende verso traguardi meno ambiziosi o impegnativi.

Che cosa ti appassiona, e cosa invece non ti interessa?
Mi appassiona creare, dar fondo alla fantasia, all'inventiva, sebbene spesso mi manchi il giusto contesto ambientale e personale per realizzare le mie ambizioni. Resto indifferente alla quotidianità, mentre l'eccezionale mi avvolge e mi infonde entusiasmo. Spostandoci sul concreto, ho di fatto pochi svaghi, che generalmente si presentano a fasi alterne, ciclicamente: scacchi, arbitraggio di calcio, cinema, fantasy, giochi di strategia in tempo reale e simili. Se poi andiamo ai grandi progetti, adoro scrivere sceneggiature, girare film e recitarvi, a livello dilettantistico, preferendo la passione e la dedizione alla specializzazione tecnica.

Hai affinità particolari (con oggetti, animali etc.)?
Col sublime: le forze della natura scatenate (tornado, mareggiate, tempeste, eruzioni vulcaniche etc.) mi illuminano d'immenso, mi danno una grande carica.

In quale momento della giornata lavori meglio?
La sera mi infonde grande ispirazione, e le atmosfere di tensione vellicano la mia creatività. Questo vale pure per la vita accademica: prediligo far tardi la sera, piuttosto che trangugiare i libri giuridici di prima mattina.

Ottimista o pessimista?
Mentalmente ottimista, ma non sempre il mio umore segue la testa: nel passato capitavano non troppo sporadicamente dei momenti di sconforto, legati essenzialmente alla solitudine ed alla noia.

Ami viaggiare o preferisci rimanere nello stesso luogo?
Mi sta benissimo restare sempre nello stesso posto, purché abbia intorno a me persone valide: l'ambiente viene dopo la compagnia.

Sei riflessivo o impulsivo?
Fin troppo razionale, pacato, aduso a soppesare tutte le varianti d'un fatto prima di sceglierne una.

Passi velocemente da uno “stato” emotivo all’altro, o sei invece una persona molto stabile emotivamente?
Le giornate di noia, piatte, asettiche, mi rendono molto meteoropatico e cangiante, ma quando sono profondamente sereno, allegro e soddisfatto è difficile che qualcosa possa stravolgermi l'umore.

Pigro o attivo?
Pigerrimo nelle banalità del quotidiano, attivissimo nel progettare ed attuare ciò che realmente mi appassiona.

Conformista o anticonformista?
Detesto cordialmente l'omologazione e l'appiattimento su schemi comportamentali e formali predefiniti: la genuinità esistenziale è una ricchezza da coltivare. Talora sono costretto ad accomodamenti d'etichetta per il quieto vivere, ma non ci credo minimamente.

Sei molto sensibile ed empatico?
Ho un'eccellente capacità immedesimativa, tale che posso persino essere più coinvolto in una vicenda altrui che in una mia personale.

Ti distrai facilmente, sei spesso con la testa tra le nuvole, o sei una persona con i piedi per terra?
Le mie fantasie saranno anche talvolta utopistiche, ma se c'è da concentrarsi e da applicarsi ad un'attività, riesco a farlo tranquillamente.

Ti preoccupi facilmente?
Se si tratta di me, sono solitamente sereno, a parte rari sbalzi d'ansia. In certi casi posso pure diventare paranoico, però credo siano cortocircuiti mentali da eccessivo pensiero, ossia quelle che comunemente sono appellate "seghe mentali". Quanto agli altri, mi preoccupo solo per le persone cui tengo veramente, ma più che preoccupazione nel senso proprio del termine, è una forma amplificata di affettività e di immedesimazione, per la quale faccio mie le difficoltà dell'altro; invece me ne frego altamente degli altri ai quali non sono legato.

Hai molta fiducia in te stesso?
Se mi metto in testa di realizzare un progetto, non c'è santo che mi trattenga: ci credo e vado avanti fino al traguardo. Ne arguisco che ho fiducia nelle mie capacità, oltre ad essere determinato.

Ti adatti facilmente a situazioni differenti?
Il nuovo mi spiazza, essendo relativamente abitudinario. Ancora una volta dipende tutto dalle persone presenti: se sono attorniato da gente con cui ho scarsa affinità, allora tendo ad essere poco flessibile e poco attivo in contesti nuovi, altrimenti mi lascio andare.

Sei ambizioso o ti accontenti di ruoli di poca importanza?
Io domino l'universo mondo, capito il concetto? :twisted: Non mi piacciono le posizioni di vertice per comandare, ma per coordinare ed organizzare secondo quello che l'entusiasmo mi suggerisce: è evidente che non potrei farlo se dovessi rendere conto a qualcuno sovraordinato. Ciò comporta che cerchi di ascendere a ruoli di rilievo, perché solo là riesco ad esprimere compiutamente la mia personalità, senza legacci o vincoli.

Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?
Sono estremamente razionale, ma anche sognatore: non mi lascio frenare dall'improbabilità o dalla scarsa plausibilità di qualcosa, se realmente mi interessa, anzi mi sprono e mi applico con la massima diligenza per concretizzare idee apparentemente irrealizzabili. Ho una particolare sensibilità e credo moltissimo nei sentimenti forti e duraturi. Cerco sempre di capire le persone, di trovare l'approccio giusto per chi ho davanti. Detesto e temo le critiche denigratorie e tutti i giudizi basati su preconcetti o sull'etichetta, sul galateo o sul costume: essi possono destare una reazione aggressiva, che generalmente trattengo dentro di me, limitandomi ad augurare morti violente tra me e me.

Quali sono gli aspetti più spiccati del tuo carattere?
Assolutamente perfezionista, sono un grande pianificatore, razionale (meticoloso, preciso, analitico) da un lato e creativo (sognatore e fantasioso) dall'altro. Mi riesce difficile esprimere con immediatezza i concetti, i quali spesso emergono tra le pieghe di un periodare sin troppo arido o artificioso. Questo è dovuto principalmente alla tendenza, sviluppata nell'adolescenza, per la categorizzazione di ogni frammento dell'essere, con la conseguenza che le emozioni traspaiono sbiadite. Tuttavia, se ho un'intensa affettività con l'interlocutore, adopero un linguaggio più fresco, familiare e vivido.

● Con gli altri
Come ti comporti quando qualcuno ti minaccia?
Posso rispondere solo in teoria: nessuno mi ha mai minacciato, se ben ricordo. La reazione sarebbe l'invocazione dell'autorità, della norma, della sanzione, allo scopo di intimidire l'aggressore, oppure una replica caustica e tagliente, volta ad umiliarlo e neutralizzarlo.

E quando qualcuno minaccia una persona a te cara?
Penso la stessa cosa.

Come ti vedono le altre persone (sei popolare, ti ignorano, etc.)?
Le altre persone hanno una visione molto distorta e parziale del mio carattere e della mia vita: io sono lo studioso onnisciente per eccellenza, solitario, autosufficiente, che disdegna svago e passatempi. La verità è che i passatempi più comuni (pizzeria, discoteca etc.) non mi soddisfano, mi lasciano indifferente, perché non mi trasmettono emozioni: li percepisco come occasioni di serie, più che di gruppo, e la cosa non fa per me. L'altra verità è non mi confido con soggetti ai quali non sono specialmente affezionato, per timore di fraintendimenti, banalizzazioni, giudizi sommari e liquidatori, ma anche e soprattutto perché non mi dà alcun appagamento il parlare con chi ha una vita e una sensibilità radicalmente diverse dalle mie.

Come ti comporti da solo, con la famiglia, con il compagno, con gli amici, con i conoscenti, con gli estranei?
Da solo esprimo ciò che non mi riesce di esprimere cogli altri, perciò capita che tenga mentalmente dei discorsi con interlocutori non presenti, al solo scopo di portare fuori ciò che il timore dell'altrui giudizio mi inibisce di esternare in altre circostanze. Coi miei parenti ho una buona confidenza, rido e scherzo tranquillamente, e in taluni casi ho pure l'opportunità di trattare argomenti seri ed impegnativi. La mia compagna è semplicemente me stesso in forma femminile, siamo l'uno il cuore dell'altra: non esiste nessuna cosa che mi vergognerei di raccontarle, perché è come se mi appartenesse completamente, se ci fosse un'unica essenza comune ad entrambi, perciò vergognarmi di lei è semplicemente un ossimoro che non sta in piedi. Cogli amici veri sprizzo allegria, parlo e scherzo senza difficoltà, mentre mantengo un più basso profilo con gli amici caratterialmente troppo diversi per una condivisione profonda di pensieri ed emozioni. I conoscenti e gli estranei ricevono quel garbo che la buona educazione e l'umana solidarietà richiedono, ma nulla di più.

Sei aggressivo o passivo?
Ho accumulato parecchia aggressività interiore proprio a causa della mia indole sin troppo mansueta ed accomodante, ma non lo do a vedere, tranne che negli accessi d'ira. Mi infiammo e mi infervoro davanti alle ingiustizie di qualunque tipo, però, ancora una volta, non emerge chiaramente, specie con persone sconosciute o di scarsa confidenza.

Chiacchierone o silenzioso?
Generalmente ascolto e commento: non sono un grande narratore, tranne che la materia trattata mi susciti un vivido interesse. Il contesto è comunque determinante: posso restare quasi silente per tutta la serata, se circondato da gente che ha poco a che spartire con me, o parlare abbondantemente, nel caso contrario, sempre che il discorso mi coinvolga intensamente.

In generale sei estroverso o introverso?
La mia estroversione si limita ad alcuni gesti e battute abbastanza famosi (varie combinazioni improvvisate sul motivetto "Carneade"), ma gli autentici sentimenti restano celati fin quando non si presenta una persona degna di conoscerli.

Sei territoriale?
Assai guardingo e attento alle cose per me più importanti, quelle legate a un pezzo di vita passata o ad esperienze speciali (computer e relativi documenti d'archivio, libri di testo etc.); indifferente rispetto a quelle che considero meramente contingenti, cioè non rappresentative del mio vissuto o della mia persona (vestiti etc.). Non gradisco che venga stravolto l'ordine con cui dispongo i miei oggetti più cari o che taluno ne faccia uso senza permesso o senza le necessarie cautele.

Sei dipendente o indipendente?
Mi piace dipendere solo da me stesso e dalle persone che stimo maggiormente, mentre prescindo da tutti gli altri, organizzandomi come se non ci fossero.

Che cosa la gente tende a ricordarsi di te?
La mia media scolastica o universitaria. Molto disarmante essere ridotti ad un numero. ._.

Dimostri il tuo affetto con le parole e gli atteggiamenti o sei piuttosto freddo?
Mi mantengo sul freddo quando percepisco una barriera di incomprensione, tale che il mio modo di essere sarebbe comunque travisato; altrimenti porto fuori pensieri ed emozioni con una certa naturalezza.

Sei discreto o difficilmente rispetti la privacy altrui?
Ehi, pezzo di idiota, io sono il chiarissimo e reverendissimo inventore dell'interrogatorio di claudiano grado, un sistema di penetrazione nella vita altrui da far impallidire le tecniche più disumane di Guantanamo. :twisted: Tutto questo, però, sotto l'inderogabile condizione che ci sia, oltre che il consenso dell'interlocutore, una buona confidenza, una buona intesa, se no mi disinteresso completamente dei fatti altrui.

Sei fiducioso o diffidente?
Tendo a fidarmi fino a prova contraria.

Sei fedele o tradisci facilmente?
Tradire? Cos'è questo verbo immondo? :shock:

● In gruppo
Come ti comporti quando sei in gruppo?
Assumo una posizione eminente, manifestando tutta la mia euforia organizzativa, se deve pianificarsi un'attività a cui tengo particolarmente o che addirittura ho ideato proprio io, altrimenti resto dietro le quinte e non mi sbraccio più di tanto.

Organizzatore o seguace?
Questo scemo non ha ancora capito che io prediligo i ruoli apicali. :P

Rispetti le gerarchie o pensi siano inutili?
Le gerarchie giovano al buon coordinamento degli sforzi individuali, ma non devono mai tracimare nella sopraffazione dei sottoposti. Quando svolgo funzioni direttive, organizzo più che comandare, e tengo conto delle aspirazioni e delle esigenze degli altri, senza pretendere che il mio stile valga per tutti.

Preferisci avere molti amici, o solo uno o due?
Pochi ma buoni: il gruppo è dispersivo e non consente quel livello di confidenza e di intesa emozionale che invece il rapporto a due agevola.

Preferisci rimanere in gruppo o ami la solitudine?
La mia personalità eccentrica e singolare mi ha condotto alla solitudine, ma ne soffro. Tuttavia, se devo scegliere fra la caciara di un branco di sconosciuti e la solitudine, mi lancio sicuramente sulla seconda.

E quando bisogna svolgere qualche impegno, preferisci lavorare in gruppo o da solo?
Di solito lavoro da solo, per poi confrontarmi cogli altri al momento di stendere il bilancio dell'attività svolta e di tirare le conclusioni.
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Anny♥Shakri
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Re: Ora tocca a me

Messaggio da Anny♥Shakri » gio 22/lug/2010 11:43:33

allora bene bene... penso sia l'analisi inversa più lunga che abbia mai letto xD
ed è abbastanza complicato percepirne la forma, perchè ci sono un po' di cose che mi sono venute in mente.

in primo luogo, riguardando nel complesso l'analisi mi salta all'occhio una pennutaggine che mi ricorda spesso e volentieri eugy.
prima di tutto per il rapporto di coppia, e quello con familiari ed amici, molto intimo e se vogliamo, indistruttibile.
anche la fiducia e fedeltà per tutti e l'amore che metti nel fare quel che ti piace, la tua creatività, sono cose tipiche degli uccelli.
in molte domande hai risposto con quell'equilibrio che mi ha un po' portato fuori strada,
perchè per quanto riguarda la pignoleria, la territorialità, il legame particolare con qualcosa è come se non ti fossi espresso a pieno
e mi spiazza perchè questa specie di equilibrio tra l'una e l'altra cosa mi porta alla mente i rettili (._.)
-> cosa che dalle altre risposte tenderei a escludere a priori.
ah. OT: io non ti trovo affatto nè aggressivo nè tantomeno silenzioso e ascoltatore... poi boh, sarà una mia impressione esterna
non metto in dubbio la veridicità delle tue risposte ;D
qualche minuscola cosa mi ha ricordato un felino, ad esempio il tuo non star bene nelle dinamiche di gruppo,
il fatto che tu non esprima te stesso al meglio finchè non hai la certezza di chi hai davanti, e la tua razionalità.
ma se dovessi fare una percentuale di tutte le risposte che hai dato penso che la forma più adatta a te sia un grande uccello.
ecco, io adesso non sono un'intenditrice di diversità di forme pennute, quindi non so dirti con certezza questo o quell'altro,
ma la certezza è che hai le piume! ^^
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