[Analisi] TEMATICA - Selvatico VS domestico

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Saphiry e Deianira
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[Analisi] TEMATICA - Selvatico VS domestico

Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 08/ott/2014 22:48:00

Bene, parliamo ora delle distinzioni tra animali domestici e selvatici. La nostra cara Billy mi chiese quali fossero le differenze comportamentali tra queste due categorie e io all'epoca risposi piuttosto sommariamente, ma ora dispongo di maggiori conoscenze. Per scrivere questa “analisi” ho attinto a moltissimi articoli, tra cui uno che parlava del noto esperimento fatto in Russia sulla domesticazione delle volpi (esperimento per cui io, personalmente, non vado matta, visto il prezzo che si è dovuto pagare per ottenere delle volpi-cagnolino e delle conoscenze che in realtà già si avevano). Comincerò dunque con una parte generale, poi andremo nello specifico del gatto e del cane (quest'ultimo ha dietro tutto un discorso complessissimo). Non parlerò di volpi domestiche per semplici motivi: uno, sono praticamente cani. Due, spero ancora che la gente la pianti di comprarle. Tre, non ne so abbastanza.
Vi anticipo subito che non si tratta di un articolo accademico, ma solo di un insieme di dati raccolti durante le mie ricerche e la mia esperienza come analista.

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Cominciamo con il parlare della domesticazione: questo è un processo molto lungo e complesso, fonte di grande stress per l'animale. È tutt'altra cosa dall'ammaestramento, che invece richiede meno tempo (una sola generazione invece di migliaia) e che non si “passa” alla prole. La domesticazione implica grossi cambiamenti nel comportamento e persino nel corpo dell'animale; inoltre un cane o un gatto provano piacere nello stare in compagnia di umani, ricercano il contatto e invitano al gioco, mentre animali ammaestrati (o che vivono in cattività pur essendo selvatici) possono ancora temere l'uomo o non apprezzare particolarmente la sua compagnia.
Non sto qui a parlarvi di endocrinologia e menate varie perchè per il profano sono sicuramente poco interessanti, ma accenniamo ai cambiamenti fisici derivati dalla domesticazione: raggiungimento di dimensioni che non compaiono in natura (prendiamo un alano o un chihuahua), comparsa di nuovi colori del pelo (i gatti selvatici sono solo striati, quelli di casa hanno una varietà di mantelli assurda. Situazione simile per cani, cavalli, bovini), comparsa di nuovi motivi del pelo (overo, tobiano, frame nei cavalli, arlecchino o punteggiato nei cani, van nei gatti, pezzato nelle vacche, basta guardare le frisone), le code arricciate (nei cani, gatti, maiali), le orecchie ripiegate (cani, gatti e probabilmente anche altri animali, è uno dei tratti più evidenti).
Abbiamo anche cambiamenti più difficili da notare, ad esempio un ridotto numero di vertebre oppure un sorprendente cambiamento nelle abitudini riproduttive (la lupa va in calore una volta all'anno, la cagna due) che trovava riscontro anche nelle volpi “domestiche”; tuttavia la volpessa andava in calore ma la seconda gravidanza non andava a buon fine, oppure i cuccioli nascevano e morivano poco dopo (quindi forse la volpe era a metà strada del percorso fatto dal cane?)

Parlando di cambiamenti comportamentali la cosa si fa più difficile: tutti sanno distinguere un golden retriever da un lupo (spero, cristo! Anche se a quanto pare dei CLC hanno scatenato il panico in Trentino e io sono ancora qui che rido) per le caratteristiche fisiche, ma sapete dirmi di più sul comportamento? Difficile.
Difficile perchè golden e lupo abbaiano e ululano allo stesso modo, marcano il territorio allo stesso modo, scodinzolano e fanno “cain” allo stesso modo. Se un golden e un lupo si incontrano e si piacciono, nasce una cucciolata fertile. Questo significa che il cane e il lupo sono ancora la stessa specie! Ed è difficile trovare grosse differenze qui.
La stessa cosa tra gatto e gatto selvatico, tant'è che è facile trovare ibridi in alcune zone, ed è difficile distinguerli dal genitore selvatico!
Cos'è che cambia, quindi?
Guardate, io provo ad accentuare la cosa in questa parte generale, ma siate sempre coscienti del fatto che si tratta spesso di differenze molto sottili, soprattutto tra felini e tra lupo-razze di cane di alto livello nella scala neotenica (questo lo spieghiamo dopo).
Mettiamola molto in breve nella parte generale: un animale domestico è un animale con evidenti caratteristiche pedomorfiche. Cosa significa? Significa che ha mantenuto delle caratteristiche tipiche del cucciolo! Fisicamente questo genere di attributi si notano molto: muso schiacciato, orecchie piegate e coda arricciata. Pensateci, tutti i cuccioli sono così. Alcuni adulti ci rimangono per sempre! Questo non vuol dire che cani e altri animali domestici siano infantili: per fare un paragone, è come prendere un uomo adulto, serio e responsabile che però ha vissuto sempre in un asilo. So che è difficile da capire, ma lo è anche da spiegare! Se mi ricordo aggiungerò qualche link con articoli un po' più chiari.
La ritenzione di questi tratti infantili ha, ovviamente, ripercussioni anche sul carattere: un animale domestico sarà meno ostile o apertamente aggressivo verso gli estranei, più tollerante della compagnia e tenderà di meno ad attaccare per diffidenza.
Inoltre i domestici, paradossalmente, maturano prima (le cagne vanno in calore prima delle lupe; i cuccioli di volpe domestica aprono gli occhi prima di quelli di volpi non domestiche) ma mantengono sempre dentro di sé una parte giovane. Insomma, non perdono mai contatto con il loro bambino interiore (anche qui, varia molto da razza a razza). Cani, gatti, cavalli e bovini domestici sviluppano (anzi, mantengono!) un'enorme serie di vocalizzazioni che nei corrispettivi selvatici non servivano davvero. Questo per due motivi: il primo è la pedomorfosi, che li spinge a mantenere anche il linguaggio dei cuccioli. Il secondo è il fatto che devono farsi capire da un animale che non appartiene alla loro specie, parlando di cose che in natura non sarebbero interessate loro. Per far capire, un cavallo selvatico conosce vocalizzazioni che riguardano il cibo e il sesso. La giumenta selvatica ne ha anche per richiamare o avvertire il puledro. Un cavallo domestico usa questi tipi di vocalizzazione in modo originale per esprimere anche altri concetti, oppure le integra con gesti (movimenti della testa, calci alle porte, ecc) per sottolineare ciò che intende.
Quindi direi che solitamente i domestici sono più espressivi o chiacchieroni (anche i gatti, eh) e sono bravissimi ad usare parole vecchie per esprimere concetti nuovi.
Dalle misurazioni di crani di volpi, si è scoperto che il processo di domesticazione tende a ridurre il dimorfismo sessuale, il che può indicare una mescolanza di interessi tra i due sessi: ad esempio, una ragazza che gioca con le macchinine o un maschietto che ama le bambole.
Agli animali domestici il mimetismo non serve più. Il colore del manto non ha, per loro, nessuna importanza neanche nell'attrarre una femmina (è l'uomo a scegliere la compagna). Oserei dire che quindi per un animale addomesticato l'apparenza non conta granchè. Non sono tipi che giudicano dall'estetica, da come uno si veste o si trucca. Questo è soprattutto vero per i cani.
Altra cosa interessante, negli animali domestici la risposta alla paura avviene più tardi: questo indica che probabilmente da bambino, un tipo che come daimon ha un cane, era più avventato o sprovveduto e che è maturato molto con il tempo.

FELINI
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Passiamo al gatto. Qui non ci sarà moltissimo da dire: la domesticazione del gatto è abbastanza recente e molti credono che sia, tra l'altro, solo parziale. In effetti, pur spulciando ovunque, ho trovato pochissimo.
Una cosa affascinante è questa: il gatto si è avvicinato di sua sponte all'uomo, attratto dai roditori che infestavano i campi. L'uomo ha incentivato questo processo, felice di liberarsi di ratti e topi, ma è partito tutto dal gatto. Direi che è già indicativo, no?
Un gatto sarà sempre e comunque un tipo indipendente, fa qualcosa quando va a lui, non quando gli viene ordinato.
Le principali differenze sono le seguenti: il felino domestico è, solitamente, meno ansioso o paranoico di quello selvatico. Non è un tipo super fiducioso, certo, ma neanche uno che fugge davanti a un estraneo (alcuni esemplari lo fanno, ma vabbè). Sono animali poco socievoli ma tollerano la compagnia. Questo è importante, perchè il selvatico è elusivo e un po' burbero, tende a rifuggire i suoi simili e l'uomo. Il micio di casa non è che ami da impazzire la vita in branco, però può tollerarla e arriva ad instaurare una gerarchia (solitamente accade se è difficile accedere a delle risorse; se ricevono cibo in abbondanza, come accade nelle colonie in città, vige una sorta di educata ed ordinata anarchia).
Se un felino selvatico è un tipo assolutamente asociale sotto ogni punto di vista, il gatto di casa può stringere legami molto forti (perlopiù con una persona sola) e, pur non essendo appiccicoso o bisognoso come un cane, apprezza la compagnia di colui/colei che ama. Resta indipendente e capace di cavarsela da solo, oltre al fatto che sente spesso bisogno di solitudine, ma sa anche essere dolce ed affettuoso con pochi eletti, arrivando a comportarsi un po' come un cucciolo (tipico l'atteggiamento del “fare la pasta”, ricordiamo che il gatto è uno degli animali domestici preferiti dalle donne perchè, con la testa tonda, gli occhi grandi e il tipico vocalizzo “miao” simile a “mamma”, corrisponde perfettamente allo schema del cucciolo e accende l'istinto materno. Lo chiamiamo perfino con un verso che ricorda il bacio) e a giocare, farsi coccolare. Tutti i felini evitano di mostrarsi per ciò che sono. Non sono apertamente diffidenti come i cani (che ti guardano male e ti fanno capire che a loro non piaci) ma non abbassano mai davvero la guardia e si “nascondono” evitando di scoprirsi o manipolando l'altro. Sono molto riservati. Tuttavia il gatto domestico mostra di fidarsi davvero di una persona (se il gatto è maschio è più probabile che accada), ad esempio quando si lascia accarezzare la pancia.
Una persona con un daimon gatto domestico è più incline a mostrare apprezzamento o affetto (anche se sempre in modi molto sottili, tant'è che per gli umani è spesso difficile decifrare il linguaggio del corpo felino) ed anche più chiacchierone, soprattutto certe razze (siamese).
Nessun felino selvatico al mondo si preoccuperà di essere dolce, gentile o affettuoso con gli amici, ma un micio di casa invece sì (anche se solo con pochi eletti).

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Riassunto: un gatto domestico tollera maggiormente la compagnia, pur non ricercandola attivamente se essa manca (o solo in certi casi e in certe razze). Inoltre, essere circondato da gente senza la possibilità di stare per conto proprio è altamente deleterio su una persona con daimon gatto, perchè diventa insofferente, nervosa ed aggressiva, scattando alla minima provocazione e perdendo il proprio equilibrio. Il micio domestico tende a legarsi molto ad un numero ridotto di persone (spessissimo solo ad una) e quelle sono le uniche che talvolta ricerca o di cui comunque apprezza davvero la compagnia (anche a distanza va bene: gli basta sapere che ci sono). Un gatto di casa ama la solitudine e ha bisogno di stare da solo per ricaricarsi, ma può tollerare e apprezzare di poltrire, anche senza parlare, con chi ama. Non è tipo da abbassare la guardia ed è sempre diffidente o manipolatore, ma quando davvero si fida di qualcuno, lo dimostra, anche se in modo sottile.
Un gatto selvatico tende a ricercare ossessivamente la solitudine e a non apprezzare la compagnia altrui. Ha pochissimi amici stretti ma sta benone anche se non li vede mai, e non li cerca quando non ci sono. Inoltre è generalmente più nervoso, diffidente o addirittura paranoico quando vede estranei. Non è mai espansivo e non apprezza le smancerie che invece possono piacere ad un micio di casa.
Qui ho scritto solo le differenze tra domestico e selvatico, per avere una descrizione a tutto tondo del gatto domestico vi rimando all'analisi generica.


CANIDI
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Per questa parte sulle differenze cane-lupo ho sputato sangue. Non so da dove cominciare, c'è TROPPA roba da dire. Probabilmente la cosa migliore sarebbe illustrare la teoria della scala neotenica, fondamentale per comprendere i nostri amici a quattro zampe.
La neotenia è un particolare fenomeno che tende a dare origine al pedomorfismo (l'abbiamo spiegato più in alto). La parola deriva dal greco “neos”, ovvero nuovo o giovane, e “teìnein”, ovvero estendere, quindi suppongo possiate intuire di cosa si tratta. Purtroppo è un processo difficile da spiegare e da comprendere, ma personalmente l'ho sempre trovato molto affascinante. Anche nel gatto si può, fino ad un certo punto, parlare di scala neotenica, ma nel cane ha ancora più senso.
Come premessa, pensate ad una scala con tanti gradini.
Ora, prendiamo un cucciolo di lupo: è adorabile, no? Il nostro cucciolo ha 3-4 mesi, quindi nella sua mente esistono la mamma, i fratellini e basta. Non sa cosa siano branchi, gerarchie e non conosce alcun tipo di linguaggio che abbia a che fare con queste due cose (ad esempio, i segnali di resa durante la lotta, i segnali calmanti, ecc). Adesso lasciamo che il nostro lupacchiotto diventi maturo ma che rimanga per sempre mentalmente un cucciolo di 3-4 mesi. Abbiamo ora un adulto serio e responsabile ma che vede il mondo come lo vedeva da piccolo.
Capito il trucco? In pratica l'uomo ha fermato a livelli diversi vari lupi in modo da ottenere la forma mentis più adatta al suo bisogno.
Avete presente la scala di prima? Ecco, in cima ci mettiamo il lupo adulto e invece in fondo il nostro lupo mentalmente bloccato ai 3 mesi. Su ogni scalino mettiamo un lupo che è avanzato un pochino di più nello sviluppo ma che comunque non è mai diventato come un adulto (altrimenti sarebbe stato ingestibile e aggressivo).
Non preoccupatevi: questo processo è indolore, non è avvenuto in modi macabri o crudeli. È il semplice risultato della domesticazione: anche noi, in realtà, siamo forme pedomorfe degli scimpanzè (più o meno), così come il cane lo è del lupo.
Dicevo che ci sono tanti scalini, no? Bene, ad ogni scalino corrisponde una tipologia di cane facilmente individuabile.
Ad esempio il nostro lupotto di tre mesi, che ha conservato anche caratteristiche fisiche pedomorfe, ha sicuramente dato origine ai mastini e molossidi. Prima lo sviluppo viene fermato e più il cane somiglierà ad un cucciolo: infatti mastini e molossidi hanno muso schiacciato, orecchie piegate, occhi tondi e code arricciate, tratti tipici di un cagnolino di pochi mesi.
Visto che il periodo dell'ordinamento sociale (il momento in cui il lupo impara cos'è il branco, la gerarchia, il lavoro cooperativo e la lotta ritualizzata) avviene dopo i 3 mesi, il nostro molosside non sa neanche cosa sia. Per lui l'uomo è la “mamma”, gli altri in famiglia sono i suoi fratellini e, pur rispettando il padrone, lo vedono più come un genitore che come un vero e proprio capo. Gerarchici, sì, anche se a modo loro, generalmente molto ubbidienti e facilmente addestrabili, non sono, però, abili nei rapporti intraspecifici: questo significa che non conoscono i gesti rituali e possono lottare fino alla morte.
Questo vale per i cani sui primi tre scalini, ovvero: molossoidi con orecchie pendenti e musi schiacciati (primo-secondo gradino) e cani da caccia e da difesa, come setter e schnauzer (secondo-terzo gradino).
Man mano che si sale la nostra scala abbiamo cani sempre più maturi, più seri e più consci delle dinamiche del branco: vedono un capo, nel padrone, e non la mamma. Sono più misurati, più abili e in grado di sostenere confronti senza che ci scappi il morto. Abbiamo quindi: cani da pastore che difendono il gregge (terzo gradino), cani da pastore che guidano il gregge (terzo-quarto gradino) e infine i nordici e primitivi (quarto-quinto gradino), che sono i più maturi ed indipendenti dall'uomo, oltre ai più simili al lupo (prendete un siberian husky).

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So che è stato un discorso lungo e complicato, ma era necessario. È stupido confrontare un lupo e un golden e pensare che basti lo stesso discorso per tutti i cani: ribadiamolo ancora, i cani NON SONO TUTTI UGUALI (quindi se ne comprate uno, mi raccomando, sceglietelo con un minimo di criterio).
Cominciamo magari con una descrizione generale. Le differenze tra una persona con un daimon cane e una persona con un daimon lupo.
Allora, intanto se il tuo daimon è un lupo, sarai senza dubbio molto più serio di chiunque abbia un daimon cane e decisamente più aggressivo.
Per esempio, una persona con un daimon lupo sarà impassibile davanti ad estranei e talvolta li approccerà in modo ostile o comunque molto diretto: i lupi uccidono altri lupi che invadono il loro territorio, i cani raramente arrivano a questo punto (i cani da guardia/difesa sono un'eccezione, ma anche loro non raggiungono i picchi di aggressività del lupo).
Un esperimento ha dimostrato che, all'esterno del loro territorio, i cani reagiscono aggressivamente ad un atteggiamento minaccioso, mentre i lupi rimangono impassibili o mandano segnali di calma. Questo indica che una persona con un daimon cane tende a difendersi in maniera molto accesa ed accorata quando viene irritato, infastidito o attaccato in qualsiasi maniera (tratto che aumenta progressivamente dal quinto al primo scalino, i cani di basso grado neotenico talvolta esagerano nel reagire se si fanno trasportare o non sono stati correttamente indirizzati) mentre chi ha un daimon lupo assume un atteggiamento tipo “sì, dai, continua. Vediamo se hai il coraggio di andare oltre” che è quasi felino. Ovviamente proseguire in quella direzione significa buscarsi una terribile lavata di capo dal nostro lupo. Qualcosa che non dimenticherai facilmente.
Rimarcherò l'accento su un punto: un lupo è un tipo serio. Non farà le feste a nessuno e non darà confidenza a nessuno. Tutte le sue energie sono concentrate sul suo gruppo di amici e talvolta arriva a mostrare irritazione, disprezzo o ostilità aperta a chiunque non ne faccia parte e cerchi di intrufolarsi. Un cane è generalmente più flessibile: molti si dimostrano poco giocherelloni con estranei, ma pur essendo diffidenti e magari ringhiando un po', difficilmente arrivano ad essere aggressivi nel modo estremamente diretto in cui lo sono i lupi. Tendenzialmente un cane può imparare ad accettare un nuovo arrivato, i lupi preferiscono eliminare intrusi anziché integrarli, quindi sono decisamente meno amichevoli.
I cani, di solito (tranne, perlopiù, quelli da caccia o con alto istinto predatorio) sono abbastanza bravi a vivere con persone che hanno caratteri molto diversi dai loro (spiccato nei cani da pastore), anche se qualche volta possono esserci attriti. I lupi non ne sono in grado: chi non fa parte del gruppo viene ignorato o, se è eccessivamente seccante, allontanato. Diciamo che se avete un coinquilino lupo, probabilmente è molto indipendente e non sapete molto di lui. Se avete un coinquilino cane è più probabile (ma anche qui, varia moltissimo da razza a razza) che tenti almeno l'approccio con voi o che addirittura si presenti subito come amichevole (per alcune razze è normale essere così aperti).
I lupi sono street-smart, i cani sono (ma anche qui, dipende) school-smart. Questo significa che i cani hanno pochissime difficoltà ad imparare concetti nuovi, anche astratti, mentre i lupi hanno grande senso pratico e imparano ciò che può essere utile. Sono i tipi che apprendono facendo, più che leggendo le istruzioni. Molte razze di alto livello nella scala neotenica, però, sono più simili ai lupi sotto questo punto di vista. Un esempio per tutti: il siberian husky.
I cani di solito preferiscono la via più facile e cercano di ottenere vantaggi dalle situazioni: sanno essere manipolativi, talvolta. I lupi invece sono orgogliosi, preferiscono non chiedere aiuti esterni al gruppo e cavarsela per conto proprio. Non amano venire a patti con gli altri (molto importante), e non rinunciano alla loro indipendenza o alla possibilità di dire la loro solo per ottenere qualcosa di cui hanno bisogno. Piuttosto vanno per la via più dura ma conservano la loro “dignità”.
A un cane non importa così tanto: preferiscono scendere a patti e ottenere ciò che vogliono facilmente.
Persone con daimon cane hanno spesso molti interessi, sono tipi curiosi e addirittura ficcanaso, a volte (alcune razze sono particolarmente invadenti); tuttavia hanno perlopiù una o due specializzazioni, ovvero una o due cose che adorano fare e in cui vanno fortissimi. Ad esempio, una persona con daimon cane adora scrivere temi, quindi si focalizza solo e soltanto su quello, ci butta dentro tutta l'anima e si becca il massimo dei voti. Tuttavia il resto delle materie gli è indifferente o non gli piace proprio, quindi avrà voti mediocri o bassi. Questo è tipico di grossomodo tutte le razze, a parte magari il dalmata o il rhodesian, che sono cani inutili. Sto scherzando.
Invece una persona con daimon lupo ha un numero minore di interessi e tende a coprirli tutti con lo stesso impegno e la stessa costanza. Magari non va fortissimo in nessuno dei suoi hobbies/lavori/compiti, ma riesce sempre ad ottenere risultati dignitosi senza problemi.
Molte razze canine sviluppano una dipendenza dalla persona che amano, tanto da avere problemi di ansia da separazione se non la vedono per un bel po'. Assurdamente, è un problema diffuso nelle razze da pastore, ma anche nei cani da compagnia, da difesa e persino alcune da caccia.
I lupi non hanno di questi problemi: hanno bisogno del loro branco, certo. Se non riescono a stare con il partner, cercheranno gli amici. Quando una storia d'amore finisce, si soffre, certo, ma poi si ricomincia. I lupi sono monogami, ma se un membro della coppia alfa muore, viene subito sostituito da uno dei membri del gruppo.
Una differenza importante è nel modo di pensare: un lupo lo farà sempre e comunque in modo molto indipendente, un cane tenderà a guardare anche cosa ne pensa la persona di cui si fida (poco accentuato nei cani primitivi o nordici; molti di quelli da pastore, soprattutto i guardiani in realtà, sono abituati a pensare ed agire anche in assenza dell'uomo, ma se è presente lo terranno in considerazione). I cani ubbidiscono prontamente se è qualcuno che stimano o che se ne intende più di loro (un professore rispettato, un medico) a chiedere o ordinare di fare qualcosa. In realtà anche qui dipende dal ruolo del cane: molti pastori devono essere sicuri che la persona in questione abbia ragione, altrimenti faranno di testa loro. Alcuni lo faranno in ogni caso se non vedono un senso pratico nell'ordine (provate a insegnare il seduto a un vero pastore maremmano abruzzese) ed altri vi rideranno un po' in faccia, vi prenderanno per i fondelli e solo se davvero hanno completa fiducia in voi ubbidiranno (samoiedo, husky, ecc). Un lupo non ubbidisce a niente e nessuno. È vero che ci sono gerarchie, ma l'alfa non è un tipo aggressivo che sottomette gli altri: sono tutti gli altri che, riconoscendo la superiorità e la maggiore intelligenza di quell'individuo, si sottomettono a lui. Non è un'ubbidienza cieca, è generalmente più cosciente e collaborativa, più matura.
Infine, la gratificazione. A un cane piace che i suoi meriti vengano riconosciuti: quando fa un buon lavoro se ne compiace e si inorgoglisce. Gli piace che gli vengano fatti complimenti e ama ottenere approvazione (dai suoi superiori e dalle persone a cui vuol bene; di solito lo apprezza anche dagli altri ma non è poi così importante), ma rimane umile. Non è tipo da montarsi la testa o fare lo sbruffone: è compiaciuto e soddisfatto, ma mai arrogante. A un lupo poco importa dell'approvazione: a lui basta godersi i frutti del suo intenso lavoro.

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Riassunto: i lupi sono più seri (sono i tipi che non usano mai le faccine negli sms, a meno che tu non sia parte del branco), duri ed ostili con gli estranei. Reagiscono aggressivamente ad eccessive intromissioni o invasioni di territorio. Non sono specializzati, sanno fare un po' di tutto con risultati modesti. Sono tipi che difficilmente sorridono o parlano di sé al di fuori del loro gruppo: sembrano spesso inaccessibili e freddi visti dall'esterno.
I cani di basso livello della scala neotenica sono solitamente amichevoli con estranei o comunque diffidenti senza essere aggressivi (ripeto, con l'eccezione di cani da guardia e da difesa). Possono essere seri ma bonari con gente che non conoscono ma che ritengono non essere una minaccia oppure fare feste o addirittura essere un po' timidi (come accade con alcuni cani da caccia, soprattutto se mal socializzati). Possono essere tipi che ti guardano sorridendo molto sicuri di sé (prendi un rottweiler) oppure venirti incontro con un mega sorriso da un orecchio all'altro (uno springer spaniel).
I cani di alto livello della scala neotenica sono una sorta di via di mezzo. Danno poca confidenza agli estranei oppure sono direttamente molto diffidenti (e lo dimostrano) ma mai aggressivi. Sono piuttosto seri e maturi, ma affettuosi e giocherelloni quando fanno davvero amicizia con qualcuno (prendiamo la malinois che mi ha slogato una spalla mordendo il salamotto). Sono tipi affidabili: su di loro si può contare come su un adulto responsabile, mentre gli altri sono più simili a bambini che hanno paura di essere puniti dalla mamma (quindi temono le conseguenze, più che altro). Anche loro tendono a mostrare come sono davvero ad una sola persona. Molte razze di cani da pastore si legano incredibilmente ad un unico amico/moroso e possono diventare dipendenti o appiccicose. I cani nordici-spitz-primitivi, invece, sono solitamente molto indipendenti ed incredibilmente simili al lupo.
Per ulteriori informazioni, rimando all'analisi generica del cane domestico (che rifarò in questi giorni)


LINK UTILI:
http://www.tipresentoilcane.com/2011/04 ... -dintorni/
FONTI:
Ultima modifica di Saphiry e Deianira il gio 09/ott/2014 07:47:24, modificato 2 volte in totale.
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Cassandra e Sibilin » mer 08/ott/2014 23:16:23

io ti voglio tanto, tanto bene per il lavoro che stai facendo, è un'analisi complessa da morire °___°
Quindi standing ovation, è bellissim!

Domanda: i levrieri in che punto si pongono della scala neotenica? Immagino non così in alto come i primitivi, ma comunque siamo lì. °_°
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 08/ott/2014 23:27:23

Credo che grossomodo i levrieri si piazzino abbastanza in alto nella scala neotenica. Mi ci è voluta una settimana per fare sta cosa. Ora aggiungo dei link e pian piano metterò anche le fonti, che sono millemila.
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Cassandra e Sibilin » mer 08/ott/2014 23:28:10

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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Saphiry e Deianira » mer 08/ott/2014 23:39:07

Ma grazie 8D ora penso andrò a dormire per un mese. Comunque questa mega ricerca mi tornerà utile per etologia o addirittura per la tesi, quindi ben venga!
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Ruth & Magnus » gio 09/ott/2014 00:11:21

Bel lavoro Saph. :D

Aggiungo un link per chi volesse approfondire i concetti della scala neotenica
http://www.tipresentoilcane.com/2011/04 ... -dintorni/
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Saphiry e Deianira » gio 09/ott/2014 07:06:09

Ho mandato un mp a imma ieri sera chiedendole di aggiungere proprio quel link, in effetti :) da telefono è scomodissimo >.< grazie, cara
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Darth Nia » gio 09/ott/2014 07:49:13

Ho letto con molta attenzione il tutto e devo davvero farti i complimenti perché, oltre ad essere interessantissimo, l'argomento è trattato con dovizia di particolari e hai permesso pure a me, un'ignorante dell'ambito animale, di fare chiarezza su molte cose! Davvero complimenti, la questione mi ha stuzzicata parecchio **
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Bird » gio 09/ott/2014 13:53:17

Saph, complimentissimi! È davvero un lavoro meraviglioso, si vede che ti sei impegnata un sacco v.v
La faccenda della scala neotecnica è interessantissima e non ne sapevo nulla! *-*
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Re: [ANALISI] Selvatico VS domestico

Messaggio da Ruth & Magnus » gio 09/ott/2014 13:53:41

Fammi capire, tutto sto post l'hai scritto dal cell? o_O per chi volesse approfondire ulteriormente consiglio anche l'acquisto di "Dogs" dei Coppinger un libro magnifico che spiega l'evoluzione del cane e le diversificazioni caratteriali e strutturali delle diverse razze canine in base allo scopo per cui sono state selezionate.
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