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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Eley&Me' » ven 26/mar/2010 19:01:01

Mi piace!Sarebbe bello se mettessi anche una particina di Jung magari :D
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Anny♥Shakri
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Anny♥Shakri » ven 26/mar/2010 19:06:46

quello sarebbe più inerente metterlo quando si parla del sesso del daemon [anima/animus]
e nella sezione nella quale mi sono concentrata si parlava di tutt'altro
quindi per quello ho evitato di inserirlo tra i riferimenti,
avrei potuto scrivere del concetto di inconscio collettivo ma mi rendo conto che
la mia esposizione va contro la credenza che il daemon sia inconscio, anzi,
è più conscio di noi stessi, per cui ho evitato XD
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Eley&Me' » ven 26/mar/2010 19:09:48

Quindi fareste (voi che fate i contenuti) una parte solo riguardante in sesso del daimon?Allora direi che hai fatto bene così...Magari potreste fare una lista degli argomenti da trattare e della suddivisione dei compiti
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Claudio-Olyandra
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 26/mar/2010 21:33:56

ANNA. La tua voce è molto buona, efficace, e conferisce al Daimonismo solidi "precedenti filosofici" che lo rendono serio e credibile (come a prima vista potrebbe non sembrare ad un lettore distratto). Quale sarà la collocazione dell'articolo? Potresti dotarlo di titolo? Poi avrei un paio di accorgimenti formali e linguistici, che naturalmente segnalo per il futuro (questo non è il momento del lavoro di cesello, ma di raccolta dei materiali). Innanzitutto, sconsiglio caldamente di parlare di "demone" o "daemon": l'assonanza è troppo forte e talvolta la prima impressione - negativa - determina un impatto emotivo condizionante ogni tentativo di razionalizzazione. Insomma, ci tiriamo la zappa sui piedi, se menzioniamo insistentemente parole che alludono alle potenze demoniache, che non c'entrano un fico secco col discorso. In secondo luogo, "più interiore" è un solecismo, mentre "più intimo", pur essendo accettabile (oggi "intimo" non viene più percepito come superlativo), va moderato. Infine, la locuzione "raggelando dall'amore" non capisco cosa significhi in quel contesto. ;)

AKO. Il sito sarà un raccoglitore di molteplici articoli, non un tema unitario, perciò ben venga l'adeguamento del registro linguistico ai contenuti ed agli scopi delle singole voci. 8-)

ELEYON. I riferimenti agli altri filosofi sono preziosi spunti di approfondimento, ma al centro dobbiamo sempre mantenere i pilastri e le congetture proprie del Daimonismo: di conseguenza si può parlare di Jung con moderazione e soltanto dopo aver illustrato le nostre teorie sul sesso dei daimon (a tal proposito, sarebbe opportuno risvegliare e proseguire il dibattito nell'apposito topic). :)
Daimon uniuscuiusque humanitatis caput et fundamentum est semperque esto!

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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Anny♥Shakri » sab 27/mar/2010 12:37:38

si claudio, ovviamente era solo una bozza che può essere corretta/integrata.
il titolo potrebbe essere "Genealogia Filosofica del Daimonismo" (secondo voi va bene?) A ME PIACE XD
poi per gli appunti sul "più interiore" ti dò ragione, neanche a me piaceva granchè,
e per daemon... sì, in effetti io lo scrivo così pur pronunciandolo daimon,
ma se secondo te richiama troppo una terminologia demoniaca, lo cambiamo XD
ah poi "raggelare per l'amore" è una sinestesia che ho aggiunto dalla mia esperienza personale
nella prima volta che ho contattato Shakri: provare amore per luii è stato come sentire un brivido di gelo lungo la schiena...
non so, è troppo poetico? XD

posto l'articolo revisionato:
Genealogia Filosofica del Daimonismo
Così come ad un certo punto della storia del pensiero si viene a formare un equilibrio tra cosmo e individuo, nel quale ordine il cosmo è regolabile e pensabile solo grazie al suo nucleo nel pensiero umano, così nell'essenza più intima dell'uomo si crea una tripartizione metodologica della mente, dove l'Io assume, al contrario di quanto si pensasse precedentemente, solo una minima parte nella mente sconfinata ed inesplorata. Platone, il filosofo dal quale attingiamo gran parte delle notizie ritenute vere su Socrate (primo a parlare di daimon in termini di anima, ed interiorità) applica una divisione dell'indole umana in tre parti:
Epithymetikòn (desiderio materiale avido e irrazionale); thymoedeìs (forza collerica e gloriosa); loghistikòn (razionalità e sapienza, anima).
Qualche secolo dopo il filosofo e primo psicanalista Freud leggendo il dialogo “La Repubblica” identificherà le tre indoli in termini psicologici: il continuo desiderio materiale sarà definito ES, ovvero l'inconscio inaccessibile ed infinito, intrinseco e buio, la forza collerica sarà l' IO, ossia la parte di noi che viviamo coscientemente ogni giorno nel nostro vivere sociale, infine la razionalità dell'anima sarà definita dal filosofo SUPER-IO, cioè la parte eticizzante dentro di noi che ci suggerisce cosa fare e non fare, come comportarci moralmente per star bene con noi stessi.
Ed è proprio a quest'ultima parte della psiche umana che il daimonismo dona una centralità oltremodo importante: l'autocoscienza e il rapporto libero con se stessi si sviluppa nella consapevolezza dell'intima moltitudine in noi.
Il daimon è nella tradizione filosofica quella “voce” che permette all'umano di prendere coscienza di cosa siamo davvero, di quel che dobbiamo fare, intimo consigliere delle nostre più intime confessioni, perché nel dialogo con se stessi si è sempre sinceri, si è profondi, non si teme giudizio improprio, non si ha paura.
Siamo noi che giudichiamo noi stessi, riflettiamo simbolicamente la nostra essenza, ci specchiamo in essa, raggelando dall'amore che può scaturire dall'interiorità che conosce, finalmente, se stessa.
Se è questo il fine ultimo al quale tendiamo: Conoscenza intima di noi e del mondo che ci circonda. Senza conoscere la nostra più noumenica essenza, mai saremo in grado di comprendere quel che c'è di esteriore.
L'uso che si fa della tripartizione è semplicemente a scopo metodologico per comprendere l'essenza più assoluta e invisibile che risiede dentro di noi:
il mondo occidentale ha sempre lasciato pochissimo spazio all'introspezione poiché sempre volto ad atti esterni che se non aiutati dal contatto dell'uomo con se stesso confondono fino ad annullare ed alienare la vera essenza che porta alla libertà di essere ed esprimere al massimo noi stessi.
Molto spesso il Daimonismo è accostato a religioni di sorta, idolatrie di totem o spiriti magici; esso non è niente di tutto ciò, ma è semplicemente una filosofia ed uno stile di vita che viene ben descritto in una frase di Giordano Bruno che dice: “Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Cassandra e Sibilin » sab 27/mar/2010 21:40:42

devo dire, mi piace ^^
Bravissima Anna :P
Io sto lavorando ai miei articoli, ma oggi sono stata impedita da mio cugino ._.
Riprenderò domani credo.
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 09/apr/2010 15:20:55

Vi siete addormentati? :P
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da LongJohnSilver » ven 09/apr/2010 19:29:51

No, io ero entrata in stato catatonico O_O
Ma non mi sembra che ci sia nient'altro da aggiungere a ciò che Anna ha scritto, lo trovo perfetto;)
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Claudio-Olyandra » ven 09/apr/2010 19:32:48

Intendevo dire: la serie dei contributi è già finita? :)
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Re: Contenuti del sito

Messaggio da Cassandra e Sibilin » dom 11/apr/2010 15:05:05

Ragazzi, sto trovando molto difficili i miei argomenti: sono riuscita a stilare, per ora, anche per questioni di tempo, solo una bozza sugli headmate e compagnia.
Se mi aiutaste a trovare una forma migliore, e qualche suggerimento, ve ne sarei grata.
Questo è finora quello che ho fatto, di cui non sono per nulla soddisfatta (ma purtroppo per ora devo accontentarmi):
Essendo il daimon un elemento strettamente attinente alla nostra psiche –dunque una parte di sé raggiungibile con un’attenta introspezione- potrebbe essere molto facile, per noi, confonderlo con enti che, pur facendo parte del nostro io, si differenziano da esso per uno o più motivi.
Cominciamo comunque col rimarcare che daimon non è uguale ad amico immaginario, com’è ovvio.
Un amico immaginario è sempre e comunque, come dice la stessa etimologia, immaginario.
È come desideriamo lui sia, ed è totalmente creato da noi.
Farà e risponderà esattamente come ci si aspetta che faccia. È una rappresentazione di come vorremmo essere. Più esattamente, di un desiderio effimero, e non di una reale aspirazione (quest’ultima ha uno strettissimo legame con ciò che il daimon rappresenta), o di un lato del nostro carattere.
È, innegabilmente, statica e non dinamica, una creazione forzata che noi stessi facciamo, e non una rappresentazione di come noi siamo.
Un amico immaginario rispecchia innegabilmente una buona parte delle nostre illusioni, su come siamo e come vorremmo essere davvero, oppure soddisfa un bisogno che al momento abbiamo (non infrequenti infatti sono gli amici immaginari nei bambini!).
Più sottile, e ben più insidiosa, è la differenza tra daimon ed altri enti che si spacciano per esso.
La discussione più fervida ed accesa si è fino ad ora orientata, a lungo, su quello che viene chiamato headmate.
Molti daemian, anche esperti, hanno avuto contatti con questo genere di ente pseudodaimoniano, molto più difficile da, per così dire, stanare.
La tesi più accreditata riferisce l’headmate come una struttura creata dalla stessa mente –ad insaputa del conscio, ovviamente-, come riflesso di una paura, di un desiderio, di un bisogno di un elemento qualsiasi rimasto dentro di noi, irrisolto. Un qualcosa che comunque si rapporta in svariati modi e momenti a noi (a volte spacciandosi per lo stesso daimon).
Un elemento, comunque, da superare: come spesso succede, è più facile per noi combattere qualcosa se le si da un limite, e diventa obbligatorio affrontare una cosa da cui si scappa quando ci si para davanti.
E quale modo più facile per combattere una cosa se non interagire con essa?
Una headmate, riassumendo, non sarebbe dunque altro che un ente, con noi interagente, creato, dal nostro stesso inconscio, per affrontare e superare questioni rimosse per qualche motivo dal nostro conscio.
Questioni sublimate e trasformate, un po’ come i sogni (che com’è ormai accreditato non sono altro che riflessi di paure e bisogni che nei momenti di attività sfuggono al nostro conscio, o non si esprimono pienamente per la censura stessa dell’inconscio).
Elemento che può infatti contribuire alla loro comparsa è, difatti, lo stress emotivo e psicologico.
Per una mente momentaneamente indebolita da un problema che non riesce a superare diventa ovvio il cercare una scappatoia sublimando la questione stessa in un qualcosa con cui si riesce ad interagire.
Sono molto spesso, dunque, prodotti della stessa mente, e non rispecchiano, come il daimon, una parte “intrinseca” del nostro stesso carattere, di ciò che siamo veramente.
Una volta risolto il problema che sta alla radice dell’ente, comunque, si verifica spesso la scomparsa dell’headmate stesso, come più volte riferito da vari daemian che hanno avuto di queste esperienze.
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