Le Tre Tesi + la "Quarta Tesi" (by Nemo)

In questa sezione sono raccolti i frutti migliori della Comunità italiana del Daimonismo.
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Le Tre Tesi + la "Quarta Tesi" (by Nemo)

Messaggio da Nemo-Cassandra » lun 27/feb/2012 20:33:37

Sottotitolo: perché anche Nemo, ogni tanto, pensa.

(Ante Scriptum: Si ringrazia Ranieri per avermi rotto i c*****ni e avermi così convinto a postare. Ti voglio bene :mrgreen:)

Salve popolo!
Come promesso, qui di seguito stenderò il frutto di riflessioni, discussioni filosofiche, esperienza personale ed esperienza diretta con tantissimi novizi che ho cercato d'avvicinare al daimonismo e di chiacchierate con daemian veterani.
Dispostissimo a discutere e ritrattare ove mi sembrerà opportuno e convincente xD.
Si attende molta partecipazione, e si invita la folla a non linciarmi u_u.

INTRODUZIONE NECESSARIA
Durante questo periodo di tempo passato a riflettere e confrontarmi (ed è stato abbastanza lungo...xD), ho notato che gli aspetti concernenti il daimon e la relazione uomo-daimon sono quasi totalmente soggettivi e riferibili al singolo caso particolare. Le caratteristiche comuni tra uomini sono veramente poche, a mio avviso, e le si possono riassumere in tre tesi generalissime, che mi sono premurato di stendere ed argomentare qui sotto: Esistenza Vitale Indipendente, Comunicazione/Forma e Principio d'Aiuto.
Dopo la stesura di essi, che sono i principali argomenti delle mie riflessioni, proporrò anche una mia idea per certi versi innovativa sul concetto stesso di daimon, che io chiamo ironicamente Quarta Tesi xD.
Buona lettura!

LA PRIMA TESI: L’ESISTENZA VITALE INDIPENDENTE
Semplicissimo, senza troppi fronzoli: il daimon c’è, a prescindere se l'uomo lo sente presente o meno.
Poniamo ad esempio coloro che non ascoltano loro stessi: il loro daimon è comunque presente, non li abbandona né tantomeno scompare, semplicemente i segnali che dà per confermare la sua esistenza hanno meno risonanza nella coscienza della persona che, ignorandolo, identifica i segnali da lui mandatigli come “altro” non meglio definito.
Da quest’idea nascono due legittime domande:
Se il daimon esiste a prescindere, è parte vitale dell'uomo?
Sì, altrimenti l’uomo non avrebbe autocoscienza. Un uomo senza daimon è come un motore senza scintilla: l'impalcatura c'è, ma non può attivarsi. Allo stesso modo, la psiche della persona ci sarebbe ma non avrebbe alcuna manifestazione concreta nell'uomo, riducendolo ad un mero contenitore di emozioni/impulsi/pensieri/ricordi/traumi senza sfogo reale.
Se il daimon si può ignorare, è reprimibile del tutto?
Sì, ma non distruttibile. Si possono coprire, reprimere e ignorare le nostre vere volontà anche per tutta la durata della nostra vita, ma non cancellarle del tutto. A tal proposito c'è da notare un dato derivante dalle esperienze: tutti coloro che hanno iniziato ad ascoltare il loro daimon sono sempre migliorati interiormente e a volte, di riflesso, anche esteriormente. Questo perchè la repressione non è causata dalla necessità di sopravvivenza (come avviene per un trauma censurato dalla psiche) ma per altri fattori esterni di diversa natura.

LA SECONDA TESI: COMUNICAZIONE E FORMA
Noi sappiamo dell'esistenza del daimon perché esso si manifesta a noi, altrimenti la ipotizzeremmo solo a livello teorico. Ma come comunica?
Ogni daimon lo fa in maniera diversa secondo un principio che chiameremo “naturalità”, e probabilmente alla “formae mentis” dell’uomo. Per naturalità s'intende ciò che "viene naturale", cioè che avviene senza forzature, pensieri preconcetti o imposizioni esterne (se si visualizzasse il daimon, ad esempio, come l'Arcangelo Gabriele, sarebbe chiara una decisa influenza ecclesiastica :lol:). Ci sono persone che prediligono la comunicazione verbale, altri quella visiva-corporea, altri ancora semplicemente "impulsi" non meglio definiti, oppure tutti insieme, o solo alcuni, o nessuno, e usano altri elementi che non sono elencati o non si è in grado di elencare.
Il tipo di comunicazione è totalmente e puramente soggettivo, quindi è difficile stabilire una matrice. Tuttavia, a livello empirico, si è notato come spesso è influenzato dal carattere della ''intelligenza" predominante (considerando come “intelligenza” qualcosa non dissimile dalla teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner, cioè che l’abilità mentale è divisa in diversi macro insiemi: Intelligenza Linguistica, Intelligenza Logico/Matematica, Intelligenza Spazio/Visiva, Intelligenza Cinestetica...). Ad esempio, il daimon degli artisti visivi, come pittori o disegnatori, prediligerà le immagini, quello dei musicisti i suoni e così via.
Si tratta ovviamente di generalizzazioni, poiché gli elementi caratterizzanti la comunicazione sono vari e complessi e non comprendono solo la “intelligenza”, e non si può stabilire con precisione quanto essa influisca sulla comunicazione. Le esperienze finora raccolte, comunque, confermano abbastanza quest'idea iniziale, e danno alla "intelligenza" un ruolo di decisa importanza.
L'importante rimane, comunque, ciò che è stato detto circa la naturalità, cioè che la comunicazione è conforme alla sola persona, che prediligerà un tipo o un altro a seconda della sua predisposizione.

Un discorso simile vale per la forma del daimon: anche qui, a livello empirico s'è osservato che la forma predominante, se il daimon ne assume una, è riferito alla persona stessa tramite processi psichici non sempre chiari e definibili (chi vede il daimon come se stesso, chi come un globo viola, chi come una goccia d'acqua...). Volendo riferirsi alla teoria circa la forma animale, può avvenire che la forma assunta spontaneamente sia di un animale, ma deve sempre accordarsi all'assioma generale della naturalità, e quindi non essere imposta da elementi terzi; inoltre, considerata quest'idea, le analisi delle forme assumono una valenza praticamente nulla, in quanto nessuna forma arbitrariamente analizzata potrà sostituire la forma naturale che il daimon assume per facilitare il contatto con l'uomo; qualora non ne assumesse spontaneamente alcuna non vi sarebbe motivo apparente di forzare una forma precisa in nome di una presunta "facilità di contatto", che sarebbe come imporre anche dove non vi è necessità.
Se l’uomo vuole dare una forma al suo daimon, lo farà in maniera del tutto spontanea, senza prendere schemi o idee predefinite: daimon e uomo, infatti, comunicano con e senza forma con la stessa intensità e qualità.
Riguardo alla visualizzazione/proiezione, idem discorso: se una persona ha in sé la naturale tendenza a formare immagini mentali e riprodurle, allora la visualizzazione/proiezione gli risulterà naturale, e sarà uno strumento come un altro che useranno in più per comunicare. Di nuovo, se non si riesce a visualizzare/proiettare è semplicemente perché l’uomo non ne sente necessità.

LA TERZA TESI: IL PRINCIPIO D’AIUTO
L'ultimo elemento che si è trovato in comune tra tutti i daimon e i rapporti uomo-daimon è quello che definiamo Principio d'Aiuto: il daimon, comunicando con l'uomo, lo sostiene e lo aiuta così nella comprensione di sé tanto nelle più banali difficoltà quotidiane. Ovviamente, ognuno a modo suo, con i suoi metodi, linguaggi e tecniche, ma sempre al fine ultimo di miglioramento dell'individuo o al suo sostentamento.
C'è da chiedersi tuttavia perché il daimon agisce in questo modo. Inizialmente si era pensato a pura filantropia (che è paradossale, non essendo un essere umano xD), poi al fatto che "se l'uomo sta bene, sta bene anche il daimon" in quanto sono un sol corpo e un sol spirito. Quest'ultima è probabilmente veritiera (anche se c'è da sottolineare come daimon e uomo non si possano disgiungere in maniera così netta e che hanno più cose in comune che differenti) ma è un po' riduttiva: parlando a livello più ampio, si ritiene che il daimon intenda il benessere dell'uomo come un fattore determinante della sua esistenza e della corretta funzione di ogni parte di sé.
E’ un po’ come l’istinto di sopravvivenza, ma più allargato: l’uomo, nella sua tendenza a sopravvivere e ad auto-conservarsi, contiene la naturale tendenza al non nuocere volontariamente se stesso (la tendenza autolesionistica -da non confondere con masochistica xD- è appunto oggetto delle devianze mentali). Il daimon, in questo senso, è la più spontanea dimostrazione della semplice volontà al non farsi del male, al sanarsi ogniqualvolta vi è del dolore che minaccia la nostra esistenza.

LA “QUARTA TESI”
Dopo aver abbondantemente parlato di come il daimon è, di come si manifesta e di cosa fa, viene implicito chiedersi cos’è il daimon.
Per introdurre la mia idea, citerò dal neo-gruppo di Facebook sul Daimonismo Italiano la parte inerente alla suddivisione della psiche -negli omissis ci sono i collegamenti con Platone, che sono inutili ai fini della tesi xD- secondo Sigismund Schlomo Freud (il nome completo è troppo faigo :D ):
“ES, ovvero l'inconscio inaccessibile ed infinito, intrinseco e buio, [...] l'IO, ossia la parte di noi che viviamo coscientemente ogni giorno nel nostro vivere sociale, infine [...]SUPER-IO, cioè la parte eticizzante dentro di noi che ci suggerisce cosa fare e non fare, come comportarci moralmente per star bene con noi stessi. Ed è proprio a quest'ultima parte della psiche umana che il daimonismo dona una centralità oltremodo importante: l'autocoscienza e il rapporto libero con se stessi si sviluppa nella consapevolezza dell'intima moltitudine in noi.”
Si vede dunque generalmente il daimon come il Super-Io, vista la sua natura primaria di consigliere etico. Ma è solo questo, il daimon?

Io ritengo che il daimon abbia una funzione ancora più ampia di quel che inizialmente credevamo fosse e di quella che si ritiene tutt’ora essere. Egli, io penso, è un Eremita dell’Anima: per così dire, “viaggia” all’interno della nostra interiorità ed è in grado di comprendere sia l’Es (infatti conosce le parti più oscure di noi), che l’Io (la nostra coscienza non gli è per niente sconosciuta) per poi utilizzare il Super-Io per la questione etica e per mostrarci ogni elemento di noi stessi, perché è appunto in grado di possedere le informazioni di manifestarle alla nostra coscienza tramite i più vari sistemi comunicativi. Dunque, non è solo Super-Io, ma anche acuto conoscitore di Io ed Es.
Sorge spontanea la domanda: per quanto riguarda l’Io è sempre chiaro come il daimon possa conoscere gli elementi, e del Super-Io fa il suo tramite, ma l’Es, che essendo appunto inconsapevole ed inconscio non si mostra sempre in maniera evidente?
L’arduo quesito si risolve con una considerazione, diciamo così, di carattere “epistemologico” circa la comunicazione uomo-daimon: la nostra coscienza non comprende razionalmente l’inconscio (sarebbe un ossimoro, dopotutto), ma il daimon riesce ad andare al di là della coscienza, ci manifesta anche l’inconscio con i suoi segnali, soltanto che noi non riusciamo a captarlo con le corde razionali. E’ un po’ come lo spettro elettromagnetico: l’occhio umano non riesce a percepire ogni sfumatura, ma il fatto che ci siano infinite varianti è dimostrato. L’attenta indagine psicanalitica, non a caso, funge da “microscopio dell’anima” ed è in grado di tirare fuori buona parte degli elementi dell’Es, che il daimon per sua natura già conosce ma non è in grado da solo di renderli completamente coscienti e razionali.
Questo, chiaramente, costituisce un limite del daimon nei confronti della psiche dell’uomo: la conosce, ma non è in grado di manifestarla tutta quanta a livello razionale: ritengo, infatti, che una parte dell’Es sia conoscibile a livello razionale col l’ausilio del solo daimon, ma non tutto. Inoltre, la stessa equazione “Daimon = Anima” diviene così incompleta e quindi fallace, poiché il daimon non è propriamente l’anima, ma colui che la comprende in ogni suo minuscolo aspetto.
Che comunque questa capacità del daimon di vedere ogni aspetto dell’anima, anche il più oscuro, sia in qualche modo una dimostrazione dell’essere lui stesso la nostra anima? La si può leggere anche in questo modo, ma personalmente credo sia una definizione troppo accomodante e, per i versi spiegati sopra, leggermente errata in quanto dà più l’impressione di essere un elemento “esterno” alla psiche, nonostante sia così ben inserito nel contesto dell’anima da sembrarla lui stesso.

***

Detto ciò, attendo numerosi responsi (se riuscite ad arrivare fino a qui...xD)
Ultima modifica di Nemo-Cassandra il sab 26/mag/2012 21:12:25, modificato 8 volte in totale.
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » lun 27/feb/2012 20:48:17

Troll di un Nemolo, penso che ti adoro, ormai! xD Ti consiglierei di evitare solo una certa espressione, sai com'è, regolamento e me moderatrice ;P
Allora, passando alle cose serie, sono d'accordo praticamente con la maggior parte di quello che tu dici, non avrei saputo argomentare meglio quello che tu hai sistemato in così poche concise parole. Grazie per avermi rimesso in testa, ben al suo posto, Gardner. Avevo fatto il pensierino di costruirci su una teoria, tempo fa, ma penso di averla accantonata e dimenticata per il poco tempo.
Sono meno d'accordo sulle forme: una forma animale è qualcosa di più semplice da simbolizzare, e meno influenzabile (insomma, se immaginassimo un daimon arcangelo o un daimon, che so io, palla rossa sarebbe più facile cadere in parzializzazioni del simbolo). Naturalmente, deve essere posto l'assunto di un'adeguata preparazione introspettiva alle spalle. Nel senso, le analisi delle forme o una forma ti può dare una traccia, sei tu che devi scoprire, personalmente e con i tuoi modi, il perchè. Certo, se uno non vuole dare forme tanto di cappello, non è questa la cosa più importante di tutte... :lol:

Il daimon "eremita dell'anima" è la definizione più poetica che io abbia mai sentito, e mi piace da morire. Credo che la userò spesso! Permetti solo di inserire una mia considerazione, ovvero il ruolo del daimon. Come si evince probabilmente dai miei discorsi, ho sempre considerato uest'entità come una sorta di "ponte" tra le parti freudiane (o tra le parti e basta) del nostro essere. Non è vincolato da alcuna, è semplicemente parte a sua volta, parte che ha una maggiore libertà di esplorazione. Credo però che alcune parti dell'inconscio si ripercuotano sul daimon stesso e su come ci rapportiamo a luii/leii, sul suo carattere eccetera. Sono seguace della tesi: "l'inconscio trova sempre il modo di fregarti in qualche modo", e penso che anche il daimon non sfugga del tutto, benchè parte infinitamente più libera di noi come "esseri coscienti".

Sono reduce da una sveglia alle quattro del mattino, perciò clemenza per il mio modo di esprimermi! :lol:
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Nemo-Cassandra » lun 27/feb/2012 21:00:47

Akita e Sibilin ha scritto:Ti consiglierei di evitare solo una certa espressione, sai com'è, regolamento e me moderatrice ;P
Hai ragione! Sistemato u.u
Akita e Sibilin ha scritto:una forma animale è qualcosa di più semplice da simbolizzare, e meno influenzabile (insomma, se immaginassimo un daimon arcangelo o un daimon, che so io, palla rossa sarebbe più facile cadere in parzializzazioni del simbolo). Naturalmente, deve essere posto l'assunto di un'adeguata preparazione introspettiva alle spalle. Nel senso, le analisi delle forme o una forma ti può dare una traccia, sei tu che devi scoprire, personalmente e con i tuoi modi, il perchè. Certo, se uno non vuole dare forme tanto di cappello, non è questa la cosa più importante di tutte... :lol:
Il simbolo è chiaramente un metodo per esporre il daimon ad una veloce comprensione della comunità, visti i suoi collegamenti con le analisi e tutto quanto.
Tuttavia, al di là della reale validità delle analisi, non ritengo che ci sia proprio la necessità di un simbolo che venga compreso worldwide nella comunità, trattandosi appunto di qualcosa di interiore: infatti, ho sottolineato come a mio avviso la qualità dell'introspezione sia la stessa, con o senza la forma, che viene attribuita dalla stessa persona solo per un suo personale "uso-consumo" :)
Akita e Sibilin ha scritto:ho sempre considerato uest'entità come una sorta di "ponte" tra le parti freudiane (o tra le parti e basta) del nostro essere. Non è vincolato da alcuna, è semplicemente parte a sua volta, parte che ha una maggiore libertà di esplorazione.
Esatto! Il concetto che volevo esprimere è proprio questa sua caratteristica di passare da una parte all'altra, senza rimanere vincolato a nessuna in maniera decisiva (escluso il Super-Io, che essendo appunto più esterno è più collegato allo stesso daimon)
Akita e Sibilin ha scritto:Credo però che alcune parti dell'inconscio si ripercuotano sul daimon stesso e su come ci rapportiamo a luii/leii, sul suo carattere eccetera. Sono seguace della tesi: "l'inconscio trova sempre il modo di fregarti in qualche modo", e penso che anche il daimon non sfugga del tutto, benchè parte infinitamente più libera di noi come "esseri coscienti".
E' un'idea interessante. Io ritengo che sia decisamente più svincolata dalle parti dell'inconscio, se non totalmente slegata, solo che, proprio per quel carattere "epistemologico" citato, non si riesce in maniera razionale a discernere perfettamente le due cose, e quindi sembra influenzato anch'esso dall'inconscio :?
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Rani e Katya » lun 27/feb/2012 21:12:45

tl;dr.
Tutto letto; da rispondere u.u
Nemo-Cassandra ha scritto:(Ante Scriptum: Si ringrazia Ranieri per avermi rotto i c*****ni e avermi così convinto a postare. Ti voglio bene :mrgreen:)
Mi sto esercitando per fare maieutica, si vede che a qualcosa serve (?)

In linea di massima, ammiro la grande pazienza che hai avuto nello sperimentare ciascuna tesi :mrgreen: Io sto ancora portando avanti un'indagine, ma mancano elementi, purtroppo ç_ç E col daimon non c'entra nulla, quindi freganiente (?)
Nemo-Cassandra ha scritto:LA PRIMA TESI: L’ESISTENZA VITALE INDIPENDENTE
E questa non è nulla di rivoluzionario, hai solo messo per iscritto in un unico post varie teorie dette in giro per il forum e ormai accettate da tutti :P Ovviamente non dico che non sia stata una buona idea u.u
Nemo-Cassandra ha scritto:LA SECONDA TESI: COMUNICAZIONE E FORMA
Anche riguardo alla relatività della comunicazione era già stato detto tutto :P Però l'idea che dipenda dalla predilezione e dalla propensione della persona mi piace, è un'idea nuova :D E effettivamente ci sta anche bene :P
Riguardo alla forma, sai già che neanch'io ci credo fino in fondo :mrgreen: Fa parte della "dottrina", quindi la "insegno" nel caso stia avvicinando una persona al Daimonismo, ma non condivido l'idea fino in fondo :P
Non riesco a spiegarmi perché se un daimon è privo di forma, è possibile e facile visualizzarlo solo nella forma che più assomiglia all'uomo. Senza contare che in tutto il tempo che ho passato a sfogliare analisi, molte combaciavano negli stessi punti. Wtf, allora qual è quella più simile a me? çwç No, la forma è qualcosa che attribuiamo noi al daimon e pertanto che io visualizzi Katy come lupo o come opossum transessuale (?????) è lo stesso, secondo me :roll: Senza contare i casi in cui lo stesso daimon dice che forma ha. Questo mi sembra impossibile! D:
Nemo-Cassandra ha scritto:LA TERZA TESI: IL PRINCIPIO D’AIUTO
Questa definizione del perché il daimon aiuti l'uomo mi piace un sacco, sento che calza a pennello °w° Il daimon che aiuta l'uomo perché è suo compito e sua missione farlo... figata °w° Non so bene che altro dire al riguardo :lol:
Nemo-Cassandra ha scritto:LA “QUARTA TESI”
Non mi pronuncio. Non perché non condivida o altro, ma semplicemente perché non ho capito una sAga. ç_ç Non so cos'è di preciso l'ES, l'Io e il Super-Io, aspetterò di studiare Freud e la rileggerò D:

.
.
.

Schlomo, lol.

Nemo-Cassandra ha scritto:(se riuscite ad arrivare fino a qui...xD)
Ci sottovaluti u.u Taci, che è davvero tanto se hai letto e.e[/quote] çwç

Che dire? Ammiro il modo con cui hai argomentato il tutto in maniera razionale ed empirica :P Io nelle tesi sono molto meno pragmatico, di solito, sono quasi "fantasioso" :lol: Al di là di quanto si possa condividere o meno ciò che dici, hai fatto un lavoro coi fiocchi u.u
E condivido quasi tutto, ma già lo sai perché ne avevamo parlato :roll:
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » lun 27/feb/2012 21:15:13

Nemo-Cassandra ha scritto: Tuttavia, al di là della reale validità delle analisi, non ritengo che ci sia proprio la necessità di un simbolo che venga compreso worldwide nella comunità, trattandosi appunto di qualcosa di interiore: infatti, ho sottolineato come a mio avviso la qualità dell'introspezione sia la stessa, con o senza la forma, che viene attribuita dalla stessa persona solo per un suo personale "uso-consumo" :)


E' un'idea interessante. Io ritengo che sia decisamente più svincolata dalle parti dell'inconscio, se non totalmente slegata, solo che, proprio per quel carattere "epistemologico" citato, non si riesce in maniera razionale a discernere perfettamente le due cose, e quindi sembra influenzato anch'esso dall'inconscio :?
Sono troppo pigra per separare le due parti! xD
in ogni caso, sono d'accordo con te sul fatto che la forma non influenzi l'introspezione, infatti credo che sia l'ultima cosa. Penso solo che sia un modo semplice e diretto per darsi un riferimento, un modo che "parte da qualcosa" e che rende più "terrena" una cosa difficile come l'introspezione. Una forma reale come quella dell'animale può essere la più difficile da mistificare, a patto ovviamente di una totale sincerità con se stessi, ma comunque la forma si inscrive nelle sovrastrutture, non nella parte in sè, un po' come la voce o il sesso. Sono solo modi che abbiamo per interpretare il daimon, e non sono nemmeno intrinsecamente parte di esso (benchè sia stata Sibilin a suggerirmi praticamente tutto di leii, forma compresa, ma ho la mia spegazione).

Per la seconda, ho sempre pensato che ci fosse una strettissima connessione tra daimon e inconscio. L'entità-daimon è molto più libera di noi, può viaggiare ovunque, anche in parti recondite e abbastanza strane di noi stessi, facenti parte di riflessi ancestrali, influenze oscure da parte della cultura dominante, eccetera. Tutto questo ci dà una maggiore consapevolezza di noi stessi e dei nostri limiti, ma difficile pensare che il daimon non ne venga in parte influenzato, anche perchè non puoi negare una componente esperienziale in quello che il daimon è, ovvero che anche questa parte venga influenzata da quello che ci succede nella vita. Ne è probabilmente più libera proprio per la sua capacità di viaggiare e spaziare, ma niente è libero in noi, poichè è tutto un'unità.
Probabilmente anche a questo si devono le inferenze da parte di enti pseudodaimoniani, che io ho sempre identificato come rimossi o inconscio che trovano una finestrella "aperta" grazie al rapporto introspettivo che abbiamo con noi stessi.

Ancora una volta, ditemi se non si capisce, ho la capienza mnemonica di un moscerino attualmente.
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Messaggio da Nemo-Cassandra » lun 27/feb/2012 21:24:06

Rani e Katya ha scritto:E questa non è nulla di rivoluzionario, hai solo messo per iscritto in un unico post varie teorie dette in giro per il forum e ormai accettate da tutti :P Ovviamente non dico che non sia stata una buona idea u.u
A volte è necessario specificare l'implicito :P
Rani e Katya ha scritto:Non riesco a spiegarmi perché se un daimon è privo di forma, è possibile e facile visualizzarlo solo nella forma che più assomiglia all'uomo.
Non che più assomiglia, ma che più è conforme alla "tendenza naturale", che è diverso: tra somigliare e associare mentalmente c'è differenza, ed è la seconda ad essere quella più spontanea. Ovvio, può capitare che le due cose coincidano, ma è la parte naturale ad essere quella predominante a livello generale :P
Rani e Katya ha scritto:Senza contare i casi in cui lo stesso daimon dice che forma ha. Questo mi sembra impossibile! D:
Più che altro bisogna valutare se si tratta di autosuggestione oppure di qualcosa di conforme all'idea che ho esposto. E' sempre possibile che una persona si autoinganni e faccia dire ad un presunto daimon una forma che in realtà ha già scelto lui xD, però se il daimon propone una forma che all'uomo calza in maniera naturale è un altro paio di maniche, perché secondo me implica semplicemente che c'è volontà da parte di entrambi di rafforzare il contatto :).
Rani e Katya ha scritto:Il daimon che aiuta l'uomo perché è suo compito e sua missione farlo... figata °w°
Non è proprio "suo compito", diciamo che viene istintivo e intuitivo xD
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Re:

Messaggio da Rani e Katya » lun 27/feb/2012 21:28:08

Nemo-Cassandra ha scritto:
Rani e Katya ha scritto:Non riesco a spiegarmi perché se un daimon è privo di forma, è possibile e facile visualizzarlo solo nella forma che più assomiglia all'uomo.
Non che più assomiglia, ma che più è conforme alla "tendenza naturale", che è diverso: tra somigliare e associare mentalmente c'è differenza, ed è la seconda ad essere quella più spontanea. Ovvio, può capitare che le due cose coincidano, ma è la parte naturale ad essere quella predominante a livello generale :P
Ma infatti se non si fosse capito era una risposta alla "teoria tradizionale" :lol:
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Nemo-Cassandra » lun 27/feb/2012 21:37:04

Akita e Sibilin ha scritto:Penso solo che sia un modo semplice e diretto per darsi un riferimento, un modo che "parte da qualcosa" e che rende più "terrena" una cosa difficile come l'introspezione. Una forma reale come quella dell'animale può essere la più difficile da mistificare, a patto ovviamente di una totale sincerità con se stessi, ma comunque la forma si inscrive nelle sovrastrutture, non nella parte in sè, un po' come la voce o il sesso. Sono solo modi che abbiamo per interpretare il daimon, e non sono nemmeno intrinsecamente parte di esso.
Di sicuro in un periodo e ambiente come questo è molto difficile allacciare materialità ed introspezione, che sembrano due giganteschi mondi separati xD.
Tuttavia, ritengo che le premesse introspettive che ci sono nella creazione del simbolo-animale (quella che tu definisci come totale sincerità con se stessi) siano uno spreco di forze ed energie, anche se sono finalizzate ad un allacciamento con la realtà. Vedo in qualche modo più genuina un'eventuale forma creata in maniera spontanea dalla persona stessa, se quest'ultima ne vede la necessità, piuttosto che crearla appositamente :).
Akita e Sibilin ha scritto:difficile pensare che il daimon non ne venga in parte influenzato, anche perchè non puoi negare una componente esperienziale in quello che il daimon è, ovvero che anche questa parte venga influenzata da quello che ci succede nella vita.
Oh sì, in questo senso sono d'accordo, è chiaro che non si tratta di una divinità onnisciente e trascendente dalla nostra intima personalità e che quindi subisca l'influenza degli eventi xD, è un limite che va tenuto in conto.
E' probabile che mi sia espresso male: io per slegato intendevo riferirmi principalmente al fatto che non possiede le limitazioni che la nostra parte conscia possiede, e che quindi possa sguazzare in ogni lato dell'inconscio, per quanto sia o meno influenzato. Poi, per le modalità d'espressione di tali elementi inconsci, è spiegato nella tesi come sia complicato o impossibile recepirli ;)


@Rani: No, non l'avevo notato xD
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Cassandra e Sibilin » lun 27/feb/2012 21:43:32

Io invece credo che, soprattutto per cominciare, sia più facile e "sicuro" imbarcarsi con una forma animale, o più semplicemente senza forma alcuna. Una forma, per così dire, "inventata" può subire numerosissime influenze da parte di ogni parte di noi stessi, influenze che disturbano in parte uno sforzo di astrazione. A questo punto il concetto di forma è meglio trattarlo con estrema relatività, anche se io preferisco innanzitutto il daimon in sè, poi anche in forma di pallina a pois andrà bene (nonostante così non mi sembra di essere troppo sincera con me stessa). Una forma inventata andrà bene ad un certo stadio, quando si è giunti ad una certa consapevolezza capacità di astrazione al di fuori di ogni immaginazione in sè, sempre secondo me (ah, spero che questo punto si capisca). Non puoi mettere qualcuno che ha appena cominciato a contattare il daimon in questi panni, finiresti per incontrare uno dei notevoli mostri che abbiamo avuto in questi anni :lol

Beh, allora siamo praticamente dello stesso punto di vista! xD
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Re: Le Teorie di Nemo

Messaggio da Nemo-Cassandra » lun 27/feb/2012 21:52:01

Akita e Sibilin ha scritto:Una forma, per così dire, "inventata" può subire numerosissime influenze da parte di ogni parte di noi stessi, influenze che disturbano in parte uno sforzo di astrazione.

Una forma inventata andrà bene ad un certo stadio, quando si è giunti ad una certa consapevolezza capacità di astrazione al di fuori di ogni immaginazione in sè, sempre secondo me (ah, spero che questo punto si capisca). Non puoi mettere qualcuno che ha appena cominciato a contattare il daimon in questi panni, finiresti per incontrare uno dei notevoli mostri che abbiamo avuto in questi anni :lol:
E' questo il punto: non è inventata!
Ho coniato la parola "naturalità" proprio per sottolineare al meglio questo elemento: la forma che l'uomo immagina non è tirata giù dalla fantasia né tantomeno se la inventa di sana pianta da un giorno all'altro, gli viene semplicemente spontanea da dentro come se ci fosse sempre stata, è qualcosa che solo l'uomo stesso può comprendere perché sono processi psichici di unica composizione.
Prima ho risposto a Ranieri circa il daimon che "propone" la forma: io credo che spesso sia causato dall'autosuggestione. E' difficile che daimon ed uomo concordino una forma che esce intuitivamente dai recessi della psiche. Può capitare, ma la vedo come una volontà esterna, che non c'entra col concetto di naturalità da me esposto (infatti mi sa che ho sbagliato ad esprimermi, nella risposta a lui D: )
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