Raccolta di prove dell'esistenza dei daimon

Meditiamo sugli aspetti filosofici e formuliamo ipotesi ragionevoli sul Daimonismo!
Claudio-Olyandra
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Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 08/feb/2008 03:18:00

ti chiederei solo un favore: vuoi scrivere in maniera più ampia? un invio ogni tanto non ti ucciderà, anzi rende più facilmente leggibili le tue risposte
Ritengo fermamente che la miglior saggezza sia l'umiltà, perché solo tramite il riconoscimento dei propri limiti si accetta lo scambio relazionale proficuo cogli altri e ci si arricchisce di esperienze che invece, ritenendosi già in possesso di tutto, si sminuiscono con superbia. QUESTO PREAMBOLO A COSA PORTA? Ad una semplice ammissione di mancata comprensione del testo citato. Potresti riformularlo diversamente? Non capisco esattamente cosa desideri, pertanto non posso accontentarti. Mi stai chiedendo di spezzettare i discorsi lunghi in più messaggi distinti o qualcos'altro?
Per quanto concerne il messaggio di Chester mi preme sottolineare che il sapere presenta una fitta rete di connessioni latenti per cui con le categorie della filosofia puoi apprezzare il rigore della scienza e viceversa: del resto io provengo da un liceo scientifico P.N.I. LA TUA BIOGRAFIA NON INTERESSA A NESSUNO... Volevo solo precisare che il mio pensiero non è infarcito di filosofia più di quanto non contenga basi matematiche o fisiche... Ad ogni modo, il mio processo argomentativo è semplice. Conoscente e conosciuto non possono coincidere (esempio di uomo che percepisce Sole ad esso estraneo), ma uomo conosce se stesso (anche a prescindere dal rapporto con altri esseri umani; è un'ipotesi astratta e siamo tutti d'accordo che un neonato solo è destinato a morte certa...), ergo deve avere in sé un elemento altro cosicché esso conosca l'uomo, l'uomo conosca esso (il Daimon) e pertanto conosca quello che lui conosce, cioè se stesso. Su un profilo fisico diciamo che per dichiarare lo stato di quiete o di moto di un corpo occorre stabilire un rapporto di esso con un sistema di riferimento esterno: il Daimon è un sistema esterno per l'uomo e l'uomo lo è per il Daimon, perciò entrambi conoscono entrambi. Quando dico "diverso" intendo "dotato di individualità propria", ma non slegato od autonomo, ok? D'altro canto due cose uguali non esistono, perché se sono eguali non è possibile distinguere l'uno dall'altro e perciò saranno una cosa sola. Tu sai bene che in geometria razionale un segmento non è mai UGUALE ad un altro segmento che non sia esso stesso, semmai può essere CONGRUENTE ad un altro segmento. MA PERCHé NON VAI AD INSEGNARE MATEMATICA AL LICEO? Non ho ancora nessuna laurea, Oly, e nessuno mi regala cattedre sulla base della mia bella faccia...
Daimon uniuscuiusque humanitatis caput et fundamentum est semperque esto!

tasso85

Messaggio da tasso85 » ven 08/feb/2008 12:18:00

non credevo di aver fatto una richiesta complessa :mrgreen:

semplicemente, invece di scrivere così:
Claudio-Olyandra ha scritto: Ritengo fermamente che la miglior saggezza sia l'umiltà, perché solo tramite il riconoscimento dei propri limiti si accetta lo scambio relazionale proficuo cogli altri e ci si arricchisce di esperienze che invece, ritenendosi già in possesso di tutto, si sminuiscono con superbia. QUESTO PREAMBOLO A COSA PORTA? Ad una semplice ammissione di mancata comprensione del testo citato. Potresti riformularlo diversamente? Non capisco esattamente cosa desideri, pertanto non posso accontentarti. Mi stai chiedendo di spezzettare i discorsi lunghi in più messaggi distinti o qualcos'altro?
Per quanto concerne il messaggio di Chester mi preme sottolineare che il sapere presenta una fitta rete di connessioni latenti per cui con le categorie della filosofia puoi apprezzare il rigore della scienza e viceversa: del resto io provengo da un liceo scientifico P.N.I. LA TUA BIOGRAFIA NON INTERESSA A NESSUNO... Volevo solo precisare che il mio pensiero non è infarcito di filosofia più di quanto non contenga basi matematiche o fisiche... Ad ogni modo, il mio processo argomentativo è semplice. Conoscente e conosciuto non possono coincidere (esempio di uomo che percepisce Sole ad esso estraneo), ma uomo conosce se stesso (anche a prescindere dal rapporto con altri esseri umani; è un'ipotesi astratta e siamo tutti d'accordo che un neonato solo è destinato a morte certa...), ergo deve avere in sé un elemento altro cosicché esso conosca l'uomo, l'uomo conosca esso (il Daimon) e pertanto conosca quello che lui conosce, cioè se stesso. Su un profilo fisico diciamo che per dichiarare lo stato di quiete o di moto di un corpo occorre stabilire un rapporto di esso con un sistema di riferimento esterno: il Daimon è un sistema esterno per l'uomo e l'uomo lo è per il Daimon, perciò entrambi conoscono entrambi. Quando dico "diverso" intendo "dotato di individualità propria", ma non slegato od autonomo, ok? D'altro canto due cose uguali non esistono, perché se sono eguali non è possibile distinguere l'uno dall'altro e perciò saranno una cosa sola. Tu sai bene che in geometria razionale un segmento non è mai UGUALE ad un altro segmento che non sia esso stesso, semmai può essere CONGRUENTE ad un altro segmento. MA PERCHé NON VAI AD INSEGNARE MATEMATICA AL LICEO? Non ho ancora nessuna laurea, Oly, e nessuno mi regala cattedre sulla base della mia bella faccia...
fai qualcosa del genere:
Claudio-Olyandra ha scritto: Ritengo fermamente che la miglior saggezza sia l'umiltà, perché solo tramite il riconoscimento dei propri limiti si accetta lo scambio relazionale proficuo cogli altri e ci si arricchisce di esperienze che invece, ritenendosi già in possesso di tutto, si sminuiscono con superbia.

QUESTO PREAMBOLO A COSA PORTA?

Ad una semplice ammissione di mancata comprensione del testo citato. Potresti riformularlo diversamente? Non capisco esattamente cosa desideri, pertanto non posso accontentarti. Mi stai chiedendo di spezzettare i discorsi lunghi in più messaggi distinti o qualcos'altro?

Per quanto concerne il messaggio di Chester mi preme sottolineare che il sapere presenta una fitta rete di connessioni latenti per cui con le categorie della filosofia puoi apprezzare il rigore della scienza e viceversa: del resto io provengo da un liceo scientifico P.N.I.

LA TUA BIOGRAFIA NON INTERESSA A NESSUNO...

Volevo solo precisare che il mio pensiero non è infarcito di filosofia più di quanto non contenga basi matematiche o fisiche... Ad ogni modo, il mio processo argomentativo è semplice. Conoscente e conosciuto non possono coincidere (esempio di uomo che percepisce Sole ad esso estraneo), ma uomo conosce se stesso (anche a prescindere dal rapporto con altri esseri umani; è un'ipotesi astratta e siamo tutti d'accordo che un neonato solo è destinato a morte certa...), ergo deve avere in sé un elemento altro cosicché esso conosca l'uomo, l'uomo conosca esso (il Daimon) e pertanto conosca quello che lui conosce, cioè se stesso.

Su un profilo fisico diciamo che per dichiarare lo stato di quiete o di moto di un corpo occorre stabilire un rapporto di esso con un sistema di riferimento esterno: il Daimon è un sistema esterno per l'uomo e l'uomo lo è per il Daimon, perciò entrambi conoscono entrambi. Quando dico "diverso" intendo "dotato di individualità propria", ma non slegato od autonomo, ok? D'altro canto due cose uguali non esistono, perché se sono eguali non è possibile distinguere l'uno dall'altro e perciò saranno una cosa sola. Tu sai bene che in geometria razionale un segmento non è mai UGUALE ad un altro segmento che non sia esso stesso, semmai può essere CONGRUENTE ad un altro segmento.

MA PERCHé NON VAI AD INSEGNARE MATEMATICA AL LICEO?

Non ho ancora nessuna laurea, Oly, e nessuno mi regala cattedre sulla base della mia bella faccia...
non ti sembra molto più arioso e leggibile?

e già che ci sono rispondo alla tua argomentazione: parlare di daemon come sistema "esterno" per l'uomo non mi pare corretto, il nostro daemon E' noi a tutti gli effetti, e viceversa, quindi non mi pare che definirlo un qualcosa di "esterno" a noi sia corretto...

non credo che un daemons sia dotato di una VERA individualità come noi possiamo averne... esso è la voce della nostra coscienza, ma come tale non dispone di vera individualità, si limita a reagire a degli stimoli esterni, risposte che noi percepiamo sotto forma di emozioni, sensazioni o pensieri... questi stimoli di cui parlo possono essere molteplici, come un'azione da noi compiuta, una musica che ascoltiamo, o una frase che diciamo a noi stessi... questa reazione può però essere molto complessa e portare a pensare ad una vera individualità, ma è soltanto una parvenza...

con questo non voglio assolutamente sminuire l'importanza e l'utilità di un daemon e degli effetti positivi che si possono ricavare dalla sua presenza...

Claudio-Olyandra
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Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 08/feb/2008 12:59:00

Finalmente hai la prova di come interpreti talvolta secondo significati complicati cose di facile intuizione: avevo dato ad "invio" il senso di "invio di un messaggio" invece che di "tasto invio", perciò pensavo che tu volessi che io frantumassi il discorso in più messaggi.

QUANTA ENERGIA MENTALE SPRECATA...

Comunque, esterno non significa distaccato. Anche la mano è esterna rispetto alla testa, pur essendo legate da un'infinità di tessuti intermedi. Non penso affatto che uomo e Daimon siano ognuno per conto proprio, ma hanno una specie di spazio di autonomia, sto riuscendo a spiegarmi?

SPIEGAMI DOV'è IL MIO SPAZIO DI AUTONOMIA, CHE NE PRENDO POSSESSO SUBITO!

Elementare! Già la possibilità che hai di contraddirmi è prova della tua separatezza dai miei processi mentali, pur nell'unione dello spirito. In aggiunta a ciò, tu hai una forma ben lontana dalla mia e tuttavia sempre restiamo legati. Ancora, il tuo modo di relazionarti è distinto dal mio, in primis per la tua incorporeità fisica...

VUOI SPERIMENTARE UNA ZAMPATA FELINA? INCORPOREITà FISICA! MA IO NON LO SO QUESTO COME RAGIONA...

Non è un'offesa, è una differenza e non c'è nulla di male nella diversità...
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Messaggio da Lux » ven 08/feb/2008 14:45:00

In realtà, tasso, credo che il discorso sia più complesso.

L'errore sta alla base, ed è quello di usare il termine "individuo" nel modo sbagliato: non siamo individui di cui i daimon sono parti o funzioni, ma è la nostra stessa individualità ad essere strutturata nella forma binaria "noi+daimon" siamo come i due poli di una calamita, non siamo nè più indipendenti nè più autonomi di quanto lo siano i nostri daimon, per il semplice fatto che siamo due metà interconnesse, si può parlare di individualità o di indipendenza semplicemente quando consideriamo l'unità "mente+daimon" altrimenti finiamo, per dirla in termini matematici, per trattare le frazioni come numeri interi.

tasso85

Messaggio da tasso85 » ven 08/feb/2008 15:04:00

non credo che la nostra individualità sia esprimibile nella forma "noi + daemon" in quanto il daemon è già parte di noi, non un qualcosa di extra che si aggiunge... noi includiamo già dentro di noi il nostro daemon, l'unica differenza è che la nostra parte daemonica, a differenza della nostra parte cosciente, può accedere, almeno parzialmente, alle informazione contenute nel nostro subconscio...

per fare un esempio insiemistico: mi pare che tu veda noi e il nostro daemon come due insieme tra i quali vi è una intersezione non vuota, io invece vedo il daemon come un sottoinsieme completamente contenuto nell'insieme che ci rappresenta.

maledizione al fatto che non riesco mai ad esprimermi bene come vorrei! :x la dialettica non è mai stata il mio forte :D
Comunque, esterno non significa distaccato. Anche la mano è esterna rispetto alla testa, pur essendo legate da un'infinità di tessuti intermedi. Non penso affatto che uomo e Daimon siano ognuno per conto proprio, ma hanno una specie di spazio di autonomia, sto riuscendo a spiegarmi?
sono d'accordo: esterno non significa distaccato, ma DISTACCABILE. la nostra mano potrebbe continuare ad esistere tranquillamente anche staccata dal corpo, ma se venissimo in un qualche modo separati dal nostro daemon (vedi lobotomia et similia), il daemon cesserebbe di esistere... in questo senso non è assolutamente esterno a noi, ma completamente interno... per rimuovere il nostro daemon si dovrebbe eliminare quella parte del cervello che contiene la nostra personalità, il nostro vero IO, quindi, se perdiamo lui (o lei) perdiamo noi stessi, non possiamo essere separati, come invece lo può una mano dal corpo

per quanto riguarda la tematica dello spazio di autonomia del daemon, esso è comunque estremamente limitato, temo, infatti un daemon non sa nulla che noi già non sappiamo, l'unica cosa è che grazie a lui possiamo accedere ad informazioni nascoste (ma pur sempre conosciute a priori)... da un certo punto di vista, un daemon, pur con il suo dire sempre la verità e non avere mai torto, non ci potrà mai dire qualcosa che sia veramente NUOVO.

Lux
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Messaggio da Lux » ven 08/feb/2008 15:17:00

No, mi sa che hai capito male. Non si tratta di due insiemi che si intersecano, ma piuttosto (anche se il concetto ha i suoi limiti) di un'insieme bipartito. Il daimon non è parte di noi, piuttosto siamo noi ed il daimon assieme che formiamo un individuo. Dire che i daimon sono parte di noi come dici tu sarebbe come prendere i numeri, dividerli in pari e dispari e poi dire che i numeri pari sono i numeri, e quelli dispari sono parte dei numeri pari. Non ha senso. Ho usato l'esempio della calamita proprio per indicarti che tu sei solo uno dei due poli, e la tua daimon non è una tua parte, ma l'altro polo, ovvero l'altro pezzo che costituisce la calamita, ovvero ciò che sei.

tasso85

Messaggio da tasso85 » ven 08/feb/2008 18:22:00

sì, adesso ho capito che cosa intendi dire.

questa volta tocca a me spiegare meglio cosa intendevo dire: quando parlo di "noi" non intendo nel senso di "io cosciente", ma proprio nel senso di "noi" come individuo completo, di cui il daemon è una parte, e l'io cosciente un altra (e di sicuro non sono le uniche due)... e questo forse ha causato la mancata comprensione tra noi :D

ma come per una calamita, non esiste possibilità di spezzarla nei singoli poli, per questo dico che noi (nel senso che tu dai al termine) ed il nostro daemon siamo una cosa sola (NOTA: una sola, non LA STESSA cosa), unita ed inseparabile...

in sostanza, secondo me il nostro io cosciente ed il nostro daemon sono così profondamente legati ed uniti che è difficile dire dove comincia uno e finisce l'altro, da cui la mia idea che si tratti di una sola cosa, due facce della stessa medaglia...

Claudio-Olyandra
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Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 08/feb/2008 21:01:00

Paradossalmente ritengo che il vincolo speciale fra uomo e Daimon sia esemplificabile con un riferimento religioso al Cristianesimo. Un dogma vuole che Dio sia "una Sostanza in tre Persone": bene, noi siamo una sostanza (spirituale) in due persone o poli (uomo e Daimon). EHM... VERAMENTE PULLMAN NON VA MOLTO D'ACCORDO CON LA RELIGIONE CRISTIANA. Senz'altro è come dici tu, ma non si può negare che il rapporto del corpo con l'anima sia un tema fortemente religioso e poi il mio richiamo del dogma giova da esempio.
Daimon uniuscuiusque humanitatis caput et fundamentum est semperque esto!

tasso85

Messaggio da tasso85 » sab 09/feb/2008 09:51:00

beh, come Pullman, nemmeno io vado d'accordo con la religione, qualunque essa sia...

ma capisco il tuo paragone, e mi dico d'accordo, sempre però sostenendo che il legame tra noi e il daemon è talmente profondo che è difficile fare una separazione NETTA tra i due, così che, se non sono nettamente separabili, io tendo a vederli come un'unica entità composita...

burrofuso
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Messaggio da burrofuso » sab 09/feb/2008 10:37:00

Cari daemian qualche settimana fa in autobus mi è successo qualcosa di molto curioso.
L'autobus era molto pieno, un signore mi schiaccia violentemente il piede e Jas gli dice che è un emerito idiota. Questo si gira e mi fa: "Che hai detto?" E io gli rispondo di non aver parlato e Jas dice di averlo fatto lei. Questo si gira in cerca di qualcuno, come se avesse sentito una voce e fissa una signora che parlava al telefono che stranamente aveva la voce mooooolto lontanamente similie a quella di Jas.
All'inizio ho creduto di aver detto ciò che Jas ha detto ad alta voce, ma la mia amica mi ha confermato di non aver parlato. INFATTI HO PARLATO IO!!!! COME DEVO DIRTELO?
Che spiegazione date a tutto ciò?

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