Commenti a "Daimon che rifiuta l'instabilità"

Pubblichiamo teorie ed esperienze su forma e stabilizzazione!
Claudio-Olyandra
Daemian
Messaggi: 4885
Iscritto il: dom 03/feb/2008 13:57:00
GPC: 02 gen 2008
Forma: Albatro urlatore
Località: Catania
Età: 32

Re: Daimon che rifiuta l'instabilità

Messaggio da Claudio-Olyandra » mar 04/nov/2014 21:51:56

Noto con dispiacere che gli alterchi si fanno vieppiù frequenti: quando un fatto si ripete con una periodicità eccessiva, la causa è probabilmente da ricercarsi nella mancanza o insufficienza delle cautele atte a prevenirlo. Il Regolamento del Forum e le Interpretazioni Autentiche sono chiari nel delimitare l'area del proibito, e non si può dilatarla a dismisura senza trasformare la vita in Comunità in una caserma soffocante: la soluzione va, dunque, ricercata nella zona dei conflitti formalmente leciti, eppure dannosi per l'atmosfera di amicizia e solidarietà. Parliamo della saggezza e della logica, risorse preziose per scansare l'animosità e preservare una dignitosa armonia, rinviando ad altre sedi i confronti più serrati e le liti più focose. :)

In particolare, la saggezza e la logica esortano a non abbandonare la via sicura dell'esame sereno ed obiettivo delle parole per la via insidiosa della congettura risentita e soggettiva sulle persone. Su Wikipedia c'è una lunga ma sommaria lista di fallacie logiche, trappole perniciose che rovinano il confronto come un cancro ed innescano una sequenza di coltellate verbali, di sensi di ingiustizia, di fraintendimenti e disastrosi atti d'accusa reciproci. :?

Senza scendere nei dettagli, è bene chiarire fin da subito che l'egoismo dialettico (cioè l'evidenziare sistematicamente le proprie qualità o condizioni, atteggiamento rivelatore di una sovraesposizione dell'Io probabilmente dovuta ad insicurezza o vanteria o altra causa) non sempre e non necessariamente contiene calunnie, insinuazioni o aggressioni verso gli altri. Volete qualche esempio?
1) "Io sono onesto" non significa "voi siete disonesti": è un'affermazione orgogliosa della propria integrità morale, di per sé assolutamente asettica, sicché occorre avere la coda di paglia (cioè sentirsi in colpa, temere di essere in torto) per intravedervi una subdola accusa di disonestà.
2) "Io non ti credo" non significa "tu sei bugiardo/incapace/altro": è la pura e semplice manifestazione di un sentimento di incredulità, sacro ed inviolabile come tutto ciò che appartiene all'interiorità umana. Il rispetto è dovuto, mentre l'accettazione delle altrui opinioni come oro colato non può essere pretesa da nessuno.
3) "Io ho un sacco di problemi" non significa "voi, poveri mortali, avete una vita felice al mio confronto": costituisce nient'altro che la dichiarazione del proprio malessere, e a nulla vale esibire un malessere peggiore, giacché ognuno vive e conosce esclusivamente il proprio dolore e la consapevolezza che gli altri stanno peggio non lo attenua di una virgola (altrimenti, ad una persona che viene stuprata a 15 anni e si dispera si dovrebbe obiettare che in Burkina Faso molti bambini non ci arrivano neanche a quell'età e che, dunque, tale disperazione è offensiva verso di loro). Trovo veramente insensato disputare la gara della sofferenza, con il più disgraziato che conquista l'agognata ultima parola sugli altri. Se le doglianze di qualcuno non sono gradite, l'atteggiamento corretto è disinteressarsene, non certo sfoderare le proprie per vedere chi la spunterà.
Quelli che vi ho fornito sono esempi di implicature e di omini di paglia, interpretazioni forzate e faziose o vere e proprie manipolazioni dell'altrui frase, per renderla più spregevole, e perciò meritevole di attacco: come nel diritto penale, anche nei rapporti umani, la buona fede dovrebbe essere presunta e l'intenzione di insinuare, insultare o calunniare dovrebbe essere provata. Nel subodorare sistematicamente cattive intenzioni nella controparte si guadagna soltanto un clima di sospetto e di tensione, eccezionale terreno di coltura per l'ira. Non ne vale la pena, né per se stessi né per gli altri. :)

Nessuno pretende di trasformare la pubblicazione di un commento sul Forum in un esame dell'Accademia della Crusca o in un algoritmo matematico, però sarebbe cosa saggia e massimamente giovevole restare sul merito, senza attaccare la persona, senza tirare in ballo gli odiosi argumenta ad hominem (dei quali vi raccomando caldamente un'attenta lettura nella pagina sopra indicata), che devastano la conversazione e lasciano terra bruciata e tanta, tanta amarezza in tutti i partecipanti. ;)

Per restare in tema, quanto precede non contiene accuse o rimproveri impliciti, nascosti o subdoli verso nessuno: è un discorso generale, ma il fatto che io debba precisarlo, allo scopo di prevenire potenziali reazioni stizzite di chi si sente arbitrariamente messo in mezzo, è indice di un logoramento dei princìpi della logica e della sana dialettica: in condizioni normali, questa postilla finale, questo mettere le mani avanti, non servirebbe affatto. :roll:

Passando al merito, ribadisco quanto ho sempre sostenuto sul tema delle analisi: non sono il Verbo, la diagnosi infallibile del principe della sapienza, la risposta ultima ai problemi dell'uomo. Vanno prese con la consapevolezza della loro natura orientativa e inevitabilmente grossolana, non potendo neppure un milione di specie animali (altroché 400 analisi) rappresentare in modo chiaro, corretto e completo le sfumature di miliardi e miliardi di esseri umani esistenti, esistiti ed esistituri (?), ciascuno portatore di un bagaglio unico ed irripetibile di DNA e di esperienze. Di conseguenza, il richiedente non deve incaponirsi per avere una risposta perfettamente calzante con la sua intuizione e gli analisti non devono irritarsi se il richiedente persiste ostinatamente nel manifestare perplessità in ordine alla risposta ricevuta e più volte confermata. Vi esorto al buonsenso, vero antidoto contro la discordia, e tenete a mente che il Daimonismo non ha per scopo di spiegare esaurientemente i fenomeni psichici: il senso di questa filosofia è conoscersi meglio e vivere più in pace con se stessi, perciò è frustrante per quest'obiettivo intestardirsi sulle categorie conoscitive, meri strumenti al servizio dell'uomo e non tiranni onnipotenti ai quali inchinarsi. :D
Daimon uniuscuiusque humanitatis caput et fundamentum est semperque esto!

Rispondi