Sangue Zaffiro (Storia di Saphi ancora sin titolo XD)

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Saphiry e Deianira
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Messaggio da Saphiry e Deianira » mar 04/mar/2008 18:17:00

Ho spezzato questo capitolo (non terminato XD)..sono sincera,questo è stato un belcaos con me,e non garantisco che sia scritto troppo bene,mi dispiace...per cui consigli e critiche particolarmente graditi!!

La luce del giorno,calda e brillante,filtrò attraverso le palpebre chiuse di Saphiry. Aprì gli occhi color ghiaccio poi sollevò lentamente la testa. Sbadigliò e si alzò sulle zampe snelle,uscendo dalla tana. Si stiracchiò,lasciandosi abbracciare dal vento fresco e baciare dai raggi del sole:la natura le voleva bene.
-Ehi,sorellina...vieni a caccia con me? Da soli i cerbiatti non si prendono!- Cantilenò un'allegra voce maschile,giovane. Kilim stava nuotando tranquillamente nel mare,scuotendo ridicolmente le zampe per stare a galla tra le onde lievi e odorose di sale. Balzò fuori dall'acqua con un movimento agile e si scosse. Il suo mantello grigio chiarissimo si arruffò,bagnato fradicio. Saphiry lasciò scivolare fuori la lingua.
-Vengo,si! Stamane ho taaaaanta fame!- Stava seduta sulla spiaggia,annusando felice il dolce profumo del mare e si rallegrò,sentendo la sabbia soffice e umida sotto i cuscinetti scuri delle sue zampe. Il vento le scompigliava la pelliccia e la rada criniera che aveva sul dorso e sul collo. Kilim la raggiunse,caracollando a testa bassa,con la bocca aperta in un sorriso e la lingua a penzoloni.
-Vieni,sorellina...-Mormorò,dirigendosi a passo lento nella foresta odorosa di resina e pini. La zaffira schizzò in piedi e lo seguì,trottando sulle zampe snelle.
-Davvero vuoi prendere un cerbiatto? In due?-Chiese lei,annusando il terreno soffice in cerca di prede.
-Perchè no? Insomma,tu sei veloce, lo fai venire incontro a me e io lo prendo,no?-
-Mmmh...e se ti carica?-
-Ne cerchiamo uno giovane,con corna piccole...-
Saphiry sospirò a quelle parole. Non le piaceva granché quell'idea,ma tacque e assecondò il fratellastro. I due trottarono fianco a fianco con la lingua a penzoloni,scuotendo le code folte e respirando la fresca aria mattutina di fine estate. In alto svettavano le cime dei pini dai tronchi gocciolanti di resina e dalle chiome verdi smeraldo. Il cielo era di un meraviglioso azzurro intenso,illuminato dal caldo sole,ad est. Saphiry e Kilim,soli nella foresta silenziosa,attraversarono il grande fiume dei lupi,camminando sul massiccio tronco rossastro che ne univa le rive. La zaffira,trottando,guardò l'acqua scorrere con violenza sotto il ponte naturale:era troppo forte per potervi nuotare dentro. Avrebbe senza dubbio trascinato fino alla cascata persino un grande orso del nord. Con un brivido tra pelle e pelo,Saphiry arrivò sull'altra sponda,sollevando la coda e arricciandone la punta,preceduta dal fratellastro. I due ripresero a trottare,i mantelli scossi leggermente dal fresco vento profumato di libertà. Il paesaggio mutava leggermente man mano che il lupo e la zaffira procedevano verso ovest: il terreno s'inclinava dolcemente in un pendio brullo per poi tornare pianeggiante e ricoprirsi di grandi pini. Ogni volta che Saphiry rivedeva quello spettacolo,ne rimaneva piacevolmente sorpresa. Quando i due si ritrovarono ai piedi della collina,di nuovo protetti dagli alberi,la giovane zaffira si fermò,alzò il muso sottile e annusò l'aria. Kilim se ne accorse e provò a fare altrettanto. Per lui non c'era nulla.
-Cosa senti,sorellina?-
Lei socchiuse gli occhi:sentiva un forte odore di selvatico mescolato a quello di sudore,probabilmente appartenenti entrambi alla stessa bestia,e a quello di resina.
-Dev'esserci un cervo...ha corso ed è stanco...sudato...-
Kilim annuì con aria grave,gli occhi bicolori puntati su Saphiry.
-Ricordi cosa devi fare? Io mi nascondo davanti a lui e...-
-Si,e io lo faccio correre verso di te quando è il momento...tu lo attacchi e io cerco di aiutare...-Sospirò. Quante volte si era sentita ripetere quel piano,nonostante l'avessero messo in pratica ben poche volte. I due si separarono. Saphiry si mosse in linea retta,mentre Kilim fece un lungo giro attorno alla preda,fermandosi tra dei cespugli in modo da sbarrarle la strada. La zaffira,ben nascosta,piegò le zampe anteriori e le posteriori per prepararsi allo scatto. Era ferma immobile,i muscoli tesi,le orecchie ritte in avanti per udire anche solo un fruscio,la coda che dondolava lentamente,gli occhi chiari fissi sul cervo. Il vento fresco agitava leggermente il mantello ispido di Saphiry e le fronde degli alberi. La preda,tranquilla,brucava pacificamente. Il suo splendido mantello marrone acceso era lucente di sudore. Probabilmente il cervo era fuggito ad un precedente attacco. Le zampe sottilissime ma poderose erano l'unica cosa su cui potesse contare,viste le ridotte dimensioni delle sue corna. Era giovane,ma sano,veloce e forte. Strappò un ciuffo d'erba con i grandi denti giallastri,alzò il capo masticano e scosse appena le orecchie,guardandosi intorno con gli occhi neri. Non era nervoso. Avanzò lentamente di un paio di passi. Saphiry sentì il rumore tenue degli zoccoli sul terreno. La zaffira si mosse appena,tendendo ancora di più i muscoli,pronti a scattare. Prima,però,il cerbiatto doveva avvicinarsi ancora di qualche passo...il cuore di Saphiry batteva furiosamente contro le costole...era più vicino,adesso,ma non abbastanza...ancora tre passi...ancora due...uno...prima che la zaffira potesse attaccare,un forte ululato,decisamente vicino,spezzò il silenzio,facendola sobbalzare. Il cervo rizzò il capo e si guardò intorno,spaventato. Saphiry saltò,cercando di azzannarlo al collo,ma l'altro,già allerta,era arretrato di diversi passi,e lei cadde goffamente con il muso nel terriccio. Il cervo schizzò via,Kilim balzò,ma ancora una volta la preda scartò a sinistra,lanciando un bramito spaventato. Si voltò di nuovo,terrorizzato,i grandi occhi scuri sgranati,poi,con un guizzo sinuoso,corse via zigzagando sugli alberi. Saphiry sentì il rumore degli zoccoli perdersi in lontananza,e si alzò,seccata,scuotendosi via dal dorso alcune foglie secche. Kilim la raggiunse,amareggiato.
-Come va?-
-Male...scommettiamo che so chi...-
-Bene,complimenti zaffira,ti sei fatta scappare sotto il muso un cerbiattino...-Ringhiò una voce carica di disprezzo e derisione. Saphiry alzò gli occhi,anche se sapeva già cosa aspettarsi:Fenrir,e,ovviamente,il fratello,Xantia. Davanti a lei c'erano due lupi. Il primo era robusto,muscoloso,con zampe poderose,muso affilato e grandi orecchie. Il suo mantello era grigiastro,e gli occhi color nocciola sbiadito. L'altro era di costituzione pressochè identica,se non per il muso lievemente più corto e il pelo più folto,biondo sporco. I suoi occhi erano identici a quelli di Fenrir. Saphiry sbuffò,rizzando il pelo sul collo e sul dorso:
-Se magari qualcuno non avesse deciso di ululare a meno di due balzi dalla preda,Fenrir,in questo momento ti avrei già mostrato quanto valiamo io e Kilim,come cacciatori...- Il fratellastro era al suo fianco, ma non in atteggiamento minaccioso. Aveva la testa bassa,e,nonostante le orecchie appiattite sul cranio,la sua coda penzolava a terra. Solo la punta era volta verso l'alto. Fenrir ringhiò di nuovo,poi,beffardo,le si avvicinò,scuotendo la coda e lasciando ciondolare il collo. Xantia gli era sempre accanto,copiando ogni suo atteggiamento. Saphiry li trovava entrambi disgustosi e stupidi. Il lupo grigio si fermò a pochi centimetri dal muso della zaffira:
-Non è affar tuo dove noi andiamo a ululare...-Xantia ridacchiò,poi si leccò le fauci. Saphiry scoprì le zanne affilate. La rabbia che provava stava per esplodere. Il suo cuore batteva più ferocemente di prima. Non c'era nulla al mondo che lei detestasse più di quei due stupidissimi lupi. Kilim intuì che presto la zona sarebbe diventata un campo di battaglia,e si mise tra i due,allontanando con una testata Fenrir.
-Lascialo perdere,sorellina,andiamocene...-Mugolò,trascinando la zaffira di nuovo su per la collina spoglia. Lei lanciò uno sguardo carico d'odio a Fenrir,che si limitò a sbuffare,scuotendo le orecchie.
-Complimenti anche a te,lupastro...guarda qua,girovaghi con una zaffira,cosa che non si deve fare,e diventi anche codardo? Cosa c'è,hai paura ad affrontarmi?- Rizzò il mantello e fece schioccare la fauci,come per invitarlo a lottare.
-Non hai proprio niente di meglio da fare,oggi,se non venire ad importunare noi?-Rispose Kilim,accelerando il passo. Saphiry iniziava a dare segni d'irrequietezza. Lei voleva combattere con quelle bestie,ma non era certo la cosa migliore da fare,visto che un lupo la superava in forza fisica. La zaffira poteva contare solo sulla sua velocità incredibile. Sbuffò,e seguì il fratello.
-Niente cerbiatto,eh?- Tese l'orecchio sinistro. Xantia e Fenrir non s'udivano più. Non c'era nessun rumore se non quello del Grande Fiume,lontano davanti a loro, i cinguettii estivi degli uccelli di passaggio e il picchio che batteva insistentemente sulla corteccia di un tronco lì vicino. Saphiry guardò la livrea rossa e nera,lucente dell'uccello e il suo lungo,robusto becco. Poi sentì il sospiro di Kilim:
-A quanto pare no...se quei due continuano a intralciare le operazioni di caccia,un cerbiatto lo prenderemo solo quando saranno morti...-
-Quindi?- Saphiry lasciò scivolare la lingua rosea fuori dalla bocca. I cuscinetti scuri delle sue zampe pestavano silenziosamente il terreno erboso.
-Quindi ora,nella foresta,cercheremo qualcos'altro...io poi ho sete...-Scosse le orecchie:
-Forza sorellina,non essere giù! Ce la stiamo cavando bene,no?-
La zaffira mugolò appena in risposta. A parer suo non se la stavano ?cavando bene?:i lupi la detestavano,la lasciavano sola (e,come ricordava costantemente Kilim, da soli i cerbiatti non si prendono) o la maltrattavano. Il fratellastro faceva il possibile per difenderla,ma non ne era in grado:non essendo mai stato abituato o addestrato a lottare,non ne era capace,e in battaglia valeva poco più di Saphiry. Kilim si accorse che la sorellastra era triste:teneva la testa e le orecchie basse,la bocca serrata e trottava in silenzio.
-Ehi? Saphi? Facciamo una corsa?-
Lei alzò il capo,scrutando il fratellastro con occhi curiosi e la fronte corrugata.
-Si,dai,sorella,corriamo! Vediamo chi arriva primo al fiume? Poi bisogna attraversarlo,e fermarsi alla Montagna Piatta,ve bene?-
-Ci sto!- Mugolò Saphiry,più allegramente. Adorava correre. Immaginò mentalmente il percorso da fare:correre tra gli alberi per parecchi balzi (un balzo equivaleva più o meno a un metro),poi passare sul Tronco Rosso e procedere dritta fino alla Montagna Piatta,una curiosa altura completamente di roccia rossastra con una superficie piana. Lì sopra s'innalzava una seconda parete di pietra in cui erano scavate tre caverne,le Grotte dei Capoclan,che davano sul piazzale. Era tutto volto verso sud,in modo da vedere anche il lontanissimo confine settentrionale. Saphiry scosse superbamente la rada criniera vagamente somigliante a quella di un giovane puledro. Kilim rise:
-Va bene,va bene,allora si corre,poi cerchiamo da mangiare,va bene Saphi?-
-Si,te l'ho detto anche prima che ho fame!-I due si fermarono allineati,spalla a spalla. Saphiry scosse la coda,tendendo di nuovo i muscoli per partire velocemente. A Kilim non importava. Semplicemente chinò la testa per acquisire aerodinamicità.
-Quando dico di correre,partiamo,va bene?-
-Certo!- Il cuore le batteva velocemente. Respirò profondamente,preparandosi.
-CORRI!-Gridò con una risata il lupo,e saettò in avanti. Lui era abbastanza veloce,ma non era nulla in confronto a Saphiry,rapida come un fulmine che si schianta a terra con violenza e svanisce nell'oscurità. Così scattò,distendendo le zampe fino a farsi dolere le spalle,abbassando la testa e scuotendo la coda. Ogni sua falcata copriva quasi un balzo e mezzo. Era velocissima,tanto che quasi non riusciva a distinguere gli alberi,se non come chiazze sfocate ai suoi fianchi o davanti a lei e se non quando era a una decina di centimetri da uno di quelli. Allora,con un violento e rapido scarto,li evitava,e tornava a galoppare agilmente,balzando sulle rocce e saettando nella foresta. Rideva,la lingua a penzoloni,sentendo il vento che le scuoteva selvaggiamente il mantello folto. Saltò verso l'alto,senza nemmeno saper bene cosa stesse facendo,poi inarcò il dorso e il collo,tornando a terra sulle quattro zampe. Riprese a correre,con il cuore che le premeva con forza contro le costole. Saphiry non riusciva più a udire la voce di Kilim,ne il canto degli uccelli,solo il fragore della cascata vicina. Sapeva cosa significava: era troppo a sud rispetto al Tronco Rosso. Sterzò bruscamente,rischiando di travolgere una lupa dal mantello fulvo,che si voltò verso di lei imprecando,ma ormai la zaffira non la sentiva più. Era già sul ponte. Le sue zampe risuonarono rumorosamente quando percossero il legno duro. Sotto di lei ancora l'acqua continuava a scorrere scrosciando. Saphiry si ritrovò in una piccola pianura,lunga dalla riva est del fiume alla parete rocciosa della Montagna Piatta,ovvero circa una ventina di balzi. Il pianoro era privo d'alberi,e sul lato ovest scorreva il fiume,che si gettava in un burrone,trasformandosi prima in una rumorosa cascata,poi in un lago. La zaffira percorse la distanza che la separava dalla vittoria. Trottò fino alla Montagna Piatta e vi si sedette davanti,ansante,la lingua a penzoloni e i muscolo doloranti per lo sforzo,inspirando profondamente l'aria fresca. Appoggiò la schiena alla roccia,le zampe abbandonate sul terreno erboso e soffice,socchiudendo gli occhi color ghiaccio e guardando il fiume,a circa cinquanta-sessanta balzi dritto davanti a lei. Due lupi si abbeveravano:una femmina sulla riva più lontana,più a ovest,piuttosto tozza con un folto mantello ramato e lucente. Scuoteva la coda,cercando di non cadere nell'acqua. L'altro era un maschio snello,sdraiato sulla riva est,la pelliccia nera,pulita. Dava la schiena a Saphiry,e rimaneva immobile,il pelo illuminato dal sole,tenendo,per quanto la zaffira riusciva a vedere,le zampe anteriori abbandonate pigramente a sfiorare l'acqua. Saphiry si alzò,la lingua a penzoloni,e si avvicinò al fiume,assetata,proprio mentre la Ramata si voltava per tornare a ripararsi tra gli alberi scuri della foresta. Ma dov'era Kilim? La zaffira non sentiva il suo odore,doveva essere ancora lontano. Giunse caracollando fino alla riva,poi immerse il muso nell'acqua gelida e tumultuosa,bevendo ingordamente. Era assetata. Il suo sguardo si spostò sul Nero,sdraiato al suo fianco,gli occhi chiusi,la grossa testa appoggiata al terreno,il costato sottile ricoperto di pelo folto,lucente,pulito. Era evidentemente in ottima salute,robusto e sano. Saphiry lappò altra acqua,poi si sedette tranquillamente sulla riva,leccandosi le labbra nere e guardando gli alberi fitti della foresta.
-Ehi,salve!-
La zaffira sobbalzò con tanta violenza che cadde all'indietro,incespicando malamente nelle sue stesse zampe snelle. Rotolò velocemente sul fianco,e,nel giro di un secondo,era già in piedi,zanne snudate e pelo ritto sul dorso. Il Nero scosse le grandi orecchie,guardandola incuriosito,ancora sdraiato. Si alzò a sedere e le sorrise:
-Fai sempre così quando qualcuno ti saluta?-
Lei,senza rinunciare alla sua espressione ostile,sbuffò:
-Si,se si tratta di lupi...-
Quello la osservò con aria vagamente persa:
-Mmmh...i lupi non ti piacciono?-
-No...che vuoi da me?-
-Non posso salutarti?-
-No!-
-Perchè?-
-Perchè vi conosco,voi lupi...volete solo farmi fuori...-Ringhiò con più convinzione.
-Io no...-Scuoteva la coda con aria affabile,affatto preoccupato dalle zanne affilate pronte a morderlo. Lei rimase stupita. Smise di ringhiare,ma mantenne il pelo ritto sul dorso,come se fosse stato pervaso da energia elettrica.
-Menti...-
-Perchè dovrei..guarda che discussione,e io che volevo salutarti...-
Lei lo guardò. Stavolta era Saphiry ad essere incuriosita. Lo osservò meglio:il muso lungo e leggermente tozzo le ricordava qualcuno...
-Chi sei?-Chiese,cercando di sembrare più amichevole,ma non le riuscì troppo bene. La diffidenza la spingeva a restare lontana dal Nero di almeno un balzo e mezzo. Lui scosse la coda:
-Mi piacerebbe di più parlare con qualcuno che si fida...o che almeno non scappa via...-
Saphiry fece una smorfia,arricciando il naso scuro,ma si avvicinò. Si sedette,tenendo i muscoli tesi,pronti a scattare. Le era già capitato che un lupo cercasse di avvicinarla con qualche scusa per poi attaccarla,morderla per divertirsi. Lei,in quanto zaffira,non era protetta dal capoclan dei lupi e dalle sue leggi,quindi se veniva maltrattata,i suoi persecutori non erano punibili.
-Ricominciamo,va bene?Salve,giovane zaffira,come ti chiami?-Chiese allegramente il nero. Sembrava un cucciolo,ma certamente aveva l'età di Saphiry,forse un anno in più. Lei gli lanciò uno sguardo carico di diffidenza:
-Saphiry..sai,credo tu sia uno dei pochi che non mi conosce...-
-Ti conosco,mio padre mi ha detto che qui ci viveva una zaffiretta...- Il Nero aveva grandi occhi blu scuri con riflessi argentei e turchesi,lucenti e profondi. Meravigliosi.
-E tu? Tu come ti chiami?-
-Io sono Fengari,figlio di...-
-Ehi,io lo so di chi sei figlio! Di Saviron! Gli somigli...-
Fengari le sorrise con dolcezza:
-Esatto,è mio padre...-
-Il capoclan...-Nel cuore di Saphiry era svanita ogni traccia di diffidenza,dissipata come la nebbia invernale quando arriva l'estate con il caldo sole dorato.
-E' per questo che non ce l'hai con me,dunque?-
Quello si alzò e si stiracchiò,mostrando una possente muscolatura sotto il mantello folto,nero e lucente come le piume del corvo.
-Penso di si,Saviron m'ha sempre insegnato che gli zaffiri non hanno fatto nulla di strano..sono fuggiti dalla battaglia contro Sicariel perchè la lotta non rientra nelle loro abilità...-
-In effetti..io non sono tanto forte...però corro veloce,si!-
-Anf...anf...troppo veloce...-Mugolò una voce dietro di lei:Kilim avanzava a passo strascicato,la testa bassa,la lingua a penzoloni che per poco non sfiorava il terreno erboso. Si accostò a Saphiry e immerse il muso nell'acqua,lappando freneticamente. Poi rialzò il capo grigio scuro e gocciolante. Il suo sguardo stanco passò in rassegna la sorellastra e Fengari. Si leccò le labbra,con aria persa e confusa. Poi gli occhi bicolore s'illuminarono all'improvviso:
-Fengari?Il figlio di Saviron?-Guardò Saphiry:-Ma che hai combinato?-
Il Nero rise:
-Non ha fatto nulla di male!-
Saphiry sbuffò,sentendo lo stomaco borbottare:fame.
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Fede e Pyrrheus
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Messaggio da Fede e Pyrrheus » mar 04/mar/2008 18:25:00

Cm al solito mooooolto bella attendo impaziente il seguito!!!
For a long time I was afraid to be who I am, because I was taught by my parents there’s something wrong with someone like me.
Something offensive, something you would avoid - maybe even pity. Something that you would never love.
[...] I was afraid of this parade because I wanted so badly to be a part of it.
So today I’m marching for that part of me that was much too afraid to march. And for all the people who can’t march. The people living lives like I did. Today I march to remember that I’m not just a me. I’m also a we.
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Messaggio da Bec *bory* » mar 04/mar/2008 18:45:00

Concordo in pieno cn Lyra :D

tasso85

Messaggio da tasso85 » mar 04/mar/2008 19:07:00

bellissimo come sempre! :D

solo qualche appunto:
- se un lupo prevede di andare a caccia, difficilmente farà il bagno in mare: l'odore del sale metterebbe le prede subito sul chi vive...
- se davvero volevano tentare una nuova battuta di caccia, mi sembra improbabile che decidano di fare una sfiancante gara di corsa, che li avrebbe lasciati stanchi e quindi avrebbe ridotto le loro possibilità di acchiappare una preda :D poi, ovviamente, magari essendo poco più che cuccioli non se ne rendono neppure conto...

EDIT: oh, sì, ultima cosa: credo che sarebbe tutto più leggibile se tu separassi i vari capoversi con una riga vuota, del tipo invece di

[capoverso 1]
[capoverso 2]

potresti fare

[capoverso 1]

[capoverso 2]

per rendere tutto molto più leggibile :D

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Messaggio da Saphiry e Deianira » mar 04/mar/2008 20:02:00

Perfetto,grazie mille! Ora la modificherò...in effetti ho avuto poco tempo per rileggerla e correggerla e non me ne sono accorta >..<) andrò avanti un po' e posterò tutto per bene!
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Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 19/mar/2008 20:21:00

Ok,allora,questo è lungo lungo,e non vi biasimo se non vi va affatto di leggerlo,non areste tutti i torti :mrgreen:...

Avvertenze:Saphiry ha un gran caratteraccio :mrgreen: XD...
____________________________________________________________________
Saphiry sbuffò,sentendo lo stomaco borbottare:fame. Scosse la coda:
-Kilim,sono affamata...si caccia ancora?Prendiamo qualcosa di più lento...scoiattolo,coniglio...-
Kilim si sedette,ansimando con la lingua a penzoloni,gli occhi socchiusi e il costato che scattava freneticamente al rapidissimo ritmo del suo respiro affannato.
-Stanco,Saphi....-Mugolò tristemente.
-Ma...niente colazione,quindi?-
Kilim tossì e non disse nulla. Poi scosse la coda chiarissima.
-Solo un momento...mi riposo...-
Con un movimento tanto rapido che fece sussultare Saphiry,Fengari levò il muso irsuto e annusò l'aria fresca.
-Qualcuno di voi è entrato nel mare?-
Kilim si sdraiò comodamente,distendendo le lunghe zampe al sole. Saphiry rimase in silenzio. Il giovane lupo grigio,infine,mugolò,scuotendo il grosso capo largo color nocciola ramato:
-Io ho fatto il bagno,Figlio del Sole...-
-Figlio di che...?-Mugolò la zaffira inclinando la testa come una bambina curiosa. Le orecchie,ancora di cartilagine morbida,penzolarono inerti e la rada criniera si scompigliò. Nessuno dei due,però le diede particolarmente retta.
-Beh,allora sarà difficile per te prendere qualcosa...le prede sentiranno facilmente il tuo odore!-
Saphiry scattò in piedi:
-Prima avevamo quasi acchiappato un cerbiatto!-Guaì,indispettita.-Se c'è scappato non è stata sicuramente colpa di Kilim!-
-Non intendo incolpare nessuno...-Disse,sorridendo con gentilezza Fengari.-Anzi,Saphiry,se ti va posso cacciare con te,mentre tuo fratello riposa,no?-
Saphiry rizzò la testa e la incassò tra le spalle,guardando con diffidenza e rabbia il Nero. Ma è difficile maltrattare qualcuno che si comporta così gentilmente,e ben presto gli sguardi d'odio di Saphiry cessarono e lei,con un sospiro e rovesciando gli occhi al cielo,acconsentì a cacciare al fianco di Fengari.
-Ti porterò della carne...-Mormorò al fratellastro,allontanandosi e lasciandolo tranquillamente disteso sulla sponda del fiume impetuoso.
Il lupo e la zaffira scivolavano lentamente nella penombra della foresta,i passi silenziosi e leggeri,le lingue a penzoloni,gli occhi sottili che fissavano ora la strada da percorrere,ora gli alberi alti dalle verdi fronde scosse dal vento fresco carico di profumi. L'odore della terra,dell'erba e della resina aleggiava nell'aria estiva,Saphiry lo sentiva distintamente. Fengari pareva a disagio. Evidentemente avrebbe voluto parlare,socializzare,ma quella zaffira,che sembrava una creatura incredibilmente selvaggia e introversa,non ne aveva assolutamente intenzione,e si limitava ad avanzare in silenzio,la testa bassa,le orecchie puntate in avanti per recepire ogni rumore,le zampe snelle e nervose scalpitanti sul terreno freddo e le ciocche di mantello blu che le ricadevano sulle spalle e sul collo ad ogni passo. Il lupo,completamente opposto a lei,invece,avanzava a testa alta,fieramente,scuotendo la coda vaporosa e le orecchie sottili. Era più robusto,più forte e si notava chiaramente che si nutriva molto più di Saphiry. La foresta quel giorno pareva deserta,e la zaffira sobbalzò bruscamente quando la lupa Ramata apparve praticamente dal nulla e mugolò con fare servile:
-Salute,Figlio del Sole...-
Fengari fece un cenno con la testa nera,e la Ramata,sempre a capo chino,si allontanò,sventolando la coda rossiccia.
-Figlio del sole?- Sogghignò Saphiry,guardando negli occhi il giovane capoclan. Lui ora non sembrava più a disagio.
-Si,così veniamo chiamati noi.-Proseguiva a passo lento,ora,il pelo nero illuminato improvvisamente dai coni di luce che penetravano tra le fronde degli alberi.
-Voi lupi?-Mugolò la zaffiretta con voce carica di scherno.
-No,solo noi capoclan.- Camminava tranquillamente,sorridendo a Saphiry che parve ancora più confusa e incuriosita.
-Ma come? Perchè voi si e quella lupa dal pelo rosso no? Insomma,quando uno si fa chiamare Figlio del Sole significa che...beh..che non è proprio un lupo...-
-Infatti,significa che è superiore...-
Saphiry si fermò all'improvviso,infastidita. Scosse le grandi orecchie nere,gli occhi color ghiaccio stretti come fessure.
-Voi superiori? Perchè? Che avete di diverso dagli altri lupi?-
Anche Fengari si fermò,ritto sulle quattro robuste zampe,osservando la zaffira che con la testa gli arrivava a stento alla guancia.
-Noi siamo i capoclan...insomma,è sempre stato così...-
-Essere il capoclan significa essere superiore? Non è giusto così...-Ringhiò quella,sollevando la testa e il muso corto,sottile.
-Senti Saphiry,non saprei spiegartelo per bene...so che è sempre stato così,per me non ci sono problemi...-
-I lupi sono assoggettati a voi perchè vi credete superiori?-
-Sai che la pensi come Sicariel??-Mugolò Fengari,avvicinandosi alla zaffira che non si ritrasse nemmeno quando il lungo muso nero del lupo arrivò a pochi centimetri dal suo.
Saphiry sbuffò,rizzando le orecchie,e si scostò,tornando a camminare a testa bassa. Sentì poco dopo i passi di Fengari sulle foglie e sul terriccio freddo. La seguiva a distanza di tre balzi circa. Questa volta era lei a guidare il capoclan. I due scivolarono come ombre tra gli alberi possenti,fino a giungere nuovamente sul pendio brullo. Alte erbe sottili,giallastre crescevano sul fianco di quella collinetta per poi essere sostituite dai consueti giganteschi pini e abeti della foresta in cui la Zaffira e,alcuni balzi dietro di lei,il Lupo s'insinuarono nuovamente,annusando il suolo in cerca di traccie.
-Ehi,Saphi,guarda un po' cos'ho trovato!-Mugolò Fengari da un punto imprecisato alla destra di Saphiry,immerso nei cespugli. Lei,cautamente,abbandonò la pista che l'avrebbe portata a catturare niente più d'uno scoiattolo,e raggiunse il lupo,che le mostrò immediatamente ciò che aveva visto:sulla terra coperta di sassi,rami,erba e corteccia caduta,c'era una vistosa scia di sangue,rosso scuro e odoroso. Saphiry vide il suo riflesso in quella pozza scarlatta.
-E' cervo...-Mormorò Fengari.
-Penso di sapere anche chi l'ha preso...-Ringhiò con odio la zaffira. Il lupo le lanciò uno sguardo interrogativo e lei si affrettò a spiegare ciò che era accaduto la mattina stessa: probabilmente,infine,Fenrir aveva inseguito con il fratello il cervo stanco e sfiancato e l'aveva ammazzato senza difficoltà.
-Ha rubato la nostra preda...-Mugugnò Saphiry-Quanto lo detesto! Seguiamo la scia,almeno...-
-Senti,Saphi (posso chiamarti Saphi?) non mi sembra una buona idea...da quello che mi hai detto,Fenrir fa tutto ciò solo per provocarti..-
-Pazienza,io voglio del cibo,ho fame,e quella preda era mia!- Senza aggiungere una parola,si gettò in avanti,i muscoli tesi e scattanti,pronti alla corsa,slanciando le zampe sottili e tenendo la testa raso terra,l'odore intenso del sangue nelle narici. La voce di Fengari le arrivò in lontananza:
-Sai,non pensavo fossi così litigiosa...-
?Ma se mi conosci da mazza giornata..?Pensò lei,guardando la scia luccicante di sangue. Grosse gocce rossastre erano cadute certamente dal corpo ferito del cervo che,esausto, aveva iniziato una corsa disperata nel vano tentativo di salvarsi la vita. Giovane e inesperto com'era,Fenrir e Xantia non dovevano aver faticato molto a ucciderlo. La velocità non gli aveva salvato la vita contro la resistenza e la potenza dei lupi. Un'enorme macchia. Una striscia scarlatta,come se un corpo fosse stato trascinato sul terreno. Il cervo era morto. Saphiry si rese conto di essere nell'ombra,semi accucciata sotto un grosso cespuglio,i muscoli nervosamente pronti a distendersi e scattare,le zampe ripiegate per spiccare un balzo,le zanne snudate,affilate come nulla al mondo e sottili. Gli occhi,ridotti a fessure,osservavano con odio due lupi,l'uno argentato l'altro dorato,che sventravano e divoravano a grossi bocconi succulenti la carcassa di un cerbiatto dalle piccole corna color sabbia. Il profumo della carne ancora calda e del sangue che colava sul terreno impregnarono le narici della zaffira affamata. Saphiry aveva l'acquolina in bocca. Le fauci ormai grondavano di saliva che gocciolava anche sull'erba e sulla corteccia a terra. Di nuovo il suo stomaco grugnì perfidamente,ricordandole che quella che Xantia e Fenrir stavano sbranando era la sua preda. Il Grigio spezzò una costola del cerbiatto stritolandola tra le zanne possenti,il Biondo estrasse il cuore,ancora fumante,e lo inghiottì in due bocconi. I musi dei lupi erano coperti di sangue caldo,i loro occhi scuri brillavano di ferocia,fame e avidità. Non avrebbero lasciato carne su quelle ossa. L'odore della selvaggina e della morte aumentarono l'appetito della zaffira. I suoi occhi scintillarono nell'oscurità. Si leccò le fauci,le zanne bianche e le labbra nere con la lingua rosa e larga. La lasciò penzolare nel vuoto. Si spostò appena più avanti,scuotendo le spalle. Fengari era giunto dietro di lei e ora era accucciato come Saphiry. Stava anche lui annusando l'aria.
-Senti,Saphi,che hai intenzione di fare?-Sussurrò impercettibilmente.
-Taci...-Soffiò lei,a voce ancora più bassa,osservando Fenrir che strappava via la pelle dal corpo del cerbiatto per mordere più agevolmente la carne. Di nuovo l'odore forte del cibo le arrivò alle narici come un calcio sul muso. Non riuscì più a resistere. Scattò in avanti,abbaiando selvaggiamente,il pelo ritto sul dorso,la bava gocciolante dalle fauci,le zanne snudate,correndo in una nuvola di polvere. I due lupi la guardarono spaesati e spaventati per un attimo,per poi rendersi conto che la bestia che si stava schiantando sulla carcassa altri non era la magra e macilenta Zaffiretta. Non appena Saphiry riuscì a strappare un boccone e a inghiottirlo,Xantia le si scaraventò addosso con tutte le sue forze,colpendola con una testata tra le costole e scagliandola a circa due balzi dal cerbiatto. Poi le premette con veemenza le zampe sul petto,immobilizzandola a terra. Il suo muso biondo sporco e coperto di sangue arrivò a pochi centimetri da quello di Saphiry,che si dibatteva abbaiando,ringhiando e cercando di azzannare tutto ciò che le capitava a tiro.
-Cerchiamo di stare calmi,tu,Biondo,levati dalla Zaffira...-Grugnì una voce. Xantia emise un mugolio spaventato,levò il capo e si spostò. Saphiry fù nuovamente libera di alzarsi. Si scosse con foga e cercò di sollevarsi sulle quattro zampe in una posizione più dignitosa. Ansimava. Fenrir ringhiava ferocemente contro di lei,guardandola con assoluto disprezzo e disgusto. Xantia era accucciato dietro il fratello,con la coda tra le zampe posteriori,spaventato. Fengari le lanciò un'occhiata preoccupata e severa.
-Calmatevi tutti...ora,Saphiry,che t'è saltato in testa? Attaccare dei lupi?-
Lei sbuffò,scuotendo la coda nera con rabbia:
-T'ho detto cos'è accaduto stamattina...quel cerbiatto era di Kilim e mio...e loro l'hanno spaventato per ammazzarlo...-Ringhiò,capendo improvvisamente che si stava comportando come una cuccioletta. Ma dopo tutto c'erano leggi che impedivano ai Cacciatori di essere disturbati.
?Io però non sono protetta da queste leggi...?Pensò,desolata.
Fengari si voltò verso Fenrir,che ringhiò con arroganza contro la zaffira.
-Come puoi dire che questo è lo stesso cerbiatto? Inoltre stamattina non c'eravamo nemmeno accorti che stavate cacciando..-
-Tu menti! Lo sapevi bene!-Ringhiò lei,tremando,scossa dall'indignazione.
-Mi dai del bugiardo,stupida bastarda?-Fece lui,mostrando le zanne con arroganza e rizzando il pelo grigio. Saphiry non ci vide più. ?Bastarda? era il peggior insulto in assoluto tra canidi selvatici e liberi. Quel dannato lupo insinuava che lei avesse qualche parentela con un cane? Lei avrebbe dimostrato la sua forza,la sua velocità e il suo valore. Saphiry sapeva di essere migliore di quella bestia ringhiante dal pelo arruffato. La giovane zaffira saettò in avanti,scattando contro l'avversario,che schivò con un balzo laterale il suo attacco. Saphiry puntò le zampe anteriori nella terra nera e umida,frenando,mentre Fenrir le si gettava addosso,schiacciandola a terra. Lei,riversa sul dorso,iniziò ad abbaiare e ringhiare furiosamente,azzannando ogni parte del lupo che riuscisse a raggiungere. Lui cercava di immobilizzarla e di ferirla contemporaneamente. Le zanne grondanti di sangue cozzavano tra loro con schiocchi inquietanti,le labbra nere erano lacerate e sanguinanti,e dalle fauci delle fiere colava una densa bava rossastra. Fengari e Xantia erano in piedi,vicino alla carcassa,osservando la battaglia con uno scintillio d'eccitazione negli occhi e un brivido selvaggio che li scuoteva. Il Nero si rizzava sulle zampe,ogni tanto,faceva qualche passo abbaiando incitazioni per Saphiry,e tornava a sedersi,le orecchie puntate sulle fiere sanguinanti e le narici frementi.
Saphiry,che aveva parte del collo e del muso feriti,riuscì a sferrare un violento calcio nel ventre di Fenrir con una zampa posteriore,scaraventandolo qualche balzo indietro. La zaffira si alzò tossendo. Il sangue rosso e luccicante colava sul suo mantello blu. Il lupo atterrò prontamente sulle zampe e scattò all'indietro,tornando alla carica verso Saphiry che,manto ritto e zanne snudate,si era preparata. Si scostò appena quando Fenrir,come un tornado,cercò di schiantarla a terra. Le passò accanto al fianco,senza riuscire a frenarsi. La zaffira,rapida come il fulmine,abbassò la testa e serrò le fauci attorno alla zampa posteriore di Fenrir,che cadde malamente con un tonfo sordo e un grugnito lamentoso. All'istante il lupo voltò la testa e le azzannò ferocemente un fianco. Nella carne si aprì una ferita profonda che immediatamente cominciò a sanguinare. Il dolore era lancinante,tanto che stordì Saphiry. Ma lei non lasciò la presa e cominciò a girare su se stessa,trascinando Fenrir che scalciava ringhiando rabbiosamente. Infine la zaffira lasciò la zampa del lupo,che venne scaraventato via,tra alcuni cespugli verdi. Per un attimo la scena rimase immobile,statica,e in quel brevissimo lasso di tempo Saphiry temette per ciò che era accaduto. Aveva ucciso un lupo? Era proibito,assolutamente. Chi ammazzava veniva esiliato o sgozzato a sua volta. La zaffiretta tremò di paura,per un stante,poi ci fù un gemito,uno gnaulio e un breve lamento rabbioso. Fenrir si rialzò,il mantello imbrattato di terra e sangue,foglie e rametti impigliati nel pelo sul collo e sulla testa.
-Va bene,zaffira,prenditi la tua stupida preda...Xan,andiamo...-Sbuffò.
Il biondo guaì e si precipitò al fianco del fratello. Poco prima di sparire nell'oscurità della foresta,Xantia si voltò e ringhiò contro Saphiry. Ma lei era felice. Debole,stanca e sanguinante,ma felice.
-Sai,piccoletta,di solito non si litiga così per una preda...ma devo ammettere che mi hai stupito...mai visto una zaffira lottare così con un lupo!-Rise Fengari,avvicinandosi a lei e iniziando a leccarle la testa e le orecchie gocciolanti di sangue.
-Ehmm...grazie...no,dopo,ora ho fame...vieni,dai..-Mugolò lei,avvicinandosi a passo lento verso la carcassa e osservandola bene:il ventre del cerbiatto era completamente aperto,la pelle strappata dalle costole,ora nude e bianche,esposte al vento. Carne sul costato n'era rimasta ben poca,anche se alcune interiora giacevano sul terreno in una vasta pozza di sangue dolce. Le cosce grasse dell'animale,invece,seppur piccole,erano ancora del tutto intatte,così il collo,la testa e le zampe anteriori. Tutto ciò che era pur lontanamente commestibile sarebbe stato mangiato.
-Anche io?-Chiese Fengari scuotendo ridicolmente le orecchie come un cervo curioso. A Saphiry ricordò Evangeline. Il boccone che stava inghiottendo le andò di traverso.
-Si,certo...-Annaspò lei,leccandosi le labbra straziate. Anche lei era ferita. Aveva diversi tagli sul collo,sulle spalle e sul costato. Un orecchio aveva quasi la punta strappata,ma sarebbe guarito. Fengari si avvicinò timidamente alla zaffira che capì che,nonostante lui fosse il futuro capoclan,la rispettava come sua pari,o quasi,per aver vinto una battaglia davanti ai suoi occhi. Il lupo strappò via la pelle e il pelo chiaro dalla coscia del cerbiatto,mettendo in mostra la carne tenera e succulenta e le ossa biancastre. Insieme i due divorarono i muscoli possenti della zampa,poi,sazi,decisero di seppellire il resto,come si usava fare tra i lupi,e portarne un po' a Kilim. Saphiry,che aveva zampe sottili con le quali scavare era difficile,cercò un punto tranquillo in cui riposare. Si accucciò sotto un grande pino dai rami giganteschi e bassi che formavano un tetto vegetale. Saphiry si sdraiò comodamente nell'erba profumata e nelle margherite che nascevano qua e là. L'aria,là sotto,era fresca e piacevolmente odorosa di fiori e resina. La zaffira distese le zampe e posò la testa su quelle anteriori,leccandosi le labbra e rischiando d'assopirsi in quel luogo tranquillo e splendido,mentre ascoltava il canto armonioso dei grilli,portatori d'estate e degli uccelli della foresta. La palpebre le calarono lentamente sugli occhi color ghiaccio,mentre Fengari la raggiungeva a passo lento,sorridendo,per venire a leccarle le ferite.
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Sempre apprezzati consigli/critche da i coraggiosi che riusciranno a leggersi qusto mattone XD...

Ps:Sto lavorando (Grazie tasso XD) per cambiare il nome di Fenrir! ^^
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Messaggio da Bec *bory* » mer 19/mar/2008 20:51:00

Sono riuscita a leggerlo tutto!!! é bellissimo!!! ma certo che Saphiry ha un bel caretterino xD!!! :D

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Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 19/mar/2008 21:11:00

Ah,ha un gran brutto carattere XD...(grazie al cielo,almeno io non sono così pessima)..lo mostrerà più d'una volta XD...

Grazie mille! ^^
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Messaggio da Bec *bory* » mer 19/mar/2008 21:17:00

Di niente! Sarei stata una bugiarda a non dirti che era bellissima! :D

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Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 19/mar/2008 21:20:00

:oops: ^^ Grazie!! ^^ *_*
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