Daimon e Disturbi Mentali

In questa sezione sono raccolti i frutti migliori della Comunità italiana del Daimonismo.
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Nemo-Cassandra
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Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Nemo-Cassandra » gio 13/set/2012 18:09:39

(non tratta propriamente di Falsi Daimon, ma non avevo una sezione più adatta dove postarlo, scusate :lol: )


Io sono sempre stato a favore del confronto, del dialogo e del ragionamento, sia negli aspetti più semplici che in quelli più ardui e talora esistenziali del daimonismo, sino a mettere in dubbio l’esistenza stessa del daimon. E’ solo grazie a questo che il daimonismo si è potuto evolvere come corrente filosofica, è riuscito a dare una definizione completa, sintetica e precisa dell’elemento chiamato da noi “daimon” convenzionalmente, ed è stato in grado di sviluppare originali e interessanti teorie volte alla conoscenza ultima di questo aspetto della nostra personalità.

Durante la sua seennale storia, però, il Forum dei Daimon ha avuto modo di ricevere diversi utenti, o terze persone tra cui anche cari e parenti degli utenti stessi, che gli hanno mosso contro diverse opposizioni. Tra le più famose citiamo gli “amici immaginari” e i “cavilli mentali”. Possiamo anche ricordare chi definisce il daimon come null’altro che un “semi-dio”, un “totem”, un “angelo custode”, che spesso sono sinonimi del daimon visti in chiave religiosa-animistica-magica.
In questa sede, però, ci occuperemo di una delle critiche ”sempreverdi” mosse contro l’esistenza del daimon contro il daimonismo in generale; i daemian sono spesso costretti a subire l’accusa di essere malati di mente, o più specificatamente di essere affetti da disturbi mentali, sentendo citare “schizofrenia”, “disturbo dissociativo”, etc.

Ho deciso di scrivere questo breve testo per dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che queste definizioni sono false e avere un’esposizione di (adeguata) valenza scientifica per metterle definitivamente al bando.
Innanzitutto, bisogna definire cos’è un disturbo mentale: esso è una patologia che colpisce il pensiero, il comportamento o i sentimenti di una persona sino a rendere dannosa la sua vita interiore o complicata la sua vita relazionale, o entrambe le cose.
Vi sono cinque categorie di disturbi mentali: Disturbo dell’Umore, Disturbo della Sessualità, Disturbo d’Ansia, Disturbo Alimentare e Disturbo della Personalità. Com’è evidente, le uniche critiche movibili verso la concezione di daimon si concentrano nell’ultima categoria, sicché gli altri riguardano aree di interesse ben differenti.

A questo punto, è opportuno citare la definizione data dall’ARPCI (Associazione di Ricerca di Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale) riguardante i Disturbi di Personalità.
ARPCI ha scritto:“I tratti di personalità sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell'ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali. Soltanto quando i tratti di personalità sono rigidi e non adattivi, e causano una compromissione funzionale significativa o una sofferenza soggettiva, essi costituiscono Disturbi di Personalità.
[…]
Un disturbo di personalità rappresenta anche un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell'individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell'adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo, e determina disagio o menomazione sociale e lavorativa per l’individuo che ne soffre.”
Come risulta ovvio anche all’occhio di una persona poco avvezza alla psicologia, questo è più che sufficiente per dimostrare l’inconsistenza della tesi portata in esame, poiché il daimon tutto è meno che un elemento dannoso, inflessibile e rigido di noi stessi, bensì elastico, benefico e di certo non portatore di disagio.

***

Comunque, il rigore scientifico e la pignoleria che sono parte di me mi impongono di concludere la stesura definendo ad uno ad uno i disturbi della personalità conosciuti, con brevi descrizioni di ognuno in modo tale da rendere palese la contraddizione e dimostrare come essi, col daimon, non hanno nulla da spartire:

-Disturbo Dissociativo dell’Identità (DDI): Caratterizzato dalla presenza di due o più identità o stati di personalità distinte, ciascuna con i suoi modi relativamente costanti di percepire, relazionarsi, pensare nei confronti di se stesso e dell'ambiente; almeno due o più di queste identità o stati di personalità assumono in modo ricorrente il controllo del comportamento della persona, ed è presente l’incapacità di ricordare importanti nozioni personali non spiegabili con una banale tendenza alla dimenticanza (che, dunque, sono state eseguite da una personalità e perciò dimenticate dall’altra). Il DDI è il risultato del fallimento nel processo di integrazione tra i vari aspetti della memoria, della coscienza e dell’identità, associata a gravi traumi.
Sebbene rappresenti uno dei disturbi più frequentemente chiamati in causa per spiegare la presenza del daimon, l’analisi attenta del fenomeno dimostra come il DDI e il daimon siano totalmente differenti (basti pensare, d’altronde, che la comunicazione col daimon né la sua esistenza incidono sulla memoria).
-Disturbo da Depersonalizzazione: Rappresenta un tipico disturbo dissociativo caratterizzato da sentimenti di estraneità da sé, che si accompagnano alla sensazione di guardarsi dall’esterno e ad un appiattimento emotivo.
-Disturbo paranoide di personalità (da non confondersi con la schizofrenia paranoide): Caratterizzato da diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri.
-Disturbo schizoide di personalità (da non confondersi con la sindrome di Asperger): Caratterizzato da modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive, in contesti interpersonali, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una diversità di contesti.
-Disturbo schizotipico di personalità: Caratterizzato da tendenza all'isolamento sociale, da uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico, tipicamente vago o metaforico, da stranezze del comportamento, e da idee di riferimento o credenze insolite.
Naturalmente si potrebbe osservare come il daimon sia una “credenza insolita”. Tuttavia, le idee di riferimento nei soggetti schizotipici sono di natura sovrannaturale (superpoteri, comunicazione spiritica) e sono spesso vaghi nella descrizione di quest’ultimi.
-La Schizofrenia, invece, è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'affettività, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona.
-Disturbo antisociale di personalità Caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità e dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui.
-Disturbo borderline di personalità (da non confondersi con il disturbo bipolare o la ciclotimia): E’ definito come disturbo caratterizzato da vissuto emozionale eccessivo e variabile, e da instabilità riguardanti l'identità dell'individuo. Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell'abbandono. I soggetti borderline tendono a soffrire di crolli della fiducia in se stessi e dell'umore, ed allora cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali.
Il disturbo borderline è molto variegato nei sintomi e nei comportamenti del soggetto, ma come si può evincere dalla definizione si tratta di un comportamento estremo e spesso dicotomico (pensieri che includono soltanto opposti: o bianco o nero, o bene o male, etc.).
-Disturbo istrionico di personalità: Definito come un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione.
-Disturbo narcisistico di personalità: Patologia caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “Sé grandioso”. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé - ovvero una forma di amore di sé che, dal punto di vista clinico, in realtà è fasulla - e difficoltà di coinvolgimento affettivo (per l’appunto, un Narciso).
-Disturbo evitante di personalità (da non confondersi con la fobia sociale): Caratterizzato da inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, estrema sensibilità a valutazioni negative nei propri confronti e la tendenza a evitare le interazioni sociali.
-Disturbo dipendente di personalità: Caratterizzato da un comportamento sottomesso e adesivo, legato ad un eccessivo bisogno di essere accuditi.
-Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (da non confondersi con il disturbo ossessivo-compulsivo): Caratterizzato da un complesso di risposte rigide della personalità, comportamenti e sentimenti che si manifestano ad esempio con la tendenza nel conformare eccessivamente le procedure (anche le più quotidiane), nell’occorrenza di pensieri/comportamenti ripetitivi e nel costante perfezionismo.
-Disturbo sadico di personalità: Caratterizzato per la crudeltà fisica e psicologica con cui il soggetto tratta le sue vittime e la mancanza totale di comprensione per i loro sentimenti. Ciò che lo attrae non è solo il senso di potere nel dominare gli altri o l’aumento della sua autostima, ma anche il dolore che infligge agli altri gratuitamente e di proposito.
-Disturbo autofrustrante di personalità (chiamato anche “disturbo masochistico di personalità”): Il soggetto sacrifica i propri interessi in favore di quelli altrui, lascia perdere la propria soddisfazione e rinuncia alle occasioni lavorative che gli vengono offerte, a favore di qualcun altro. Questi comportamenti sono frequenti in donne che hanno subìto violenza fisica, sessuale o psicologica, o in uomini passivi che ricoprono posizioni subalterne e spesso non adeguatamente retribuiti.
-Disturbo di personalità passivo-aggressivo: Un soggetto passivo-aggressivo stabilisce una relazione e la mantiene fintanto che l’altro è in accordo con lui; quando lo contraddice, scatena un accesso d’ira. Tipico del paziente passivo-aggressivo è il non opporsi apertamente ad una richiesta ma accettare l’incarico e assicurare che lo porterà a termine, pur sapendo che non lo farà: dice “sì” ma agisce “no”; naturalmente è necessario che questo comportamento sia costante, e non solo in riferimento a parenti o amici.

(siete ovviamente tenuti ad aggiungerne altri, se ne sentite nominare ;) )

Fonti:
-ARPCI – Disturbi della Personalità (Associazione di Ricerca di Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale)
-Disturbi della Personalità – Wikipedia e DDI e Disturbo da Depersonalizzazione – Wikipedia e Schizofrenia - Wikipedia
-I.N.P.C.C. (Istituto Nazionale di Psicologia e Psichiatria Clinica)
-Dottoressa Sara Breschi – Psicologa Psicoterapeuta
Ultima modifica di Nemo-Cassandra il gio 13/set/2012 19:30:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Cassandra e Sibilin » gio 13/set/2012 18:40:57

...questa discussione dovrebbe andare tra le importanti e, ASSOLUTAMENTE, nel gruppo facebook.
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Re: Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Kay e Aton » gio 13/set/2012 19:14:51

Interessantissimo! Per quanto mi riguarda nessuno mi ha mai dato della malata mentale, e non capisco come si possa confondere il credere in qualcosa con la malattia, se il comportamento della persona rimane inalterato.

(Io avrei inserito questa discussione in "curiosità")
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Re: Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Nemo-Cassandra » gio 13/set/2012 19:20:31

Akita e Sibilin ha scritto:...questa discussione dovrebbe andare tra le importanti e, ASSOLUTAMENTE, nel gruppo facebook.
Possiamo votare, se volete, a me va più che bene XD
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Re: Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Ross » gio 13/set/2012 20:54:57

Articolo molto ben fatto! L'ho trovato molto chiaro e interessante u.u
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Claudio-Olyandra
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Re: Daimon e Disturbi Mentali

Messaggio da Claudio-Olyandra » mer 03/ott/2012 17:58:41

Vetrina, ADESSO! 8-)
Daimon uniuscuiusque humanitatis caput et fundamentum est semperque esto!

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