Cronache degli Shanti - I Doni dei Draghi

tasso85

Messaggio da tasso85 » dom 20/apr/2008 11:41:00

Claudio-Olyandra ha scritto:Ma è mai possibile che un essere umano non abbia il tempo di leggere una storia? Sì, se egli ha nome Claudio e divora libri di diritto per ore intere.
sì, è possibile, e per questo tu sarai ripetutamente fustigato finchè non sarai in grado di ripetere a memoria ogni singola parola della storia :D

al diavolo, Claudio, se hai tempo mi fa piacere se la leggi, ma anche io darei la precedenza ai libri di scuola ed agli esami :D

EDIT: in questi casi, mi piace sempre citare i diritti del lettore secondo Pennac... tra questi, c'è anche il diritto di non leggere :D

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Fede e Pyrrheus
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Messaggio da Fede e Pyrrheus » dom 20/apr/2008 16:10:00

Bellissima, complimenti!!!!!!!
For a long time I was afraid to be who I am, because I was taught by my parents there’s something wrong with someone like me.
Something offensive, something you would avoid - maybe even pity. Something that you would never love.
[...] I was afraid of this parade because I wanted so badly to be a part of it.
So today I’m marching for that part of me that was much too afraid to march. And for all the people who can’t march. The people living lives like I did. Today I march to remember that I’m not just a me. I’m also a we.
And we march with pride.

-- Nomi Marks [about Gay Pride], Sense8

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Messaggio da Eladar » dom 20/apr/2008 22:02:00

ultimamente sono un pò impegnato con lo studio ma appena esco da questa prigionia prometto di leggermeli tutti... anche perchè già dalle prime righe sembra veramente bello ^^

tasso85

Messaggio da tasso85 » dom 20/apr/2008 22:28:00

grazie, eladar :D all'inizio, ho tenuto un tono un po' "biblico", potremmo dire, liberamente ispirato da Il Silmarillion... ma non temere, diventa meno palloso poi :D

tasso85

Messaggio da tasso85 » gio 24/apr/2008 13:27:00

Giunti al limitare del villaggio, Elyran ed Arthur si fermarono. Udivano distintamente, in lontananza, il rumore di zoccoli, di cavalli al galoppo che velocemente si avvicinavano. Elyran si voltò verso Arthur, e gli spiegò la strategia che aveva elaborato per affrontarli.
"Un gruppo di cavalieri del tramonto è composto di un numero di elementi compreso tra sette ed undici. Di questi, uno è il comandante, e vi è sempre almeno un mago in ogni gruppo. Io mi occuperò del mago, te invece devi cercare di eliminare il comandante. Se riusciremo ad abbattere questi due obiettivi, è molto probabile che il resto del gruppo fuggirà in disordine. D'accordo?"
"D'accordo." rispose Arthur. Era molto agitato, e tremava lievemente. Non era abituato a combattere, men che meno a combattere battaglie in cui lo svantaggio numerico era così schiacciante. Mentre pensava a questo, però, notò che altri abitanti del villaggio si stavano avvicinando, armati di semplici spade, pronti a difendere la loro casa ed i loro cari, ed il cuore si riempì d'orgoglio, poichè quella era la sua gente.
"Prima di ingaggiare battaglia, cerchiamo di scoprire cosa li ha spinti fino qui, e se c'è un modo per convincerli ad andarsene senza spargimenti di sangue." disse Elyran rivolto ad Arthur ed agli altri combattenti, poi pronunciò una singola parola magica.
Appena ebbe pronunciato la parola, il suo corpò mutò aspetto, divenendo quello di un vecchio con i capelli bianchi e gli occhi castani, sempre però vestito con la sua elegante tunica di velluto rosso ed oro. Ora, il vecchio Shanti sembrava in tutto e per tutto un anziano mercante.
"Così li coglieremo di sorpresa. Se non si aspettano che dalla vostra parte vi sia qualcuno con la magia, potrebbero commettere un errore, ma il mio vero aspetto non avrebbe lasciato loro dubbi. Qualunque cosa accada, non spaventatevi." disse, sempre rivolto alle persone pronte a combattere.

Dopo pochi minuti, arrivarono i cavalieri. Erano in nove, equipaggiati con lunghe spade d'acciaio e robuste armature in cuoio borchiato, nere con degli elaborati arabeschi purpurei, mentre uno di loro vestiva una semplice tunica, sempre però di colore nero decorata con rune purpuree, e si fermarono ad una decina di metri dai confini del villaggio. Dei nove, uno si fece avanti e parlò
"Bene! Vedo che avete intenzione di combattere! Ma noi siamo generosi, e vi faccio questa proposta. Consegnateci la spada di Dragonbane, e ce ne andremo in pace. Allora, cosa rispondete?"
"Mio signore, noi non abbiamo quella spada." rispose Elyran, fingendosi spaventato ed ossequioso, "Essa altro non è che una leggenda dei tempi antichi, e di sicuro non si trova in questo villaggio."
"Menzogne! Sappiamo per certo che la spada è stata ritrovata, e che per ironia della sorte si trova proprio in questo villaggio, il villaggio di Dragonbane. Consegnatecela, e nessuno si farà del male. Opponete resistenza, e morirete."
"Ma... Mio signore... Non possiamo darvi ciò che non abbiamo!" continuò Elyran, con finto terrore nella voce, a cui il comandante dei cavalieri replicò.
"Allora fatti da parte, vecchio! Troveremo da soli ciò che stiamo cercando."
"Io credo che, per la vostra salute, sarebbe meglio che voi faceste subito marcia indietro. Qui non c'è nulla per voi." rispose Elyran, cambiando del tutto atteggiamento, ora la sua voce era ferma e sicura, il tono quello di uno che crede in ciò che dice. Il comandante, irritato da quelle minacce, rispose
"Osi minacciarci, vecchio? Bene, preparatevi a morire.", poi sguainò la spada, che luccicò illuminata dalla luce dei soli, e disse, rivolto ai suoi uomini, "AVANTI! Nessuna pietà!"

Elyran si era aspettato quella reazione, e come il comandante ebbe estratto la spada, lanciò un nuovo incantesimo. Disse una sola parola, "Mutaforma!", ed ancora il suo corpo mutò, trasformandosi questa volta in un enorme mostro, un lupo mannaro, alto ben oltre due metri, i muscoli possenti che scattavano sotto la pelliccia scura come la notte, i lunghi artigli pronti a colpire, le zanne snudate. Solo una cosa non era cambiata, infatti anche nella sua nuova forma aveva conservato i suoi lucenti occhi a specchio.
Il mago che era con i cavalieri osservò terrorizzato quello sfoggio di potere, e gridò terrorizzato
"UNO SHANTI!"
Ma quelle furono le ultime parole che ebbe modo di pronunciare. Con un balzo lunghissimo, Elyran coprì la distanza che lo separava dai cavalieri, e quando gli fu di fronte, gli balzò contro, trascinandolo violentemente giù da cavallo e a terra, e con un solo gesto brutale gli piantò gli artigli nel petto, squarciandolo e strappandogli il cuore, congelando nella rigidità della morte l'espressione stupita e terrorizzata sul volto del mago.
Gli altri cavalieri assistettero impotenti a quello spettacolo, ma erano disciplinati. Si ripresero subito dallo shock, e si lanciarono contro Elyran, vibrando poderosi colpi di spada contro il suo corpo lupino. Ma a niente valevano i loro sforzi, in quanto la pelle di un licantropo è molto dura da penetrare, e anche quando vi riuscivano, le ferite si rimarginavano subito, in quanto solo delle armi d'argento possono davvero ferire un lupo mannaro. Una volta finito con il mago, vedendo che i cavalieri non si arrendevano, Elyran rivolse loro tutta la sua attenzione.
Nel frattempo, Arthur si era scagliato contro il comandante dei cavalieri, gridando di rabbia, e la spada rispondeva alla sua rabbia brillando di una luce rossa come il sole al tramonto, mentre gli altri combattenti del villaggio erano rimasti immobili, paralizzati dalla paura per ciò che lo Shanti aveva fatto. Giunto di fronte a lui, Arthur vibrò un violento fendente contro il cavallo, con lo scopo di ferirlo e fargli disarcionare il suo cavaliere, ma era completamente impreparato per ciò che accadde. La lama della spada, infatti, ancora brillante di una luce colore del sangue, colpì il cavallo al collo, decapitandolo immediatamente, in quanto la lama avanzava nella carne tagliandola con la stessa facilità di un coltello bollente che tagli il burro. Arthur era stupido, ma non aveva tempo da perdere a pensarci, in quanto il comandante dei cavalieri era riuscito ad atterrare senza farsi del male, ed era pronto a combattere.
Il cavaliere si lanciò contro quel ragazzo che osava frapporsi tra lui ed il suo obiettivo, vibrando un fendente con il chiaro intento di porre fine a quella disfida con un solo rapido colpo, in quanto era evidente che quel ragazzo combatteva seguendo l'istinto, ma non era mai stato veramente addestrato all'arte della scherma. Ma aveva sottovalutato il potere della sua spada. Infatti, Arthur si mosse rapido ad intercettare il fendente della spada nemica e, pur non sapendo di preciso come aveva fatto, riuscì a bloccarlo, deviandola di lato e lanciandosi a sua volta contro il suo avversario con un colpo dall'alto verso il basso. Il cavaliere si aspettava quella mossa, banale, e pigramente mosse la sua lama per intercettarla. Ma osservo con sorpresa e terrore la spada di Arthur colpire la sua e spezzarne la lama come se fosse fatta di gesso, per poi procedere impietosamente la sua corsa contro il suo petto, penetrandovi in profondità. Il cavaliere cadde in ginocchio e con il suo ultimo soffio di vita pronunciò una sola parola
"Dragon...bane..."
e cadde a terra morto. La disfatta dei cavalieri era totale: il loro comandante era caduto, insieme al mago, due cavalieri erano stati abbattuti da Elyran e tre feriti in maniera grave, tale che se non avessero ricevuto al più presto delle cure, sarebbero morti. Vedendosi in grave difficoltà, i cavalieri voltarono i loro cavalli e fuggirono il più in fretta possibile, lontano da quel villaggio e da quella spada che era loro costata così tanto.

Una volta fuggiti, Elyran pensò di inseguirli, ma rinunciò e annullò l'incantesimo ritornando alla sua vera forma. Voltandosi per tornare al villaggio, si ritrovò di fronte gli sguardi sorpresi delle persone, ancora spaventate per ciò che avevano visto, ma fu felice quando Arthur andò da lui dicendogli
"Ti ringrazio di nuovo, Elyran. Se non fosse stato per te, saremmo sicuramente morti per mano loro. Ti dobbiamo la vita.", e così dicendo gli porse la mano, ancora macchiata del sangue del comandante dei cavalieri che aveva ucciso. Elyran la strinse e gli dissi.
"La vostra gratitudine è per me ricompensa sufficiente. Ma tu ora sei in grave pericolo. I cavalieri sopravvissuti sanno ora per certo che la spada è qui, in possesso di un discendente in linea diretta di Arthur Dragonbane, per di più un suo omonimo! Torneranno, non un solo gruppo, ma molti, e metteranno a ferro e fuoco il villaggio per avere quella spada. Non puoi restare, Arthur.", concluse Elyran, guardandolo dritto negli occhi con sguardo preoccupato e triste.

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Bec *bory*
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Messaggio da Bec *bory* » gio 24/apr/2008 13:42:00

Wow bellissima! :D

tasso85

Messaggio da tasso85 » sab 03/mag/2008 22:48:00

Arthur guardò Elyran con la paura negli occchi. Non sapeva cosa fare, era paralizzato alla prospettiva di dover abbandonare il suo villaggio, suo padre, e tutti coloro che amava. Preso dallo sconforto, chiese ad Elyran
"Abbandonare il villaggio? Non c'è un'altra via?"
"Temo di no, ragazzo. Sanno che sei qui, che la spada è qui, e torneranno. E saranno molti di più, ed io non sarò più qui per proteggervi. Devi andare." rispose lo stregone, guardando il ragazzo con occhi tristi, capendo dentro di sè il dolore che in questo momento dilaniava il cuore del giovane.
"Ma non so dove andare, non sono mai stato lontano dal villaggio più di qualche giorno! Non so dove andare..." disse Arthur, le lacrime che spuntavano dai suoi occhi chiari.
"Ci penseremo insieme, d'accordo, Arthur?" domandò Elyran, ma Arthur non seppe cosa rispondere, e si limitò ad annuire mestamente.
In quel momento, giunse Jonathan, il padre di Arthur, e quando si fu avvicinato, prese il figlio tra le braccia, stringendolo forte, e guardando con orrore i cadaveri sul campo poco più in là, di quegli uomini sconosciuti che lo stregone ed Arthur avevano ucciso per difendere il villaggio. Mentre lo teneva stretto tra le braccia, tentò di rassicurarlo, dicendogli
"Arthur, figlio mio, non farti prendere dallo sconforto. Capisco il tuo dolore, ma tu sei forte, e quando la situazione si sarà sistemata, potrai tornare. Oh, come vorrei poter fare qualcosa..."
Dopo qualche minuto, Elyran si intromise chiedendo al padre
"Hai trovato un qualche oggetto personale di tua figlia?"
"Oh, certo! Ecco a te." rispose Jonathan, porgendo ad Elyran un piccolo specchio dalla cornice argentata.
"Bene. Ora, qual è il nome di tua figlia?"
"Eliza." rispose l'anziano genitore, con un sussurro.
"Molto bene. Vieni, andiamo in un luogo tranquillo." propose lo stregone
"Casa mia è a tua disposizione, Elyran." gli disse Jonathan, e si avviarono, padre e figlio insieme al vecchio Shanti.

L'abitazione di Jonathan ed Arthur era un piccolo cottage in legno, con tre camere da letto ed una sala con il camino che fungeva insieme da cucina e luogo ove desinare e stare in compagnia. In questa stanza, si sedettero attorno ad un tavolo di legno scuro, Elyran su una sedia, Jonathan ed Arthur su una piccola panca. Entrambi, osservavano lo stregone, in trepida attesa, sperando davvero che lui potesse, con la sua magia, ritrovare Eliza, ovunque ella fosse.
Elyran posò lo specchio sul tavolo, tenendovi le mani sopra, e sussurrò una singola parola
"Eliza"
e subito, i suoi occhi a specchio si illuminarono di una luce perlacea, come se quella luce provenisse da dentro di lui, ed il suo volto era teso in grande concentrazione, cercando di controllare la magia, in modo che lo portasse a vedere dove si trovava quella ragazza che andava cercando. Con grande fatica, iniziò a dire
"Sì, la vedo. Si trova in una qualche stanza di pietra, con solo una piccola finestra in alto sulla parete. Direi che si tratta di una cella di un qualche sotterraneo. Vediamo se riesco a scoprire dove si trova..." e così dicendo, chiuse gli occhi, concentrandosi ancora di più per scoprire quanti più dettagli possibili.
"Vedo l'esterno della cella. E' guardata a vista da due soldati... Santo cielo, non è possibile!" esclamò Elyran, spalancando gli occhi e quasi perdendo la concentrazione necessaria a mantenere attivo l'incantesimo di divinazione. Ma subito riprese il controllo e sussurrò
"I due soldati... Sono Cavalieri del Tramonto." disse, rivolto a Jonathan ed Arthur, e questi subito chiesero preoccupati
"Cosa? Come è possibile?"
"Non lo so." rispose lo stregone, anch'egli meravigliato dalla scoperta, ed aggiunse "Ma ora sappiamo dove si trova. Nella fortezza di Everdusk, lontano verso sud. Come sia arrivata fin lì, non saprei dirlo, ma temo di sapere cosa vogliono." disse Elyran, rompendo l'incantesimo e ritrovandosi ad ansimare per riprendere fiato. Era molto stanco, sia per la lotta, sia per la divinazione, che era una pratica che richiedeva molta energia, ma cercò di controllarsi, e disse
"Chiaramente, è lì come ostaggio. Adesso sappiamo come intendono procedere i cavalieri: l'avevano rapita da usare come pedina di scambio qualora il raid di oggi non fosse andato a buon fine." ed aggiunse "Ma perchè non procedere subito con lo scambio? Non ha senso..."
Arthur, preoccupato dalle parole dello stregone, gli chiese
"Cosa possiamo fare? Possiamo aiutarla in qualche modo?"
"Non lo so Arthur... Everdusk è una delle più grandi ed imponenti fortezze del regno meridionale. E, mentre qui i Cavalieri del Tramonto altro non sono che un gruppo di briganti, là sono una potente e rispettata forza militare, che protegge la casata regnante dai nemici interni ed esterni, pur mantenendo una pericolosa autonomia dalle autorità del regno. Ma come hanno fatto a portare tua sorella così lontano, così velocemente? Temo che la risposta sia una sola: magia. Ed allora, le cose si complicano. Avevo in effetti udito parlare di un mago che si era messo alla testa dei Cavalieri, ma avevo etichettato queste informazioni come voci prive di fondamento. A quanto pare mi sbagliavo."
"Ma dobbiamo fare qualcosa!" replicò Arthur alle parole di Elyran
"Ma Arthur! Cosa pensi di poter fare contro i Cavalieri di Everdusk? Non puoi certo penetrare a forza bruta nella fortezza per liberarla." gli disse il padre, preoccupato anche lui per la sorte di sua figlia, ed ancora di più per le notizie che aveva appena ricevuto, che sua figlia era tenuta in ostaggio come pedina di scambio per avere la spada di Arthur."
"Jonathan ha ragione, Arthur. Non puoi penetrare in quel luogo come nulla fosse..." iniziò Elyran, ma fu subito interrotto da Arthur, che disse
"Non lascerò mia sorella nelle mani di quei macellai! Devo fare qualcosa!"
"... Non da solo, almeno." concluse Elyran, lanciando un'occhiata significativa a quel ragazzo impulsivo, ma dal cuore buono, ed aggiunse, "Forse, insieme potremmo riuscire a penetrare ad Everdusk e liberarla. Ma sarà un'impresa rischiosa, molto più di qualsiasi cosa tu abbia mai affrontato finora, mio giovane amico. Te la senti davvero?"
"Sì, Elyran, verrò con te." rispose Arthur, volgendo lo sguardo verso il padre a cercare la sua approvazione, e questi gli disse
"Arthur, ho paura. E se succedesse qualcosa di brutto pure a te? Non sopporterei di perdervi entrambi." gli disse il padre, gli occhi pieni di timore e preoccupazione
"Ma padre, devo comunque lasciare il villaggio! In questo caso, tanto vale che mi metta in viaggio con Elyran, così da fare qualcosa di utile, e salvare mia sorella."
"E se Elyran avesse qualcosa da obiettare?" domandò Jonathan guardando lo stregone
"Non ho nulla da obiettare, Jonathan. Sono stato io a fare per primo la proposta, e non era una vuota proposta, lo credo davvero. Insieme, potremmo avere una possibilità. E farò di tutto per proteggere tuo figlio da eventuali pericoli, finchè starà con me."
"Io... Non so cosa dire. D'accordo, Arthur, andrai con Elyran... Ma mi raccomando, fate attenzione, tutti e due. E che la buona sorte vi accompagni."
"Grazie padre. Non ti deluderò. Torneremo presto, ed Eliza sarà con noi."
"Ora, è meglio che io e te ci andiamo a riposare, Arthur. Il viaggio a sud sarà lungo e pericoloso. La nostra prima tappa sarà la vicina roccaforte nanesca di Ardur, dove potremo procurarci tutto l'equipaggiamento necessario. Partiremo al tramonto." disse Elyran, e con queste parole, si alzò dalla sedia, dirigendosi fuori dalla piccola abitazione, lasciando soli padre e figlio, in modo che potessero parlare in privato, anche se, in effetti, non c'era molto da dire.

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Messaggio da Misty & Pfrryy » sab 03/mag/2008 23:56:00

Questa storia mi ricorda...Eragon

tasso85

Messaggio da tasso85 » dom 04/mag/2008 00:08:00

Eragon? oddio... è possibile... l'idea della magia e di come è usata, è molto simile, lo ammetto, ma l'ho ideata io molto prima che Paolini mi rubasse l'idea :D e poi, quel genere di magia, gestita cioè tramite una "Vera Lingua" è comune in tanti altri scrittori...

cosa altro ti ricorda Eragon?

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Messaggio da Misty & Pfrryy » dom 04/mag/2008 00:21:00

Hai letto Eragon? anke Eldest?

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