Visione a distanza tramite il daimon

Meditiamo sugli aspetti filosofici e formuliamo ipotesi ragionevoli sul Daimonismo!
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Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da IlTengu » mer 04/gen/2017 00:43:55

Esiste secondo voi la possibilità che il dàimon si allontani da noi e ci comunichi così - sotto forma di intuizione - cose che non potremmo sapere per la posizione in cui ci troviamo? Ad esempio, giorni fa, stavo uscendo dalla metropolitana: d'improvviso un qualcosa mi dice di andare verso le scale dell'uscita di sinistra. Io ci penso e ignoro la cosa, perchè solitamente esco sempre a destra e mi trovo con la mia ragazza proprio da quel lato. Dunque vado a destra, esco e ricevo un messaggio dalla mia ragazza in cui mi diceva di uscire a sinistra, perchè si trovava lì. E' possibile che il mio daimon abbia viaggiato(non parlo fisicamente, ma non saprei che altro termine utilizzare) nello spazio circostante, avvertendomi poi della cosa(da me stupidamente ignorata)?
Discorsi di questo tipo non sono da me particolarmente amati perchè sfociano nel ciarpame new age e compagnia bella e hanno nessuna fondatezza scientifica e filosofica, ma il dubbio mi rimane, specie se si guarda alle sperimentazioni sulla cosiddetta visione a distanza.
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Bird » mer 04/gen/2017 10:40:36

Risposta secca: no, non è possibile.

Risposta motivata: per come la metti adesso, continuo a dire che non è possibile, semplicemente perché il daimon non può sapere nulla più di quello che sai tu. Tuttavia il daimon può far parte di quella zona della psiche che riguarda l'istinto/intuizione, perciò probabilmente c'è stata una sorta di....rielaborazione inconscia delle informazioni, che ti ha portato a ipotizzare, sempre inconsciamente che tu dovessi girare a sinistra, pur poi ignorando questa intuizione.

E siccome non resisto al richiamo delle citazioni, ti dico che bisogna SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE girare a sinistra.
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Yomi » mer 04/gen/2017 16:08:53

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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Pandemonium » mer 04/gen/2017 17:18:40

Non credo sia possibile, ma in linea di massima quoto Flevs. Quando ero più piccola Ka mi aveva "urlato contro" per avvertirmi di qualcosa mentre attraversavo la strada, e caso volle che per poco una macchina non mi investiva.
O è una semplice coincidenza, oppure il daimon, essendo intuito, ha percepito (?) qualcosa. È l'unica spiegazione plausibile per me :)
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da IlTengu » mer 04/gen/2017 18:32:35

Devo dire che la spiegazione dell'assemblaggio istantaneo ed immediato di informazioni con relativa comunicazione tramite intuizione era stata una delle mie ipotesi primarie, qui non comunicata per non influenzare eventuali riflessioni. Tuttavia, pur essendo questa la teoria certamente più efficace e più provabile, rimane il fatto che le informazioni a mia disposizione erano le medesime di sempre; effettivamente sempre la mia ragazza scende dal lato sinistra(causa fermata del pullman ubicata in quel lato), ma nondimeno ci troviamo sempre sul lato destro(poichè provvisto di panchine). Anche se, come Nou-ne mi suggerisce or ora: erano un paio di volte che ci trovavamo invece dal lato sinistro, quindi potrebbe essere questa l'informazione recuperata istantaneamente.
Tuttavia, i famosi casi(non so quanto provati scientificamente, ma sperimentati dalla CIA e da servizi segreti inglesi nel clima della Guerra Fredda) di visione a distanza, pur non rientrando nel mio caso - effettivamente spiegabile con quanto scritto da liason e quanto io stesso avevo ipotizzato - potrebbero rientrare(ammesso siano veri e io ho i miei dubbi) in un uso sopra-normale(ovvero sopra i rapporti normali con il daimon) del daimon? Io concepisco il daimon come qualcosa di parecchio interiore, avendo anche poca necessità di rappresentarmelo tutte le volte, ma sono aperto anche ad altre teorie.
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Bird » gio 05/gen/2017 11:02:08

Io sono generalmente scettica sull'argomento "daimon + cose strane", perché il daimon non lo è affatto, visto che si tratta della nostra psiche o comunque una parte di essa. Invece questi episodi....uff cioè, l'unica spiegazione logica che mi viene in mente è quella che ho già detto. Altro semplicemente non lo concepisco, primo perché se non lo provo in prima persona non so...come È (ma questo non vuol dire che io non abbia mai avuto questo tipo di intuizioni, anzi), secondo perché appunto sono scettica al pensare a cose che non posso spiegare in modi chiari.
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da IlTengu » gio 05/gen/2017 22:49:03

No, ma sul fatto che la mia esperienza sia perfettamente spiegabile come hai detto sono più che d'accordo.
Mi chiedevo solo se quelle persone che secondo i documenti dell'epoca(a quanto ne so ora le varie sperimentazioni hanno dato risultati negativi, ma i sostenitori si appellano alla mancanza di date condizioni necessarie negli esperimenti e dunque non so cosa dire) possano aver utilizzato il daimon o se invece abbiano ragione coloro che parlano di cervelli unificati(teorie che quasi sempre cascano nella mente collettiva volgarizzata e guarda caso, in teorie quali: costruiamo noi la realtà e "la fatina dei denti è un quark"). Ovviamente mi rendo conto che voi, come me, non ne abbiate la più pallida idea :lol:
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Luke e Kyriax » gio 05/gen/2017 22:55:37

Anche la mia risposta è un secco "No".
Per diverse ragioni: tanto per cominciare parlare di "daimon che si allontana da noi" implica l'attribuzione al daimon di una posizione: significa ammettere che il daimon in quanto tale (e quindi non solo in virtù della fisicità del nostro cervello) occupi in qualche modo un proprio spazio fisico ben definito. In un'ottica razionalista noi siamo abituati a parlare di daimon genericamente come di una "componente della nostra psiche" e non ha senso attribuirgli una posizione se non all'interno della nostra scatola cranica; ma anche volendo andare nel metafisico e considerando dualisticamente il daimon come una qualche parte di noi contrapposta alla nostra fisicità (insomma, "la nostra anima" o una sua parte per intenderci) è chiaro che parlare di posizione risulterebbe poco appropriato, visto che quella di occupare uno spazio è una prerogativa di ciò che è materiale (vedi res extensa).1
Il daimon non occupa una posizione, al più siamo noi a proiettare una sua rappresentazione non nello spazio fisico ma nella sua immagine che la nostra mente produce sulla base della percezione che ha dell'ambiente.
Tu dici "non parlo fisicamente", ma lo spostamento nello spazio è intrinsecamente uno spostamento fisico, perché lo spazio è fisico. Per spostarsi bisogna avere una posizione, per avere una posizione bisogna occupare uno spazio, per occupare uno spazio bisogna avere un'estensione.
Ma del resto vedo che tu stesso sottolinei come questi discorsi sfocino nel "ciarpame new age"2 e non abbiano fondamento scientifico e filosofico.

Per quanto riguarda le intuizioni, la mia idea è che si tratti fondamentalmente di una sorta di bias di conferma: tu hai questo pensiero ("potrei andare dalle scale di sinistra!"), esci lo stesso a destra e scopri che la tua ragazza era invece a sinistra, così ci fai caso e lo riporti qui come esempio. Tuttavia se la tua ragazza fosse stata proprio a destra come succede sempre, tu non avresti più neanche pensato al fatto che ti era venuta l'idea di andare sinistra. La previsione azzeccata attira l'attenzione (la tua e quella degli altri), quella errata no, creando una percezione alterata dei fatti derivante dal fatto che i due eventi (il pensiero di A e l'avverarsi di A) se presi singolarmente sono di scarsissimo interesse e non li notiamo, se abbinati invece destano un grande stupore perché la previsione di A si rivela azzeccata.
In più c'è tutto il discorso già fatto sull'elaborazione inconscia delle informazioni già note (il fatto che un paio di volte vi siate trovati sul lato sinistro).

Riguardo la visione a distanza più in generale...gli occhi con cui osservo il mondo sono quelli della razionalità; ciononostante sarei assolutamente pronto a credere a un fenomeno "paranormale" se effettivamente la sua natura fosse provata (tra l'altro c'è un milione di dollari in palio, il "One Million Dollar Paranormal Challenge").
Ci tengo a sottolineare che ho virgolettato "paranormale" perché secondo me non ha molto senso parlare di fenomeni non spiegabili dalla scienza. La scienza studia il mondo, e se il mondo non risponde alle leggi che noi scriviamo per descriverlo molto semplicemente si cambia la scienza. Non può esistere un fenomeno scientificamente non spiegabile, al più può esistere un fenomeno non ancora scientificamente spiegabile.

----

1 Visto che ho parlato di dualismo e di una concezione razionalista potenzialmente abbinabile ad un materialismo, specifico che nessuna delle due posizioni (dualismo e materialismo in senso stretto) mi soddisfano, ma questa è un'altra storia.
2 Come forse puoi immaginare può capitare talvolta che il daimonismo stesso sia associato a tale "ciarpame new age", ragion per cui io e altri teniamo molto a far sentire la nostra voce razionale quando si presentano argomenti di questo tipo; questo ovviamente non vuol dire che non se ne possa parlare: vogliamo solo evitare che chi arriva qui si faccia un'idea sbagliata.
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(mi hanno detto così; però francamente non ne ho idea)

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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da IlTengu » ven 06/gen/2017 00:44:56

Faccio un po' d'ordine perchè forse mi sono fatto fraintendere mantenendomi nel vago; io non sono un sostenitore della teoria per cui il daimon sia una sorta di entità staccata da un eventuale portatore; il daimon per quanto mi riguarda è totalmente identificabile con il suo portare e quando dico "totalmente" intendo sia quella che rispolverando un antico dualismo potremmo chiamare "anima", sia il corpo esteso; altrimenti il daimon perchè mai avvertirebbe il proprio portatore riguardo un pericolo? Dovremmo tirar fuori giustificazioni che farebbero diventare il daimon una sorta di custode o guardiano. Mentre è più semplice ed efficace pensare che anche il daimon sia esteso, esattamente lungo la stessa estensione occupata dal portatore, con la differenza che laddove i sensi del daemian si differenziano per qualità(la vista è diversa dall'udito), il daimon costituisce il proprio sentire come una semplice prassi intenzionale(sentire è sempre sentir di "qualcosa", indicare un contenuto). Il daimon è dunque - per quanto mi riguarda - quella parte in cui la passività empirica è piena attività o prassi, ovvero, un'esperienza sensibile viene registrata tramite una protensione attiva verso l'oggetto empirico, ma mentre consapevolmente necessitiamo in un secondo momento di ricordarla, la parte daimonica registra l'esperienza mantenendola attiva. Sia che siano appercepite, sia che si depositino come semplici percezioni non appercepite, il daimon le manterrà attive e comunicabili all'occorrenza o sotto il patrocinio di determinate condizioni empiriche. Il daimon è insomma un io-penso differente dall'io penso appercipiente che accompagna ogni materiale empirico.
Il pensiero può esser detto inesteso? In quanto alla forma non di certo, dato che ogni pensiero è null'altro(in quanto alla forma, appunto) una serie di processi elettrico-chimici e dunque assolutamente fisici. Lo stesso immaginare il daimon che cammina allegramente su un prato ha un estensione in quanto alla forma. Certo è che in quanto al contenuto non esiste estensione: l'immagine del daimon sul prato non è un oggetto esteso, lo è al massimo la forma chimico-elettrica da cui emerge. V'è dunque una emersione: non possiamo dire che la forma sia il contenuto, dato che effettivamente non è così; così come non possiamo dire che un panino sia identificabile con i suoi atomi o le sue molecole, perchè effettivamente non è quello che esperiamo. Vi è dunque una emersione di livelli e significati.
Ma ho detto(e non so se sarai d'accordo) che il pensiero in quanto alla forma è esteso; ciò è ovvio nel momento in cui coloro che portano degli arti artificiali altamente tecnologici, riescono ad utilizzare i propri impulsi celebrali - trasportati dai tessuti nervosi ancora presenti - per muovere qualcosa di inerte. Dunque il pensiero(nel caso della mano dovremmo parlare più che altro di impulsi), se preso nella sua forma fisico-formale è certamente esteso. Immaginiamo quindi che per uno stranissimo motivo sia possibile trasportare tali impulsi(attraverso particelle sconosciute X che fanno da medium) fuori da noi; se il daimon è lo stesso corpo, gli stessi impulsi, la stessa carne del daemian, è altrettanto facile affermare che il daimon potrebbe - attraverso la percezione permessa dagli impulsi + "particelle X" - muoversi fisicamente nell'estensione dello spazio, anche senza che il corpo anatomico del daemian si muovi di un solo passo. Ora, io non credo che ciò sia possibile, ma mi sembrava doveroso portare tale situazione evidentemente assurda per poter affermare in totale tranquillità che non è corretto identificare l'estensione occupabile dal "pensiero" o dal daimon, solo ed unicamente con il corpo del daemian. Se immaginassimo una situazione in cui vengano inventati droni che comunicano(tramite chi sa quale meccanismo) direttamente con il cervello di chi sta a terra(trasmettendogli suoni, immagini e sensazioni tattili), ci troveremmo in una situazione inversa rispetto a quella immaginata prima, ovvero, se prima eravamo noi tramite impulsi ad estenderci, ora sarebbe l'estensione a venire da noi(tramite impulsi artificiali inviati al nostro cervello): il risultato non cambierebbe, poichè in entrambi i casi vi sarebbe un'attività intenzionale del daimon(oltre che che dell'io penso appercipiente). Ma immaginiamo una terza situazione, più banale; siamo in un cinema e stiamo osservando una sacco di scene; se descrivessimo il tutto dal punto di vista fisico dovremmo dire che vi sono nella sala una cinquantina di uomini e donne che fissano un muro contro cui è proiettata una serie di fotoni. Vi sono dunque i corpi estesi all'interno del cinema(muri, sedili, umani, pop-corn, etc.) e altri corpi estesi(i fotoni) che costituiscono quanto gli uomini stanno osservando etc. etc. Effettivamente non è questa l'esperienza che noi abbiamo: per noi quelle immagini vogliono dire qualcosa, anzi, non pensiamo nemmeno che siano fotoni(o che tutto quello che osserviamo ci è possibile osservarlo in quanto esiste la luce) e magari ci emozionano tali immagini e la notte ci metteremo a sognare di antichi regni mai esistiti o di località mai visitate. E' dunque necessario che vi sia un'estensione perchè vi sia un oggetto verso cui la nostra prassi percettiva(e appercettiva) tenda? Ci interessa l'estensione quanto al camminare o in dunzione del dover schivare una pietra, ma non di certo quanto al contenuto dell'idea(utilizzo tale termine nel senso cartesiano), giacchè ci emoziona il cinema così come un paesaggio effettivamente esteso. E d'altra parte internet rappresenta una serie di immagini per nulla estese e che tuttavia sono da noi pensate come tali: "vai su quel sito", "scorri giù" etc. Dunque abbiamo l'esperienza quotidiana di estensioni non fisiche che non sono altro che imitazioni di quella prima estensione esperita che è la fisicità: per così dire ripetizioni molteplici(ma intenzionali, ovvero un percepir-qualcosa o un pensar-qualcosa) di una estensione primaria che viene da noi interiorizzata a tal punto da modificare lo stesso pensare e anzi, facendolo emergere tout-court(ad esempio la scrittura ha modificato, spazializzato il pensiero, rispetto a quello esistente nelle epoche più orali). L'estensione pensata o imitativa è una sorta di estensione(fisica)-che-era, un'estensione differita. Non v'è dunque una contrapposizione dualistica(quanto al nostro conoscere o pensare) se non in quanto al mezzo attraverso cui l'oggetto è effettivamente indicato dalla prassi intenzionale(ovvero un oggetto fisico, sarà appunto formalmente fisico, mentre quando sarà da noi pensato avrà un'estensione imitativa chiaramente non fisica in quanto al contenuto, o pensare un triceratopo sarebbe uguale all'averlo davanti agli occhi).

Conclusione: il daimon ha la stessa estensione fisica del daemian(o non potrebbe sentire, a meno che non glielo comunichi il daemian e ciò sarebbe assurdo, nè potrebbe vedere), l'estensione(come mostrato nei primi due esperimenti mentali, ma anche nell'esempio della mano robotica) della percezione e dell'appercezione, così come del pensare o degli impulsi del cervello, non debbono per forza coincidere con il corpo del percipiente/pensante e dunque il daimon(nel suo essere pura prassi intenzionale) può anche - in date condizioni - estendersi aldilà del corpo effettivo(muovendosi nello spazio come dicevi tu), così come può(sempre nella sua intenzionalità, nel suo essere coscienza-di-qualcosa) esplorare estensioni(imitative, emerse dall'estensione fisica) che il corpo effettivo non può - nel caso di un film horror, grazie al cielo - esplorare, ma che hanno effettivamente il contenuto di una estensione(tanto che cadere in un sogno ci crea una sensazione fisica simile a quella di una caduta effettiva, male e sfracellamento escluso). Dunque l'estensione non può essere identificata solo con quanto è fisico, poichè riguardo al contenuto esistono estensioni pensate, ma non fisiche(che sono imitazioni di quell'estensione formale che anche gli animali non pensanti, a modo loro, esperiscono tramite la resistenza che essa oppone).

Tornando al mio "non fisicamente" utilizzato abbastanza a casaccio, ipotizzavo eventuali teorie(da me non credute, ma amo il dialogo totale) spiritualistiche, alla maniera dei viaggi astrali et similia. Io non li credo veri, ma ero aperto a tale confronto.
Per quanto riguarda le intuizioni, la mia idea è che si tratti fondamentalmente di una sorta di bias di conferma:
Avevo notato tale intuizione come differente dalle altre nello stesso momento in cui la ebbi; sono abbastanza convinto che si sia trattata di una comunicazione del mio daimon che ha semplicemente unito due informazioni attive: la fermata posta a sinistra e il fatto che ultimamente ci troviamo da quella parte, generando un'intuizione efficace. Ma potrei fare molti esempi di questo tipo.

Quanto alla visione a distanza, non so che cosa dire, perchè cercando informazioni dettagliate, ma competenti, si trova solo ciarpame new age/finto-quantistico che ignoro a prescindere. Io so che al tempo spesero diverse migliaia di dollari e sterline in tale ricerca; non è escluso che si sia trattato di un colossale buco nell'acqua.
vogliamo solo evitare che chi arriva qui si faccia un'idea sbagliata.
Perfettamente d'accordo.
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Re: Visione a distanza tramite il daimon

Messaggio da Luke e Kyriax » sab 07/gen/2017 01:56:44

IlTengu ha scritto:Faccio un po' d'ordine perchè forse mi sono fatto fraintendere mantenendomi nel vago; io non sono un sostenitore della teoria per cui il daimon sia una sorta di entità staccata da un eventuale portatore; il daimon per quanto mi riguarda è totalmente identificabile con il suo portare e quando dico "totalmente" intendo sia quella che rispolverando un antico dualismo potremmo chiamare "anima", sia il corpo esteso; altrimenti il daimon perchè mai avvertirebbe il proprio portatore riguardo un pericolo? Dovremmo tirar fuori giustificazioni che farebbero diventare il daimon una sorta di custode o guardiano.
Beh, mi fa piacere che tu non sia un sostenitore di tale teoria, ma se permetti è la prima cosa che viene da pensare leggendo di "daimon che si allontana e vede cose" e pertanto ho commentato di conseguenza. Come ho scritto tengo molto ad evitare che il daimonismo venga preso come una sorta di credenza mistica e quando vedo affermazioni interpretabili in quel senso cerco sempre di esprimere il mio punto di vista in merito.

Parto direttamente dalle conclusioni
IlTengu ha scritto:il daimon ha la stessa estensione fisica del daemian(o non potrebbe sentire, a meno che non glielo comunichi il daemian e ciò sarebbe assurdo, nè potrebbe vedere)
Su questo non ho nulla da ridire. Quando nel mio post precedente ho affermato che il daimon non possiede un'estensione propria, ho specificato che escludevo l'estensione che ha in virtù della fisicità del nostro cervello (o di qualsiasi altra cosa virtualmente in grado di ospitare gli impulsi che supponiamo spiegare il pensiero). Riguardo alla frase "dato che ogni pensiero è null'altro(in quanto alla forma, appunto) una serie di processi elettrico-chimici" presente nell'argomentazione, devo invece dire che non sono del tutto convinto: come ho scritto in una delle note del mio post precedente, riguardo la natura della mente non sono pienamente soddisfatto dal materialismo (ma meno che mai da un dualismo). Comunque questo è un altro discorso e non è mia intenzione divagare, quindi da qui in avanti non toccherò più questo punto.
IlTengu ha scritto:l'estensione(come mostrato nei primi due esperimenti mentali, ma anche nell'esempio della mano robotica) della percezione e dell'appercezione, così come del pensare o degli impulsi del cervello, non debbono per forza coincidere con il corpo del percipiente/pensante e dunque il daimon(nel suo essere pura prassi intenzionale) può anche - in date condizioni - estendersi aldilà del corpo effettivo(muovendosi nello spazio come dicevi tu)
Perdonami, ma il termine "estensione" utilizzato così ha un significato differente da quello utilizzato prima relativamente all'estensione fisica, a cui io facevo riferimento per spiegare che il daimon non può prendere e andarsene in giro autonomamente.
L'estensione in senso fisico è la caratteristica di tutto ciò che è materiale di occupare un certo volume di spazio fisico, l'estensione della percezione e dell'appercezione è più simile al "campo d'azione" delle nostre possibilità percettive (estensibili a piacere negli esperimenti mentali o anche nella realtà mediante opportuni strumenti), che esiste solo nella misura in cui noi siamo in grado di distinguere (e quindi di identificare un confine) tra ciò che possiamo percepire e ciò che sappiamo esistere pur non avendone percezione. Intendendo l'estensione in questi termini possiamo attribuire al daimon un'estensione indipendente dalla fisicità del nostro cervello, ma questo non significa che in virtù di essa il daimon possa spostarsi e meno che mai allontanarsi dal daemian: essi continuano infatti ad occupare il medesimo spazio.
IlTengu ha scritto:così come può(sempre nella sua intenzionalità, nel suo essere coscienza-di-qualcosa) esplorare estensioni(imitative, emerse dall'estensione fisica) che il corpo effettivo non può - nel caso di un film horror, grazie al cielo - esplorare, ma che hanno effettivamente il contenuto di una estensione(tanto che cadere in un sogno ci crea una sensazione fisica simile a quella di una caduta effettiva, male e sfracellamento escluso). Dunque l'estensione non può essere identificata solo con quanto è fisico, poichè riguardo al contenuto esistono estensioni pensate, ma non fisiche(che sono imitazioni di quell'estensione formale che anche gli animali non pensanti, a modo loro, esperiscono tramite la resistenza che essa oppone).
L'estensione imitativa è anch'essa differente dall'estensione fisica di cui parlavo prima ed esiste solo in quanto rappresentazione nella nostra mente. In tali rappresentazioni (l'ambientazione di un film, una pagina web, un video a 360°...ma anche l'immagine che abbiamo dell'ambiente che ci circonda) il daimon può effettivamente "muoversi", così come in esse possiamo proiettare un'immagine del daimon stesso; le virgolette sono tuttavia d'obbligo, perché la rappresentazione dello spazio non è spazio e noi parliamo di spostamento solo perché vivendo in un mondo fisico le categorie attraverso le quali siamo abituati a strutturare il nostro pensiero sono quelle. Nel momento in cui scrivo il cursore che lampeggia sullo schermo "si sposta" verso destra, ma in realtà questo "spostamento" ha ben poco a che vedere con lo spostamento dell'auto che è appena passata sotto casa mia. Si tratta solo della variazione d'intensità di alcuni pixel del mio schermo, tuttavia io associo alla percezione che ho di tale variazione il concetto di spostamento perché tale percezione è simile a quella che ho osservando un oggetto che si sposta nella sua fisicità. Posta questa fondamentale differenza, possiamo ben dire che tra lo spostamento fisico e lo spostamento nell'immagine di uno spazio (ben diverso, dal momento che l'immagine dello spazio ha senso solo in relazione al soggetto che la pensa mentre lo spazio fisico esiste a prescindere da qualsiasi soggetto) intercorra una relazione di analogia, ma non che siano la stessa cosa.

Quindi sì, il daimon si può spostare all'interno di uno spazio virtuale che ha senso all'interno della nostra mente, ma non può spostarsi nello spazio fisico circostante indipendentemente dal supporto fisico che -in qualche modo- ospita la mente (il nostro cervello)...che è la cosa che conta nell'ottica dell'argomento del topic, ovvero la possibilità per un daimon di allontanarsi e vedere a distanza (immagino sia sottinteso che "a distanza" implichi "al di là dei limiti della percezione fisica del daemian"):
IlTengu ha scritto:Tornando al mio "non fisicamente" utilizzato abbastanza a casaccio, ipotizzavo eventuali teorie(da me non credute, ma amo il dialogo totale) spiritualistiche, alla maniera dei viaggi astrali et similia. Io non li credo veri, ma ero aperto a tale confronto.
È esattamente questo il tipo di spostamento fisico di cui parlavo e su cui avevo da ridire.

IlTengu ha scritto:Avevo notato tale intuizione come differente dalle altre nello stesso momento in cui la ebbi; sono abbastanza convinto che si sia trattata di una comunicazione del mio daimon che ha semplicemente unito due informazioni attive: la fermata posta a sinistra e il fatto che ultimamente ci troviamo da quella parte, generando un'intuizione efficace. Ma potrei fare molti esempi di questo tipo.
Una cosa non esclude l'altra, ad ogni modo quello che conta è che c'è una spiegazione razionale. Ho voluto tirare fuori la questione del "bias di conferma" perché secondo me in questi casi gioca spesso un ruolo rilevante e si era già parlato dell'intuizione dovuta a informazioni già possedute.
IlTengu ha scritto:Quanto alla visione a distanza, non so che cosa dire, perchè cercando informazioni dettagliate, ma competenti, si trova solo ciarpame new age/finto-quantistico che ignoro a prescindere. Io so che al tempo spesero diverse migliaia di dollari e sterline in tale ricerca; non è escluso che si sia trattato di un colossale buco nell'acqua.
Sfortunatamente non sono informato in merito. È comunque ragionevole (o quasi) pensare che siano stati fatti esperimenti in tal senso, perché nella scienza bisogna essere sempre scettici ma non per questo dogmatici e la mente umana è terribilmente complessa e tuttora incompresa. Tuttavia fino a prova contraria assumerei che se ci sono stati esperimenti non hanno condotto a nulla di interessante; anche perché come tu stesso fai notare cercando informazioni in merito si viene semplicemente sommersi da robaccia new age e da gente che pensa di poter usare la fisica quantistica come "cosa per spiegare tutto".
Comunque come ho detto esiste un premio da un milione di dollari per il paranormale, quindi chi dovesse essere in grado avrebbe ottime ragioni per farsi avanti.
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