Vademecum personale di Saph e Phoenix

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Saphiry e Deianira
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Vademecum personale di Saph e Phoenix

Messaggio da Saphiry e Deianira » ven 07/nov/2014 16:30:46

Buongiorno a tutti! Non credevo che avrei mai fatto 'sta cosa, ma alla fine mi sono decisa. Cominciamo!

Cos'è il daimonismo?

Nonostante il nome possa richiamare alla mente i demoni, il daimonismo non c'entra nulla con questo genere di cose.
Non si tratta di una setta né di una religione e tantomeno di una qualche strampalata faccenda in cui ti viene permesso di metterti in contatto con enti esterni a te e misteriosi (insomma, niente sedute spiritiche).
Non è un credo e non è un'associazione a delinquere.
Si tratta di una filosofia (io preferisco chiamarla “stile di vita”) basata sull'introspezione e sul superamento di quella linea sottile che divide la parte cosciente della mente da quella subcosciente.

Ma cos'è un daimon?

Ti è mai capitato di fare qualcosa di sbagliato e sentire una vocina o addirittura un'emozione che ti facessero capire di essere in errore? Ecco, quello è il daimon. Tutti ne hanno uno e tutti ricevono impulsi da lui, ma raramente capiscono che possono impostare la comunicazione in modo più diretto, in modo da ottenere risposte a specifiche domande anziché aspettare passivamente queste sensazioni.
Alcuni lo chiamano coscienza, altri “angelo custode”. Insomma, ci sono molte interpretazioni, ed io vi fornirò la mia.
Io sono una persona molto pragmatica e mi sono sempre chiesta cosa fosse un daimon nello specifico. È chiaro che daimon e coscienza possono essere sinonimi (il suo ruolo è anche quello, in effetti). Credo, anche se la risposta potrebbe non soddisfare tutti, che il daimon sia quella parte del nostro cervello che ci distingue dagli altri animali (i quali non hanno senso morale, e non lo dico affatto con cattiveria visto che io amo gli animali!) e quindi si tratta della nostra parte più razionale, che sa esaminare le cose con lucidità senza farsi trascinare dai sentimenti.
Qual è dunque quella parte del cervello deputata a ciò? Direi la corteccia prefrontale, sede delle funzioni superiori quali memoria e apprendimento, capacità di giudizio e persino senso morale e religioso! Non è stupefacente?
Ricordiamo che alla corteccia cerebrale è collegato il talamo. Il talamo è un vero e proprio filtro critico degli stimoli: li raccoglie, li valuta e poi li manda alla corteccia. Ecco, alcuni particolari nuclei (ovvero gruppi di neuroni) del talamo, detti nuclei aspecifici, intervengono in aspetti di tipo cognitivo quali consapevolezza, motivazione, ecc.
A parer mio, dunque, il daimon genera da queste strutture: esso è ragione (decisamente NON istinto), memoria, auto consapevolezza, etica.
Perchè dico che un daimon non è istinto? Beh, molto semplice: l'istinto non consiglia la strada giusta, ma quella che sembra giusta nel momento in cui decidiamo. Non prende decisioni corrette sul lungo termine ma si basa sulle sensazioni. E ci mette nei guai. Inoltre può essere accecato, limitato o abbagliato dai nostri sentimenti e da quello che vorremmo che fosse reale; ad esempio, desideriamo che il ragazzo che ci piace, sia innamorato di noi a sua volta e, se non usiamo la ragione, non riusciamo a capire che lui in realtà non ci fila di striscio.
Ma la coscienza non agisce così, no? Lo sappiamo tutti. La coscienza è ciò che ti dice le verità scomode. E' ciò che ti permette di andare a fondo. Quindi il daimon è ragione, non sentimento, e meno male!
Per fare un esempio pratico, io tendo a scaldarmi facilmente quando discuto e quell'altro non la pensa come me (sì, lasciamo stare, sono un cane cattivo), quindi mi infervoro perchè io ho ragione e l'altro no. Pho (Phoenix, il mio daimon se ancora non lo conoscete) invece è calmo e mi tranquillizza, mi dice di stare buona e che non ha senso che io mi arrabbi, non possiamo mica pensarla tutti allo stesso modo.
Se Pho fosse frutto dell'istinto, cosa succederebbe? Io in quel momento sono incavolata e l'istinto sarebbe quello di prendere per le orecchie l'altra persona. Ma Pho non è affatto così. È quella parte che, con voce calma e bassa, mi rincuora e mi calma. Non quella che mi spinge a seguire i sentimenti. È raziocinio e amore allo stato puro.

Cosa può fare un daimon?
Io direi di cominciare da “cosa non può fare”. Un daimon non può:
-Ricevere stimoli visivi, uditivi, gustativi, olfattivi o tattili. Perchè? Perchè un daimon non ha un corpo, quindi non ha recettori, non ha coni e bastoncelli, non ha orecchio interno e coclea. Lui sfrutta i nostro sensi, i nostri occhi e le nostre orecchie per capire il mondo circostante. Dopotutto è ovvio, no? Un daimon è parte della nostra mente, è interno a noi, non esterno. L'unico vero corpo che ha è il nostro.
-Sapere cose che il suo umano non sa. Ribadiamo un'altra volta: il daimon è interno a noi. Usa il nostro cervello, è da lì che attinge informazioni per parlare, criticare ed elaborare dati. Non può mettersi in autonomia a studiare, no? Se tu, quindi, non hai studiato oppure sei all'oscuro di qualcosa, non puoi pretendere che il tuo daimon sappia. Magari tirerà ad indovinare, ma non ci azzeccherà più di quanto non ci azzeccheresti tu.
-Mentire. Non penso che un daimon direbbe mai una balla al suo umano: sono tipi che dicono la cruda verità. Magari la addolcisce, ma non vi mentirà. Non sarebbe un buon daimon. Così come non lo sarebbe se vi dicesse quello che volete sentirvi dire o se vi proteggesse sempre come se foste fatti di cristallo, dando agli altri la colpa quando il problema siete voi. Se accadono queste cose, iniziate a domandarvi se non vi state rispondendo da soli.
-Vedere i daimon altrui. No, non può vedere i daimon degli altri, non può interagirvi e non può sapere che forma abbiano. Sempre per il discorso di prima: il daimon è dentro di noi. Quando lo proiettiamo, gli diamo un corpo fittizio. Non è davvero lì. Rimane sempre e comunque nella nostra mente, dentro la nostra scatola cranica. Questo è un concetto fondamentale.
Cosa può fare, invece? Beh, un daimon può:
-Elaborare dati in modo più critico e attento di quanto non faresti tu. Questo perchè lui non si lascia, solitamente (ebbene si, anche Pho si arrabbia a volte), accecare dai sentimenti e sa essere oggettivo anche quando tu non riesci
-Pescare dati, immagini e idee che tu credevi di aver perso. Il mio professore di neuroanatomia dice che noi non dimentichiamo niente: è come se mettessimo i ricordi in un cassetto e perdessimo la chiave. Ecco, nel nostro cervello è immagazzinata la nostra memoria ma a volte non sappiamo quale impulso dobbiamo dare per farla riemergere. Un daimon ha la possibilità di spaziare sui vari livelli della mente e trovare cose che credevamo smarrite. Lui passa tra le fessure, le chiavi non gli servono. Per chiarire bene, lascio parlare Phoenix: allora, noi daimon (o coscienze, come volete chiamarci) non abbiamo un'idea precisa di come funziona un cervello, non più di quanto voi umani sappiate come funzionano i tubi dei rubinetti nelle case in cui vivete. Non sempre sappiamo cosa stiamo facendo, ma arriviamo a un risultato. Andiamo un po' a caso. E troviamo sempre qualcosa.
-Aiutarti a mantenere la calma. Durante un esame, puoi non ricordarti cose a causa dell'ansia. Il tuo daimon ti aiuterà a stare tranquillo e a ripescare nella tua mente.
-Consolarti, volerti bene, aiutarti in ogni modo e consigliarti. L'amore del tuo daimon è di un tipo tutto particolare. Farebbe qualsiasi cosa pur di farti star bene, anche con metodi poco ortodossi (magari modi bruschi o sgridate epocali). Qualsiasi cosa faccia, lo fa per il tuo bene.

Il primo contatto
Ah, qui viene la parte difficile. Contattare un daimon spesso è una faccenda un po' complicata, ma fidatevi, ce la potete fare. Ora vi spiego come:
-Ritiratevi in una stanza silenziosa, tanto da poter sentire chiaramente i vostri pensieri
-Sedetevi (in modo da diminuire un po' il battito cardiaco e rimanere più calmi) e fate un respiro profondo. Distaccatevi dal battito del cuore. Fate più respiri, se necessario, inspirando lentamente col naso ed espirando con la bocca. Questa tecnica può essere utile anche durante gli attacchi di panico, è così che l'ho imparata
-In alcuni casi può essere utile chiudere gli occhi. Io non lo feci, ma può aiutare a concentrarsi ancora di più sulla propria mente senza essere distratti dall'esterno
-Mantenete la mente in uno stato di aspettativa e ricezione. È difficile da spiegare: bisogna settarsi su un certo livello per comunicare con il proprio daimon, ma prima del primo contatto è difficile capire quale, a volte. Quindi, rimanete pazienti, positivi e con l'idea che sentirete sicuramente una vocina
-Domandate qualcosa o dite un “ciao”. Per molti è iniziata così. Ricordate di non chiudere la mente, altrimenti non sentirete un bel nulla. Siate ricettivi!
Probabilmente otterrete una risposta, anche se sarà necessario più di un tentativo. La sensazione data dal primo contatto è qualcosa di bellissimo, lo ricordo ancora nonostante siano passati otto anni.
Ricordatevi alcune cose:
-Non sentirete mai la voce dal daimon netta e distinta come se a parlarvi fosse un essere umano
-Il tono di voce sarà probabilmente molto simile al vostro; decidete insieme se darle/gli una voce differente per distinguere meglio le due
-La voce proviene da dentro la vostra testa. Io la sento rimbombare sulle tempie, molti invece parlano di una sensazione particolare alla nuca; in ogni caso, la voce non viene da fuori e non la sentirete con le orecchie
-I vostri pensieri si accavallano spesso e a volte sarà difficile distinguere chi sta dicendo cosa: in quel caso io trovo utile parlare a voce alta
-All'inizio potrà sembrarti di parlare da solo, ma pian piano noterai che non è così
-A volte il daimon risponderà alle tue domande ancora prima che tu le formuli, e tu intuirai il suo pensiero prima che lui l'abbia espresso: è normale
Con il tempo vi riuscirà sempre più facile comunicare e potrete farlo anche con metodi alternativi al discorso diretto. Phoenix, ad esempio, quando sono troppo concentrata e non riuscirei a sentirlo parlare, mi manda delle emozioni. È un ottimo metodo, molto diretto e più facile da percepire, per me. Pian piano succederà anche a voi, man mano che il rapporto migliora e raffinate la tecnica insieme.
La comunicazione progredirà con l'andare del tempo e sta anche a voi scoprire nuovi modi per interagire: colori, immagini, emozioni, frasi. Tutto fa brodo!

Il nome e il sesso
Potete attribuire un nome e un sesso al vostro daimon. Potete deciderlo insieme, oppure potrebbe essere lui a presentarsi con un nome fresco fresco! Alcuni si lasciano chiamare come volete, altri fanno più storie, altri ancora si accontentano di essere chiamati daimon. Tuttavia a parer mio è più facile parlare con qualcuno che ha un nome! Inoltre sarà un altro modo per rendere unico il vostro daimon e rafforzare il vostro legame.
Il nome di Phoenix, ad esempio, l'abbiamo scelto insieme.
Un daimon di suo non ha sesso, ma potete attribuirgliene uno. Pho è un maschio e non riuscirei mai a immaginarlo come femmina! Alcuni daimon tendono a cambiare sesso, altri si decidono e non si smuovono più. La seconda situazione è la più comune, ma varia molto da persona a persona.
Un tempo si diceva che la regola fosse: umano maschio e daimon femmina o viceversa. In realtà non è davvero così, anzi. Per ora sul forum una buona fetta di persone ha un daimon del suo stesso sesso. Non è poi così inusuale, anzi, sembrerebbe abbastanza comune.
Alcune persone non attribuiscono alcun sesso al daimon.
Ricordate che il sesso del daimon può dirvi qualcosa in più su di voi e può influenzare la proiezione nel caso in cui nell'animale scelto ci sia un forte dimorfismo sessuale (ad esempio nel leone, nei germani reali, nel diamantino mandarino).

Forme e proiezione
Se siete come me, ovvero incalliti amanti degli animali, può essere che vi siate avvicinati al daimonismo anche per la faccenda della forma animale.
Chiariamo subito: il daimonismo NON c'entra nulla con theriantropy, con il furry e con altre robe del genere.
Nel daimonismo la forma animale non significa che tu sei quell'animale. Ma procediamo con ordine.
Specifichiamo che il daimon può prendere tutte le forme di questo mondo, ma prevalentemente si utilizzano:
-Nessuna forma, o comunque nessuna ben definita: può essere una nuvola, una stella, una luce, oppure non avere proprio forma.
-Forma animale: la forma più comune e più semplice da utilizzare. Quando parlerò delle due scuole, torneremo su questo punto.
-Forma umana: usata raramente, a parer mio meno comoda e meno significativa di quella animale. Non amo avere un uomo che mi fissa mentre faccio la doccia, quindi io uso sempre e solo forma animale.
Ora, perchè noi usiamo la proiezione? Semplice: per comodità. Parlare a qualcosa che ha una testa e un corpo viene molto più facile e naturale, no? Inoltre possiamo “dare un corpo” al nostro daimon e lasciare che sia lui autonomamente a decidere i movimenti. Gli diamo della libertà in più e più possibilità di dimostrarci affetto o persino di farsi capire!
Esempio: Phoenix è un cane (o un lupo, a volte) e io sono una sfegatata cinofila. Conosco il linguaggio corporeo dei cani, lo capisco bene. Ecco, a volte Pho utilizza questo metodo per comunicare con me: se rizza il pelo e ringhia, è arrabbiato o irritato. Se scodinzola a bocca aperta, è molto allegro. Questo per dire che anche la proiezione può aiutare la comunicazione.

Come si proietta, dunque?
Beh, in realtà è molto semplice, anche se spiegando sembra complesso. Cominciamo.
-All'inizio sarà opportuno immaginare il daimon come un animale che conoscete bene, ad esempio un cane o un gatto se ne avete uno. Io immaginai Pho per la prima volta in forma di lupo perchè erano animali di cui avevo visto molti documentari. Vi verrà più semplice così perchè conoscete già le forme e le movenze di quell'animale.
-Il passo successivo è semplicemente guardare un punto e immaginare che l'animale che avete in mente sia lì. Proiettatelo, in poche parole. Se vi viene difficile, prima chiudete gli occhi e visualizzatelo, poi fate la stessa cosa ad occhi aperti
-All'inizio vi sembrerà di muovere voi l'animale, ma è solo perchè nessuno di voi due ci è abituato. Pian piano sarà il daimon stesso a controllare il corpo che gli fornite.
Se avete difficoltà potreste provare questo trucchetto
-Non proiettate nel punto che state fissando, ma molto al limite del campo visivo. Proiettate, dunque, con la coda dell'occhio. A me viene più semplice, ad esempio
Anche qui ricordatevi di non avere aspettative troppo alte: non vedrete nitidamente un animale fatto e finito come se davanti a voi ci fosse un cane in carne ed ossa. Nella migliore delle ipotesi, vedrete una sagoma colorata e traslucida. Ricordatevi che se proiettate verso un muro, non dovete guardare fissamente, ma mettere a fuoco su qualcosa appena prima del muro. Non perdetevi d'animo.

Le due scuole
Come avrete notato, esistono due scuole. In realtà concepiscono il daimonismo nella stessa identica maniera, l'unica cosa che cambia è l'interpretazione delle forme. Abbiamo la scuola simbolista, di cui faccio parte anch'io, in cui si pensa che la forma del daimon rispecchi il carattere della persona. Per conto mio, questa faccenda è talmente radicata in me che se Pho prende forme che non combaciano con la mia personalità, non riusciamo più a comunicare.
Facciamo un esempio per chiarire meglio la cosa: se il daimon di qualcuno è un lupo, quella persona sarà gregaria, timida, autoritaria, forte, collaborativa.
Nella scuola simbolica facciamo analisi, ovvero analizziamo e antropomorfizziamo il comportamento dei singoli animali in modo che in simbolisti sappiano su che forme orientarsi.
Abbiamo poi la scuola soggettivista. Personalmente non me ne intendo moltissimo, quindi ne parlerò in breve per non fare svarioni, ma nel soggettivismo la forma del daimon non combacia necessariamente con il carattere, piuttosto ha un significato personale per il daemian. I motivi sono molto variabili. In questa scuola ci sono anche persone che non ritengono necessario dare al daimon una forma, pur comunicandovi.

Forma animale e analisi
Io sono della scuola simbolista e preferisco parlare di quello che conosco piuttosto che rischiare di dire sciocchezze. Allora affrontiamo il discorso della forma animale.
Non capita spesso perchè qui abbiamo molta gente seria, ma talvolta accade che qualcuno prenda un po' come un gioco questa storia della forma.
Allora.
Sono assolutamente dell'idea che la forma e la proiezione siano secondarie rispetto alla comunicazione (non nel senso che si debba fare a meno della forma, ma solo che non è così importante come il riuscire a parlare) e credo che molti altri la pensino così.
Ci sono i due modi diversi di concepire la forma: legata al carattere oppure non legata al carattere. Se scegliete la prima via e chiedete un'analisi inversa, fatelo preparandovi ad accettare le risposte. Quello che intendo non è che dovete dare ragione ciecamente agli analisti, ma solo che se desiderate intensamente un daimon tigre ma siete socievoli, giocherelloni, gerarchici e gregari, nessun analista vi consiglierà mai un felino. Prendete atto della cosa. Se non volete sentirvi dire cose del genere, evitate di frustrare gli analisti i quali lavorano duramente per cercare un animale che corrisponda e si sentono rispondere che la tigre combacia anche quando non è vero. Non prendete in giro noi e voi stessi.
Fate anche delle ricerche per conto vostro, documentatevi: gli analisti possono sbagliare. Non rifiutate una forma solo perchè non è “bella” secondo voi. Ogni animale ha qualcosa di straordinario che vale la pena sapere.
Inoltre evitate a tutti i costi di cadere nel tranello della “forma figa”, perchè nessuno vi prenderà sul serio. Forma figa sarebbero animali particolari, ad esempio lupi alati fucsia, leopardi bianchi con gli occhi rossi, cani molto fuori standard, come un san bernardo nero con le orecchie a punta. Questo genere di cose viene considerato molto poco serio dai simbolisti ma anche dai soggettivisti, perchè penseranno tutti che vi importi solo della forma e non della comunicazione. Allo stesso modo, draghi, fenici, unicorni e altri animali fantastici sono guardati con enorme sospetto e personalmente (ma non sono l'unica) ritengo non siano forme adatte alla stabilizzazione. Troppo difficili da interpretare, se non impossibili, ma non solo.
Non pensate che la scuola soggettivista sia una corrente di pensiero “di ripiego”, ovvero non fate questo ragionamento: “la tigre mi piace, è un animale bello, ho chiesto l'analisi e mi han detto di no, quindi per mantenere la forma che pare a me, mi sposto nel movimento soggettivista”.
Non è così che funziona, quel movimento non è lì per raccogliere “gli scarti” perchè la forma non viene presa come un gioco, ma come qualcosa di strettamente personale.


Spero di avervi aiutati e lo spera anche Pho! Se avete domande, non abbiate timore di farle :)
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Lisa
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Re: Vademecum personale di Saph e Phoenix

Messaggio da Lisa » mar 23/lug/2019 20:48:53

Per qualche motivo leggere il tuo verdectum mi ha rilassato ahaha, molto utile, grazie u.u

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Beatrice e Hashila
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Re: Vademecum personale di Saph e Phoenix

Messaggio da Beatrice e Hashila » mar 23/mar/2021 14:13:03

C'era il vuoto nella mia mente, è arrivato il tuo vademecum e tutto è stato chiaro.
*Basta scemenze.*
Si ok, forse Hash ha ragione, comunque mi hai aiutata molto con questo vademecum così chiaro e conciso, proprio di cui una povera dodicenne ha bisogno :lol:
Ho capito molte cose della natura del mio/a daimon (dobbiamo capire meglio il sesso) ed ora inizierò a sfondarmi di documentari perché purtroppo non ho un animale da osservare, salvo la mia povera sorella che è utile quanto i calzini spaiati smarriti nella lavatrice :lol: *Cara mia, quali problemi ti spingono a ciò? Parliamone, sono qui per questo...*
Grazie mille, comunque volevo chiedere: quindi è normale che talvolta il mio daimon non sembri manifestate le stesse mie emozioni? Mi spiego: ieri sera stavo guardando una serie che mi ha entusiasmato moltissimo e quando sono andata in bagno (che è praticamente la sala conversazioni mia e di Hash :lol:) Hash non era così entusiasta come me, era antipatico/a come al solito *Graaaazie* oltre ad aver assunto temporaneamente la forma del daimon di Lord Asriel (perché si, ho una cotta per lui, ok? Giudicatemi, su, giudicate me e il/la povera Hash che per le mie turbe mentali ha cambiato sesso :lol:); eppure ne comprendo le ragioni, perché effettivamente non avevo questo gran motivo di essere così elettrizzata e Lord Asriel manco c'era in quella puntata :lol: (sto guardando la serie per la prima volta, perdonatemi), quindi si, non è stata una cosa estranea a me ma una semplice diramazione e razionalizzazione del mio pensiero, no?
Spero che qualcuno mi risponda e grazie per la lettura :)
Immagine
Io sono te e tu sei me
Non mia sei e non tua sono
Un unico insieme ci accomuna

Noi, per sempre.

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