Il Daimon e la Vocazione

In questa sezione sono illustrati i punti caratteristici della scuola del Daimonismo che nega l'utilità delle analisi delle forme per l'introspezione.
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Ele_Nahuel
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Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Ele_Nahuel » sab 01/feb/2014 00:30:07

Ciao a tutti!
Innanzitutto comincio dicendo che mi è dispiaciuto non aver seguito questo forum negli ultimi 2 mesi..mi rendo conto sta sera di trovarmi di fronte ad una marea di post che mi incuriosiscono, ma la connessione va lentissima e il tempo comincia a scarseggiare (o piuttosto la mia capacità di veglia..). Mi sono assentata, è stato un periodo davvero pesante, e non pensavo mi trasportasse così tanto..ora non è del tutto scomparso il problema, però è come se in un certo qual modo avessi trovato una spiaggia in cui arenarmi..e ora guardo il mare in burrasca da una certa lontananza. è stato un allontanamento costruttivo comunque, ho approfondito il mio rapporto con Nahuel, e nel frattempo ho trovato elementi interessanti sul daimonismo che vorrei cominciare a condividere..purtroppo non riesco a trovare nessuno "dal vivo" che si interessi..no, anzi, che viva queste esperienze..e la cosa mi sto rendendo conto che mi soffoca non poco..sarebbe bellissimo guardare negli occhi qualcuno che sappia cosa stai dicendo..e che non ti guardi storto o con quel sorriso da "povera, ma dove vuole andare a parare?"...vabbè! scusate l'off topic.
Per riprendere il discorso: vorrei aprire questo topic proprio per condividere una mia esperienza, e per sapere se anche a voi capita la stessa cosa,o comunque vorrei sapere cosa ne pensate. In questo periodo sto leggendo "Il codice dell'anima", di James Hillman. Ho visto che qualcuno di voi lo ha menzionato sul forum. Ebbene, chi di voi lo conosce sa che in questo libro si parla di Daimon e di vocazione. Il daimon che viene menzionato però mi rendo conto che non sembra in tutto e per tutto la tipologia di daimon che intendiamo qui in maggioranza; nel libro si parla di questo Daimon, genio, angelo custode che è definito come quella entità che ti affianca fin da prima della tua nascita e per tutta la vita; ti definisce, come persona..e definisce "la tua ghianda". per non dilungarmi troppo, con questa definizione l'autore vuole indicare il "destino" scelto da te stesso prima di nascere, la tua missione, la tua vocazione, la tua "leggenda personale" (per dirla in termini di Coelho ;D ). il Daimon ti è accanto, sempre, e ti ricorda chi sei..ti ricorda cosa Fai, perchè Fai ..insomma, ti aiuta a ricordare questa tua Vocazione. Premetto che fin da piccola, ho sempre sentito questa cosa della vocazione, ho sempre sentito come una forza in me che mi spronava per una mia missione personale..scoprendo il mio luii,Nahuel, ho avuto ancora più chiara questa sensazione, questa vocazione..(e immaginate la sorpresa nel leggere quindi questo libro, o l'alchimista di Paulo Coelho..sembrava mi parlassero direttamente D: !!)
Quello che vorrei sapere di conseguenza è: avete mai pensato al Daimon (anche) in questi termini? Avete mai sentito dentro di voi questo seme (ghianda viene definita guarda caso ^^) che vi sprona, e che preme per scoppiare in germoglio e pianta? Insomma, non sentite una forte vocazione? Ripensate ai vostri sinceri sogni e certezze dell'infanzia..il vostro Daimon in questo senso vi sta aiutando? Al di là di tutto comunque il Daimon siamo noi stessi, quella parte (secondo me) di noi stessi più profonda, che non dimentica mai chi siamo, quel nucleo intatto che non perde il contatto con una sorgente..quella parte pure che non risente degli sconquassi dell'intelletto, del carattere dato da una struttura esterna..quindi in tale forma il Daimon ti dovrebbe anche aiutare in questo "rimembrare"!
Ci tengo tanto a condividere questo argomento..mi sento molto presa :)! con Nahuel sono perennemente sull'onda dell'intuizione continua, parliamo di questa cosa e ci sentiamo a posto,ci sentiamo completi, però vorrei anche confrontarmi con l'esterno...e non potete capire quanto mi senta tonta quando, parlandone con qualcuno, questi mi fa capire che non ha mai avuto una vocazione e che neanche gli frega D: (ovviamente affronto questo discorso sul piano prettamente legato alla persona, ai sogni nel cassetto ecc.. senza menzionare i daimon, ce manca!). In pratica sono io quella strana perchè inizia tal discorso..sono io quella strana perchè ho una vocazione, o passione :S. Che poi per vocazione io intendo qualsiasi cosa (anche passare la vita a casa di mamma e papà a giocare all'xbox, se è questo che Sento ^^'), quindi non capisco la stranezza..
ok! spero di non avervi annoiati! e spero anche di non aver sbagliato sezione nel postare! Ho pensato comunque che questo argomento si avvicina forse un pò più al pensiero Soggettivista , di cui io mi reputo parte, in parte..in caso spero di non aver creato casini di sorta!
Quindi, grazie per l'ascolto, spero rispondiate con vostre osservazioni e, magari, esperienze!! A presto!

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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Bird » sab 01/feb/2014 14:18:55

È un argomento senza dubbio interessante, e anzi, ora che anche tu l'hai menzionato mi è venuta ancora più voglia di leggere Jung.
Per quanto riguarda me, se devo essere sincera non mi pare di aver avuto mai questo tipo di sensazione. ...di capire cosa vuoi veramente e avere il tuo daimon che ti sprona a perseguirlo.
A meno che io non abbia capito davvero cosa intendi (perché in realtà non mi è chiaro questo discorso della Vocazione, non perché tu non ti sappia spiegare eh ^^) e allora in quel caso sì, potrei dire di averla sentita, la mia Vocazione, anche se solo da poco tempo.

Non penso di aver fatto davvero un discorso compiuto, quindi aspetto il parere di altri u.u
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Cassandra e Sibilin » sab 01/feb/2014 18:21:53

Diciamo che sono in parte d'accordo con te. Ho sempre interpretato il Daimon come un'ente psicologico volto l bene, o, ancora meglio, al benessere.
Con questo si intendono anche lati potenzialmente negativi: il mettere di fronte alle proprie responsabilità, il conoscersi possono essere strade piene di trappole anche piuttosto fangose, e da molte non se ne esce facilmente. Talvolta anche il Daimon ne viene invischiato, altre volte il Daimon è reso impotente.

E' innegabile che la conoscenza del Daimon, come tutti possiamo vedere con noi, è un passo verso la conoscenza interiore, una maggiore presa sui fatti della propria realtà. E' naturale che ci si senta più coscienti delle proprie possibilità, e dei difetti.
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Ele_Nahuel » sab 01/feb/2014 19:03:36

@ Shi : sisi, mi hai capita! anzi scusate se non capite del tutto quello che ho scritto, ma ieri mi ero impuntata a voler scrivere questa cosa, nonostante stessi cadendo morta dal sonno ^^'! Sì, in effetti una volta terminata la lettura di questo libro vorrei anche io approfondire Jung, visto che non l'ho ancora fatto, mi sembra molto interessante! mmh.. cosa non hai capito della vocazione? che ne so, magari se non esula troppo dalle mie capacità possiamo venirne a capo (la cosa ad essere sincera scombussola un pò anche me)
@ Akita: mi trovo d'accordo con quello che dici, essendo il daimon la nostra parte più profonda è normale che ci "stimoli" a ritrovare una nostra certa dimensione più intatta.
Magari aspetto anche qualche altra risposta, però intanto volevo chiedervi (anche a Shi, che ad esempio hai detto di aver cominciato a sentire questa vocazione da un pò): come vivete quest'esperienza con il vostro daimon? cosa sentite? come vi ha aiutato luii, o leii, a "riesumare" questa vostra vocazione?

ah! e se non siete d'accordo con questo argomento scrivetelo! sono affamata di punti di vista, ed esperienze personali!

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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Bird » sab 01/feb/2014 19:32:58

Ele_Nahuel ha scritto:mmh.. cosa non hai capito della vocazione? che ne so, magari se non esula troppo dalle mie capacità possiamo venirne a capo (la cosa ad essere sincera scombussola un pò anche me)
Ecco, dunque, la Vocazione sarebbe...quello che tu vuoi essere solo come persona? Oppure riguarda anche altri aspetti come, non so, la famiglia, il lavoro, gli amici...?

Personalmente Auryn mi sta aiutando a capire che tipo di persona voglio essere, come vorrei che si svolgesse la mia vita da qui in avanti, anche partendo da qualcosa di...non banale (il lavoro non lo è mai), ma meno essenziale, diciamo, come appunto il lavoro.
In realtà è tutta una cosa molto indiretta, nel senso che mi sta "instillando" questa consapevolezza a poco a poco, e credo abbia cominciato l'estate scorsa. Mentre prima non riuscivo a vederlo, in quei tre mesi sono cambiata: mi sono chiusa in me stessa, ho capito che voglio essere più indipendente dai miei, dalla mia famiglia e dagli amici (nel senso che dovrò convivere con la consapevolezza che tra un anno e mezzo non potremo più stare insieme come ora), ho capito che nella vita voglio fare qualcosa che mi appaghi, e anche se non punto troppo in alto, voglio avere un minimo di successo (non necessariamente collegato a fama internazionale xD).
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Cassandra e Sibilin » sab 01/feb/2014 20:50:47

Non credo che il Daimon sia la nostra parte più profonda, ma qualcosa a metà che ha sguardo su entrambi i versi delle cose: interno ed esterno. Non è esente da fallacie logiche, non è infallibile.

Nemmeno io sono molto sicura di cosa tu voglia definire con vocazione. Quel che è sicuro, è che Sibilin mi sta aiutando a scoprire che sono più forte di quanto immaginassi. E che, insomma, viviamo tutti la vita con più Montana.
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Ele_Nahuel » dom 02/feb/2014 00:24:44

Allooora!
@Akita: devo ringraziarti! mi hai acceso una lampadina su una questione che mi stava mettendo in difficoltà proprio questi ultimi giorni, circa la fallibilità/infallibilità del daimon.. scrivendo di come secondo te stia piuttosto a metà strada tra l'esterno e l'interno mi si sono chiariti alcuni dubbi al riguardo.
Infatti ultimamente mi sentivo un pò "staccata" da luii.. lo sentivo come un qualcosa di perennemente profondo, mentre io ero la parte soggetta ai "venti" della vita quotidiana. E la cosa non ci piaceva; continuavamo a ripeterci che eravamo la stessa entità, ma c'era qualcosa che non quadrava.. infatti se fosse la parte più intatta di noi stessi, il daimon si ritroverebbe ad essere ineccepibile, e noi con luii/leii se gli prestiamo ascolto (cosa non vera, commettiamo errori ogni giorno, dal più piccolo al più grande!). Non ci rispecchierebbe davvero..si sentirebbe quello scarto che sentivo un pò io..(tra l'altro ecco, se fosse stato infallibile avremmo già risolto da soli questo scoglio, che invece abbiamo capito da un vostro pensiero ;) da soli non ce l'avremmo fatta!)
Quindi, penso di correggermi per la questione della profondità, intendendola più come una profondità propria, personale, certa ma non infallibile. Penso che il dubbio che mi ha dato problemi in questi giorni, a tale riguardo, fosse dovuto principalmente dal fatto che in questo periodo ho un daimon più proiettato verso la dimensione interna che esterna..ed infatti è lui che mi da continue perle di saggezza , o che mi fa luce su aspetti che non saprei come affrontare..
stavo prendendo la questione della profondità con forse troppa assolutezza ;), invece con questa considerazione che hai fatto mi hai aiutato indirettamente a far un pò più di luce! Grazie!
@Shi: per quanto riguarda ciò che hai scritto mi trovo d'accordo con te, con una precisazione del tutto personale. Ossia che secondo me quello che hai scritto rientra nel fenomeno della vocazione, ma è solo una parte. è un qualcosa che comunque sto cercando di capire anche io (è per questo che ho voluto condividerlo qui sul forum)...per quanto riguarda il libro di Hillman, questi tratta la vocazione come un qualcosa che , scegliendola noi prima della nostra nascita, si ritrova ad essere come già formata, decisa.. e questa cosa non mi ha molto convinta (potrei aver capito male io, comunque devo ancora finire di leggerlo), mi sembra molto vicino ad un destino..
Personalmente devo dire però che fin da piccola ho sentito una "forza" che mi "incitava" a prendere delle strade piuttosto che altre,ad arricchire interessi e passioni che mi hanno sempre dato una certa familiarità e che mi hanno fatto sentire completa, me stessa..facendo questo sentivo di arricchire sia la mia persona, mi sentivo non solo completa, ma mi sentivo bene con il prossimo e ben disposta ad aiutarlo. Ho sempre avuto delle passioni, che sì, si sono evolute nel tempo, maturando e smussando alcuni lati, ma che ancora oggi porto avanti (ad esempio con l'università).
Quindi personalmente penso di intendere la vocazione come quel qualcosa che ti svela chi vuoi tu essere e fare veramente,e che ti indirizza a un benessere e successo personale, portandoti in parallelo a conoscerti (per successo non intendo la fama..intendo anche e soprattutto le piccole cose che ci rendono migliori, e completi).
Il daimon in questo senso dovrebbe aiutarci a ricordare ciò, invitarci a continuare per certe strade..
Quindi ecco, l'ultimo discorso che hai fatto secondo me coincide con tale fenomeno, e comprende secondo me non solo te come persona singola, ma tutta la vita che ti costruisci (e quindi chi ti è intorno)

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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Ross » dom 02/feb/2014 17:35:54

Un argomento davvero interessantissimo :D
Ho sempre pensato di avere "un senso", un qualcosa da fare, Lyn più che spronarmi funge da supporto, mi sta accanto in qualunque caso. La mia vocazione l'ho trovata a 4 anni, sono stata mooolto fortunata, da allora lavoro per portarla avanti e continuo a farlo ancora oggi! Ogni informazione, ogni anno scolastico, ogni documentario e ogni giorno universitario sono destinati allo scopo della mia vita. Lyn fa da bilanciere a tutto questo mantenendomi sulla giusta strada ed evita che io mi fissi su un'unica cosa e fa si che continui a spazziare con i miei numerosi interessi
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Irene e Leandra » dom 02/feb/2014 17:50:59

Ho letto questo topic proprio ora, non ho mai letto questo libro, e mi ha incuriosito parecchio. Allora, diciamo che io non vedo questa cosa come una sorta di vocazione xD O meglio non mi piace molto usare questo termine dato che di solito usando questo termine ci si riferisce ad una vocazione religiosa xD Io più che altro mi sono resa conto che Leandra, c'è sempre stata e mi ha aiutato a superare tantissimi momenti della mia vita, anche quando non sapevo dell'esistenza del Daimon, sentivo dentro di me che c'era un qualcosa che mi aiutava, che mi spronava a fare qualcosa. La cosa che mi rende scettica è il pezzo in cui dici che nel libro il daimon definisce la ''tua ghianda'' e la tua missione xD Quindi più che vocazione io la definirei sensazione, o percezione. La percezione di un qualcosa, che ti aiuta durante tutta la tua vita ^^ E sono d'accordo con la parte in cui dici che il daimon non ci fai mai dimenticare di noi stessi, della nostra essenza e di chi siamo veramente, mi è capitato di perdermi in passato, ma Lea mi ha sempre ricordato chi sono, anche quando io non sapevo nulla della sua esistenza, attraverso piccoli impulsi. In fine vorrei aggiungere andando off topic, che sono molto felice che tu abbia postato questo ^^
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Re: Il Daimon e la Vocazione

Messaggio da Ele_Nahuel » lun 03/feb/2014 21:00:18

Che bello! Sono contenta di vedere che interessa questo post, e anche di constatare che non sono l'unica che vive quest'esperienza! Riprendo il filo del discorso, quindi:
@Ross: Wow! Leggendo il tuo commento mi è sembrato di capirti al volo! Ho pensato che mi avessi letto nel pensiero; sì, io intendo questo, cioè, sento questo con il mio daimon! Quando dici di sentire di "avere un qualcosa da fare, un senso", è molto bello perchè a livello personale questo ti rende motivata proprio nelle piccole cose, nei confronti della vita..ed è bella questa sensazione perchè in questo modo ti rendi conto che ogni persona potrebbe avere la tua stessa sensazione, o comunque ogni persona non è qui per caso XD! Ti dà un entusiasmo notevole, questa sensazione (alle volte mi sembra che le cose che in quel momento "mi servono" mi cadano quasi dal cielo:informazioni, eventi, incontri ecc -e non solo positivi)..ed è come dici te per quanto riguarda il daimon: da quando ho reso cosciente Nahuel, condividere questa sensazione con luii è bellissimo, e luii è sempre pronto a fare da "bilanciere", come dici te! è un rapporto che non smette mai di farmi crescere, volermi bene, ed arricchirmi.
@Eiren: grazie per l'off topic *^*! Per il termine "vocazione" in effetti siamo abituati a sentirlo in ambito soprattutto religioso, ma noi non ci riferiamo a quello (o per lo meno solo a quello) ;). Sai? pensavo che in parte potremmo assimilarlo al significato di talento, sebbene penso sia restrittivo in quanto la vocazione che intendiamo qui può coincidere con il talento, ma va ben oltre. Per la questione del daimon che definisce la "ghianda", io ho interpretato il pensiero dell'autore. In effetti con questo "definire" penso al daimon come specchio di te stesso, per questo che ti definisce..e di conseguenza il definire la ghianda lo intenderei più come un ricordarti, indicarti , aiutarti e accompagnarti :). Forse l'autore stesso intende questo, e non il combaciare con la ghianda/vocazione stessa, anche perchè il testo è molto scorrevole, ma densissimo di informazioni, per cui posso dire che probabilmente con il definire intendeva l'aiuto che ti da il daimon nel ricordare, spronarti e accompagnarti (lo sto ancora leggendo, quindi non so poi dove andrà a parare ;)!)

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