Daimonismo: fonti, teorie ecc.

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Tramontoestivo
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Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da Tramontoestivo » dom 08/gen/2017 00:50:13

Chiedo scusa ma sono ancora molto confusa riguardo le sezioni, i topic e tutto quanto, spero di non aver sbagliato! Circa due anni fa mi sono presentata e da allora non ho più controllato il forum, riflettendo in questi giorni però mi è venuta in mente una domanda per tutti voi daemian, che siate "veterani"o "novizi".
Quali sono le fonti dalle quali vi siete informati riguardo questa corrente filosofica, o quali sono i filosofi e le teorie? perché ovunque leggo nel forum vedo che sono sempre le stesse! Grazie in anticipo;)

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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da Bird » dom 08/gen/2017 01:02:44

Non è una corrente sviluppatasi al di fuori di questo forum, temo. Siamo stati noi a farla crescere ed evolvere nel corso degli anni. Il daimonismo in senso stretto è nato e cresciuto qui (perlomeno quello italiano). Filosofi come Socrate ne hanno parlato in termini diversi, e non sempre vicini a quello di cui parliamo qui.
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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da IlTengu » dom 08/gen/2017 01:36:19

Credo abbia ragione liaison; il demone socratico è tutt'altra cosa rispetto all'idea di daimon che si è sviluppata in questo forum e anche in quelli americani. E non si parla solo di lievi differenze, ma proprio di differenze dell'intero contenuto. Il daimon socratico e il daimon daimonista condividono solo il nome. Basti pensare che il daimon socratico non aveva affatto - secondo le fonti - un dialogo con Socrate, ma si limitava a intimargli divieti di volta in volta. Non parliamo del daimon platonico che è addirittura tutta un'altra roba(identificabile con il "destino" scelto dall'uomo nel momento della nascita) o i demoni di Senocrate(allievo di Platone) con cui si entra proprio nella demonologia pura e dura. Che io sappia nemmeno filosofi posteriori ne parlano nei termini in cui ne parliamo noi(rimanendo in fondo legati alla figura demoniaca platonica, ovvero a quella del destino o della vocazione) e nemmeno il demone di Hillman, in fondo, rappresenta ciò che noi chiamiamo daimon. Hillman identifica il daimon più con la vocazione o con una sorta di forza-traente del destino di ognuno(in ciò non discostandosi molto dalla tradizione). E mi pare - ma non conosco a sufficienza l'autore - che anche Jung tratti il daimon sempre in funzione della vocazione creativa et similia.
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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da Pandemonium » dom 08/gen/2017 10:17:56

Concordo essenzialmente con entrambi, ma mi permetto di dire la mia.
La comunicazione, certo, diversa era diversa: ma in qualche modo il daimon comunicava, e io credo che la sostanza, di fatto, sia la stessa. Non mi reputo una filosofa, per cui correggetemi se sbaglio, ma per passione ho letto alcuni saggi di Hillman. Più che spiegare la comunicazione, i legami tra uomo-daimon, Hillman ha spiegato "come funziona" in sé il daimon, che ha lo scopo di covare la ghianda (=vocazione) e portarla alla sua massima espansione, per la felicità e realizzazione del disegno ideato secondo il mito dall'uomo in precedenza (che questo sia essere un pittore fantastico o un dittatore).
I modi di manifestarsi del daimon e della ghianda sono molteplici, di conseguenza non può esistere una comunicazione standard per ogni essere umano. Per questo motivo i daimon degli antichi in comunicazione si dissociano molto dai nostri. Per questo motivo non esiste alcun saggio che possa parlare del daimon moderno, semplicemente perché noi siamo il frutto del cambiamento e se una cosa è viva cambia.
Noi abbiamo subito le influenze di molte altre culture; la psicanalisi, la presa di coscienza che dentro di noi c'è un calderone in subbuglio, l'idea di scavarsi dentro, pensare che dentro noi c'è qualcosa di non razionale che teniamo soffocato.
La nostra società è una società basata sulla parola, che rifugge l'istinto e bolla come "superstizione" qualsiasi cosa irrazionale: per questo credo che nei daemian moderni la comunicazione "verbale" sia la prediletta.
Ricordiamo inoltre che il daimon così come lo percepiscono gli antichi è come lo percepiscono i "non-daemian": lo chiamano intuizione, sospetto, sesto senso, qualcosa che gli impedisce di fare/spinge ad agire.
Nel diventare daemian, nell'esplorarlo a fondo, nel volersi conoscere, bisogna di conseguenza conoscere il proprio daimon. Come posso conoscere me stessa senza conoscere quel riflesso? Da qui il bisogno della forma, del nome, del sesso e magari anche dei gusti, che parlano TUTTI in un modo speciale, essenziale e vero di noi, seppure indirettamente.
Credo sia andata così.
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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da Luke e Kyriax » dom 08/gen/2017 12:56:13

Concordo abbastanza con quanto scritto sopra. Sebbene nel corso dei secoli ci siano stati vari pensatori che hanno espresso concetti considerabili in qualche modo imparentati o almeno collegati col daimonismo, il nostro concetto di daimon è (per quanto ne so) abbastanza inedito.
Per quanto riguarda i possibili collegamenti ti suggerisco l'articolo della Wiki (http://it.daimonismo.wikia.com/wiki/Dai ... e_richiami), ma tieni presente che è stato scritto molto tempo fa (e in realtà non ricordo neanche da chi), pertanto probabilmente dovrebbe essere rivisto.
Ci sono poi alcuni topic del forum che parlano di analogie varie:
http://daimonismo.altervista.org/forum/ ... =28&t=3018
http://daimonismo.altervista.org/forum/ ... f=18&t=820
http://daimonismo.altervista.org/forum/ ... f=18&t=774
Tieni tuttavia presente che si tratta (ovviamente) di ricerche autonome fatte da alcuni daemian nel corso del tempo e non sottoposte a verifica, quindi quanto è scritto in quei post non riveste carattere di "interpretazione comune" dei filosofi citati. Gli ultimi due topic linkati sono tra l'altro piuttosto vecchi (e personalmente non mi ricordo di averli mai letti).

Comunque sostengo da tempo che etichettare il daimonismo come "movimento filosofico" sia se non semplicistico almeno potenzialmente fuorviante, perché chiaramente la nostra non è una corrente filosofica come possono essere per esempio l'esistenzialismo o l'idealismo.
Siamo costretti a definirla una filosofia perché effettivamente è quello che è e perché sarebbe difficile trovare dei termini più appropriati, ma si tratta chiaramente di una filosofia peculiare.
Il daimonismo non è infatti una "filosofia dei contenuti" e -per quanto nella sezione "Teorie" del forum si possano trovare argomenti interessanti e talvolta anche complessi- non è di per sé legata a un singolo pensiero complesso e articolato. Si tratta più che altro di una filosofia pragmatica, che punta a porre la ricerca introspettiva sul piano dialogico.
Non abbiamo pertanto uno stretto bisogno di particolari fonti, pensatori da cui trarre spunto di comune accordo o di una bibliografia di riferimento: per quanto essi possano essere interessanti allo scopo di approfondire il discorso e riflettere sul concetto di daimon non costituiscono il cardine del daimonismo, che è invece la prassi introspettiva del dialogo (che comunemente chiamiamo "comunicazione" ma che ovviamente non implica alcun contatto con entità esterne).
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(mi hanno detto così; però francamente non ne ho idea)

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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da IlTengu » dom 08/gen/2017 20:57:55

Comunque sostengo da tempo che etichettare il daimonismo come "movimento filosofico" sia se non semplicistico almeno potenzialmente fuorviante, perché chiaramente la nostra non è una corrente filosofica come possono essere per esempio l'esistenzialismo o l'idealismo.
Perfettamente d'accordo; penso anzi che il fraintendimento venga dal fatto che si utilizza il termine "filosofia" affiancato al termine "filosofia di vita". Al massimo il daimonismo può essere affrontato filosoficamente in quanto tocca vari argomenti filosofici, ma non è una filosofia di per sè.

Quanto a Mandala, penso che quanto da te scritto sia interessante, anche se a me - personalmente - non accade sempre di assimilare il daimon all'intuito o all'istinto, quindi penso che lì sia una questione abbastanza individuale.
In ogni caso è vero che - forse - i filosofi trattando del daimon(seppur contenutisticamente in maniera totalmente diversa) abbiano in qualche modo parlato anche di quello che noi pratichiamo, ma penso sia comunque un'ipotesi. Tieni conto che il problema platonico del daimon è questo: gli uomini nascono con vocazioni differenti a seconda di come le anime sono bilanciate in ogni individuo(anima razionale, animosa e appetitiva). Problema: com'è possibile allora lodare o condannare un uomo per le proprie azioni se il suo destino, la sua vocazione(anche criminale) sono costituitivamente definite dalla nascita? Posso lodare un uomo che possiede una natura giusta aldilà della sua effettiva volontà? Certamente no(per Platone). Dunque Platone elabora il famoso mito di Er nella Repubblica(appunto il problema è quello: come posso punire - in una città giusta - un uomo che sia criminale per natura? Sarebbe una punizione ingiusta, non l'ha scelto lui di nascere criminale per vocazione e destino) in cui - come ben saprai, quindi non la farò troppo lunga - Er tornato dall'aldilà parla di come esista un numero sterminato di demoni(ognuno trasportante verso una certa vocazione e destino) che vengono scelti da ogni anima. Così risolve il problema teoretico: l'uomo ha un destino per nascita, ma è l'anima stessa a sceglierselo in un periodo pre-natale. Dunque posso lodare un uomo e punirlo per il suo destino, poichè è la sua anima ad aver scelto tale destino tramite una libera scelta ed è dunque resposabilità sua(e dunque dell'individuo).
Pertanto il daimon platonico(e anche post-platonico) è una necessità teorica di giustificazione della convivenza tra termini come "responsabilità" e "destino", e non so quanto invece la ragione di tale elaborazione teorica sia da attribuire ad una intuizione viva del daimon, nel senso che gli attribuiamo noi.
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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da Pandemonium » lun 09/gen/2017 18:09:04

@IlTengu, sono sostanzialmente d'accordo con te, dal momento che il mito di Er quello è (?) Ma penso tu abbia capito male (o forse mi sono spiegata male io, il che è probabile) : non volevo sostenere il fatto che i filosofi antichi avessero parlato del daimon o della comunicazione nel modo che intendiamo noi oggi, assolutamente, anche perché così non è. Semplicemente, sostengo che la sostanza alla quale si rivolgono, teorie discutibili a parte, dal momento che per esempio il mito di Er è tutto meno che provabile (capitan ovvio), sempre "daimon" è, intesa come voce interiore. Che poi le cose siano cambiate è innegabile :)
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Re: Daimonismo: fonti, teorie ecc.

Messaggio da IlTengu » mar 10/gen/2017 00:58:23

Semplicemente, sostengo che la sostanza alla quale si rivolgono, teorie discutibili a parte, dal momento che per esempio il mito di Er è tutto meno che provabile (capitan ovvio), sempre "daimon" è, intesa come voce interiore.
Quello che volevo mostrare essere abbastanza difficile da sostenere(per quanto potrebbe anche essere un'ipotesi) è proprio questo; per Platone il daimon è una toppa teorica e così anche per i suoi allievi. Tutte le teorie sul daimon successive partono da quell'eredità platonica per dare un contenuto alla vocazione o al destino et similia.
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